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SBK, Vd Mark: trovarsi in testa? Che sensazione!

"La toccata con Sykes? Non era mia intenzione quindi gli faccio le mie scuse". Guintoli: "ho usato il week-end come test"

E' stata la vera sorpresa del fine settimana australiano. Che Michael Van der Mark fosse uno di 'quelli forti' lo si sapeva, cosi come che fosse un pilota di talento. D'altro canto i numeri parlano chiaro: campione 600 stock, poi Supersport, senza dimenticarsi della 8 ore di Suzuka dove al suo esordio girò più veloce proprio di Johnny Rea. Vederlo però in testa alla sua seconda manche mondiale Superbike è stata però una sorpresa...anche per lui “Era tutto troppo bello per essere vero. Che sensazione! Mi sono divertito tantissimo durante la gara. Rispetto alla prima manche abbiamo azzeccato una modifica di elettronica ed eravamo più veloci”.

Chiaramente, la tattica delle vecchie volpi della Superbike è stata quella di lasciarlo sfogare a metà gara, cercando di risparmiare un poco le gomme, ma questo non toglie il valore della performance dell'olandese, conscio di quello che stava accadendo: "Quando ho passato gli altri ragazzi ho pensato che era impossibile tenere la testa, ma ci sono riuscito per un paio di giri, poi ho accusato un calo marcato alle gomme e ho alzato il ritmo. Sapevo di non poter andare più veloce. Sono a rimasto a contatto, ma giro dopo giro era sempre più difficile stargli vicino e negli ultimi due giri ero praticamente senza gomma al posteriore. Ho dovuto forzare molto con l’anteriore per non perdere completamente il contatto, perché speravo che si dessero fastidio negli ultimi giri".

Purtroppo però, forzando sempre più il ritmo per rimanere a contatto, è arrivata la caduta:" Ad un certo punto ho pensato: ‘devo essere uno stupido’, perché piloti ben più esperti di me preferivano non trainare il gruppo. Ero ad un passo dal podio, quindi ho deciso di prendermi dei rischi. È andata comunque meglio di quanto chiunque si aspettasse, me compreso. Ho avuto altre possibilità di sorpassare i primi, ma ho preferito aspettare, non mi pareva vero”.

“Non avevo più aderenza. Ho scollinato alla Lukey Heights in derapata ed alla 10 ho perso l’anteriore. Volevo tornare in sella ma la moto mi ha colpito e per un paio di minuti sono rimasto a riprendere fiato".

Van der Mark è ritornato anche sulla manovra di gara 1 ai danni di Sykes, che ha sollevato qualche critica da parte del vice campione del mondo: "L’ho passato in rettilineo ma appena ho toccato i freni sono finito leggermente verso l’esterno e ci siamo toccati. Non era mia intenzione quindi gli faccio le mie scuse. Non ci siamo ancora parlati, so che era abbastanza arrabbiato e lo capisco, lo sarei anch’io. Ma queste sono le corse, e dovrebbe pensare che sono un rookie e peccare d’inesperienza (ride)”.

Un fine settimana più in salita per Sylvain Guintoli, che però alla fine ha portato a casa un settimo ed un quinto posto di giustezza. Mai troppo protagonista, Guintoli ha accusato i postumi della caduta dei test di Jerez che lo avevano privato di cucirsi la moto addosso durante le prove di quest'inverno, oltre a non avere una forma fisica di primo livello: "Ho provato tutto quello che avevo dentro in entrambe le gare. Abbiamo provato diversi set-up ma i risultati son sempre stati gli stessi.

Alla fine però abbiamo portato a casa qualche dato interessante su cui lavorarci sopra. Dopo aver praticamente perso i test invernali, abbiamo preso questo fine settimane come un'altra sessione di prove.

Ancora non sto benissimo fisicamente, anzi: ad essere onesto, non sono mai stato cosi consumato fisicamente dopo due gare. Una delle cose più belle di questo week-end è stato sicuramente correre in pista con Troy Bayliss. Abbiamo avuto alcuni giri divertenti insieme. E' stato speciale!"

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