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MotoGP, Rossi: con il seamless gap da Honda dimezzato

Valentino promuove il nuovo cambio: "la M1 è più facile in frenata, ma forse servirà qualcosa in più"

Chi ben comincia è a metà dell’opera e Rossi può mettere in archivio con soddisfazione la prima giornata di test a Sepang. “E’ stata una giornata positiva perché sono stato veloce dall’inizio e sempre davanti. Il primo posto non conta tanto ma è sempre bello. Sono contento perché abbiamo lavorato bene e ho fatto già un buon giro”, le sue parole. Un buon segno, perché sotto la M1 nascondeva il nuovo cambio seamless, che finalmente dà i suoi benefici anche in scalata. Un componente su cui gli ingegneri giapponesi hanno lavorato a lungo, forse quello più importante per riuscire ad agguantare la Honda.

Valentino, qual è il tuo giudizio sul seamless evoluto?

Abbiamo il nuovo cambio e mi piace. Non c’è tantissima differenza dal precedente, ma la moto si guida meglio ed è più facile. Per prima cosa non abbiamo ancora visto tutto il suo potenziale, bisogna lavorare con la gestione elettronica e il freno motore, però in staccata la moto è più facile e si può entrare meglio in curva. Ci può dare una mano in una fase dove rispetto ai nostri avversari perdiamo”.

La M1 cambia molto con questo cambio?

Va guidata in modo leggermente diverso, è divertente, anche se non c’è troppa differenza. Nel primo momento della frenata, soprattutto, cambia un po’. Mi piacerebbe avere un confronto diretto con Marquez che è molto bravo in quella fase”.

Ora puoi entrare in curva come fanno le Honda?

Da quello che ho visto, ci sono due fasi in entrata dove la Honda va meglio e una di queste l’abbiamo migliorata. Diciamo che rispetto alla differenza che c’era l’anno scorso, ora siamo a metà strada e non è male. Dobbiamo continuare a lavorare per l’ultima metà, rendere la moto ancora più facile da inserire in curva”.

Pensi che basterà lavorare sul seamless?

Per entrare in curva ancora un po’ meglio il cambio penso non basti, bisognerà trovare qualcos’altro. Vero anche che l’abbiamo appena montato e dobbiamo capire meglio come usare il freno motore. Adesso le MotoGP rallentano molto anche usando la ruota posteriore, mentre anni fa non era così. Da questo punto di vista possiamo ancora migliorare, bisognerà vedere se basterà”.

Da Iwata dicevano che il nuovo cambio vi avrebbe dato un vantaggio di due decimi al giro.

Nello scorso test gli ingegneri giapponesi ce lo avevano detto e a me erano sembrati molti, però può darsi che ci andremo vicino”.

Cambia qualcosa anche in accelerazione?

In uscita ho trovato la M1 più stabile e in teoria dovrebbe stressare meno le gomme”.

Cos’altro hai provato?

“A parte il cambio non abbiamo molte altre novità, qualche elemento di dettaglio, come alcune forcelle, per oggi e altri per domani e l’ultimo giorno”.

Sei uscito anche con la pioggia, ti è piaciuta la Yamaha in quelle condizioni?

No (ride). Era importante fare qualche giro sotto l’acqua, avrei avuto bisogno di fare un’altra uscita ma quando sono rientrato in pista è iniziato a piovere fortissimo e mi sono dovuto fermare. Sotto l’acqua soffriamo un po’ di più, l’anno scorso è piovuto poco ma quando lo ha fatto non mi sono mai trovato bene. Oggi è andata un po’ meglio ma non riesco ad essere veloce in entrata di curva, la M1 non mi piace ancora in quelle condizioni, c’è da lavorare”.

Come hai trovato la pista sull’asciutto?

Negli altri test la pista era un pelo meglio, ho girato un decimo più lento rispetto al primo giorno di Sepang 1 ma a parità di condizioni sarei stato più veloce. C’erano costantemente dai 3 ai 5 gradi in più di temperatura rispetto ai primi test”.

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