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SBK, Lowes: Suzuki OK, ma occhio alle Aprilia

"Sembrano più facili da guidare quando fa caldo". Rea: "Bayliss? Non ha niente da dimostrare"

È un Alex Lowes in grande spolvero quello che ha aperto le danze nelle prove cronometrate a Phillip Island. Il pilota Suzuki, al secondo anno in classe regina nel mondiale, ha fermato il cronometro sul tempo di 1’30.855, quattro millesimi più veloce che nei test, dove già aveva scritto il proprio nome in cima alla classifica. La GSX-R, come del resto nel 2014, sembra risorta a nuova vita su una pista veloce ma meno esigente per quanto riguarda la potenza pura. Ma il britannico non è l’unico ad essere andato forte.

“Le Aprilia fanno paura con il caldo – ha osservato – Hanno un vantaggio, sembra una moto molto facile da guidare e produce molto grip meccanico facilmente. Anche a Sepang lo scorso andavano fortissimo. Ma se faranno degli errori, sarò lì per approfittarne. Sono stato molto costante come tempi sul giro, sempre in un range di due o tre decimi”.

Intanto, Lowes è stato l’unico a scendere sotto 1’31 replicando quasi al millesimo le prestazioni dei test nonostante le temperature leggermente più calde.

“Era il nostro obiettivo – ha detto – Le temperature erano simili ed abbiamo utilizzato un assetto quasi identico. Dopo abbiamo fatto una simulazione di gara con la gomma più dura, è andata abbastanza bene. Aspettavo il caldo da tre giorni perché di solito fatichiamo di più in queste condizioni ma non siamo andati male. Sono comunque riuscito a girare in 1’31 alto”.

Con un’unica incognita: “non sappiamo ancora che gomma scegliere, non ci danno informazioni troppo chiare. Dipenderà dalle temperature. Ho fatto tre long-run con altrettante mescole, e penso che il mio miglior tempo sia replicabile in gara, anche se non si può mai dire”.

Ad eccezione del sorprendente Torres, la Top 5 provvisoria in Australia ha tutti i contorni di una British Invasion con Tom Sykes in terza posizione davanti a Leon Haslam e Jonathan Rea. Il vice-campione su Kawasaki si è fermato a +0.548 su un tracciato che non gli hai mai portato particolarmente fortuna (0 vittorie e 2 podi in sei anni).

“Non c’è nulla di cui preoccuparsi, oggi non era importante fare il tempo sul giro – ha commentato SykesAbbiamo lavorato sulla distanza e ci restano un paio di problemi da risolvere che avevamo già evidenziato nei test, ma abbiamo delle modifiche da provare domani. E poi sono pochi piloti ad avere usato una sola gomma per tutta la sessione. Altri ne hanno usate molte, io no di certo. Siamo vicini all’assetto ottimale da gara, e sul finale abbiamo trovato una buona direzione sulla quale proseguire domani”.

Guardando alle previsioni meteo, Sykes spera in temperature estive per la gara di domenica.

“Siamo competitivi sia con temperature più miti che con il caldo. Anzi, nel pomeriggio siamo stati più competitivi in proporzione (Sykes ha fatto sempre terzo tempo, ma limato un decimo dal primo rispetto alla FP1), quindi il caldo mi attira di più come possibilità in ottica gara. Comunque le Aprilia e le Suzuki vanno molto forte qui. Oltre a loro, ci siamo io e Jonathan (Rea). Direi che ci sono sei piloti che possono giocarsi la vittoria”.

Un po’ di fortuna, comunque, non guasta mai. A questo proposito, Sykes ha ricordato la caduta “curativa” di martedì durante i test.

“È incredibile – ha detto con un sorriso – Ho avuto problemi alla schiena per tutta la scorsa settimana e sono atterrato proprio sulla parte che mi faceva male cadendo. Mi sono alzato nella via di fuga e stavo meglio di prima. Avrei dovuto giocarmi la lotteria quella sera, era il mio giorno fortunato”.

Continua il derby interno in casa Kawasaki, con il numero 66 che ha preceduto il nuovo compagno di squadra Rea, quinto a +0.686.

“Ho fatto un altro long-run e sono andato più piano che nei test perché faceva un po’ più caldo, ma almeno sono riuscito a provare la C (mescola media, così come la B e la D, che differiscono a livello di costruzione) al posteriore e ci siamo fatti un’idea più chiara – le parole di ReaÈ l’opzione migliore per me al momento. Ora dobbiamo concentrarci sulle piccole modifiche”.

Tali modifiche saranno mirate su un problema in particolare. “Con gomme usurate, fatico specialmente in ingresso di curva. Non riesco a trovare la fiducia necessaria. La gomma posteriore spinge la moto fuori traiettoria, e il freno motore non lavora come dovrebbe perché la gomma slitta così tanto. Comunque ho perso solo 4 decimi dall’inizio alla fine della simulazione, ma il problema è che non posso spingere forte all’inizio altrimenti distruggo la gomma”.

Prima di avventurarsi in pista per la FP1, Rea è stato l’unico pilota a recarsi a piedi davanti al box di Troy Bayliss. Il nordirlandese ha semplicemente rivolto un saluto all’idolo di casa, facendogli un gesto inequivocabile che mima una manopola del gas girata verso l'alto.

“È bello averlo qui in pista con me – ha commentato Rea – Lo rispetto. Molto. Volevo solo augurargli buona fortuna, per lui è importante soprattutto divertirsi perché non ha niente da dimostrare. Dovrò batterlo in pista, ma per me è una leggenda”.

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