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SBK, Ducati, preallarme motori in Australia

Dopo i problemi nei test, primo guasto in prova. A breve analisi più approfondite

Il rientro di Troy Bayliss in Superbike a Phillip Island ha coinciso con uno dei momenti più memorabili degli ultimi anni, ma l’entusiasmo di pubblico e addetti ai lavori è stato parzialmente smorzato da problemi tecnici che hanno costretto l’australiano ai box dopo una manciata di giri lanciati.

La squadra ha sostituito il motore del pilota numero 21 ed analizzerà l’unità in serata per determinare le cause del guasto. Intanto però, è stato necessario punzonarne uno nuovo. Da sette, quindi, si passa a sei per quanto riguarda Davide Giugliano (al posto del quale Bayliss corre da sostituto).

Negli ultimi quattro giorni di test tra Spagna e Australia, tra squadra ufficiale e team privati, sono stati sostituiti sei motori. A rigor di cronaca, la squadra ha dichiarato che i problemi riscontrati a Jerez erano dovuti in alcuni casi chilometraggio esteso e in altri ad alcune soluzioni di sviluppo non presenti sui propulsori portati oltreoceano, che anzi erano stati ampiamente provati al banco senza evidenziare problemi. Qualche criticità, però, pare esserci. A questo proposito, i dubbi dovrebbero essere fugati dopo il briefing del questa sera.

Una curiosità: Bayliss non ha corso in regime di moto unica in precedenza. Fermo ai box, l’australiano ha twittato: “chi ha inventato questa regola dovrebbe essere umiliato”, ricevendo peraltro molti consensi dai colleghi ed ex-rivali.

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