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MotoGP, Crutchlow: riparto da zero e voglio divertirmi

Cal a ruota libera: "con il duro lavoro si può lottare per il podio. Bayliss? più in forma lui di tanti piloti in attività"

Crutchlow: riparto da zero e voglio divertirmi

Dal nero al bianco passando per il rosso, è il riassunto cromatico degli ultimi tre anni di Cal Crutchlow. Nel 2013 era sulla Yamaha di Tech3, l’anno scorso in Ducati e adesso guida la Honda Factory del team CWM LCR. L’inglese con gli occhi da pazzo è molto atteso, dopo una stagione iniziata male con la rossa e raddrizzata solo nel finale. “Non potevo sperare in un’opportunità migliore, ho la squadra e la moto giuste per lottare con i quattro piloti ufficiali, per salire sul podio”, le sue parole alla presentazione londinese del team.

Cal, tre moto in tre anni, c’è il rischio di fare confusione.

Ogni volta è come ripartire da zero, non è semplice. Però significa anche che ho ancora un grande margine di miglioramento. Sento che la scelta che ho fatto è quella giusta, poi io sono fatto così, devo creare un po’ di confusione, cambiare le carte in tavola. Alla gente e ai giornalisti piace (ride)”.

Come ti stai trovando con il nuovo team?

Non ci conosciamo ancora bene ma c’è già un bel rapporto, mi sento fra amici. L’importante è però continuare a lavorare e fare i risultati, parto per essere il migliore pilota satellite”.

E’ questo l’obiettivo?

Voglio fare quanto nel mio ultimo anno in Tech3, se non meglio (salì 4 volte sul podio ndr). Non c’è nessun motivo perché non riesca a essere competitivo. La Honda è una moto strana, quello che ha fatto Marquez è incredibile ma è anche la dimostrazione che si può fare. Ho ancora dei test per migliorare”.

I quattro ufficiali Honda e Yamaha non sono un gradino davanti a tutti?

Le cose vanno così: i migliori piloti sono sempre sulle moto migliori, hanno gli stipendi migliori, i voli migliori e gli hotel migliori. Le cose sono più facili per loro, ma questo non significa che con il duro lavoro non si possa lottare”.

Cal CrutchlowL’anno scorso eri un pilota ufficiale, qual è il tuo prossimo obiettivo?

Adesso è tutto nuovo, sì sono stato in una squadra ufficiale, ora è diverso. Innanzitutto non devo dimostrare più niente, devo solo concentrarmi sul lavoro che mi attende. Se mi chiedi se un giorno vorrei nuovamente essere in un team ufficiale ti rispondo di sì, è normale, ma in realtà non me ne importa più molto. Ho capito che la cosa più importante è divertirsi guidando, voglio tornare a farlo”.

Ducati è un capitolo definitivamente chiuso?

E’ difficile chiudere certe porte alle spalle completamente. Non sono partito bene ma ho preso confidenza durante la stagione e nelle ultime gare sono andato bene. Tutto si è complicato ad Austin, ho fatto la più brutta caduta di tutta la mia carriera. Non parlo delle conseguenze fisiche, ma della caduta in sé. Pochi piloti sarebbero tornati in sella così presto, forse qualcuno si sarebbe ritirato”.

Hai visto la GP15?

Bellissima! (lo dice in italiano ndr) Si vede la mano di Gigi dietro a quella moto. Il suo potenziale è tutto da scoprire ma so che ci sono ragazzi intelligenti e capaci che potranno portarla in alto”.

Cosa pensi di Miller, il tuo compagno di squadra?

Per adesso andiamo d’accordo, vediamo cosa succederà se dovesse avvicinarmi nei tempi (ride). Scherzi a parte, Jack ha fatto un grande salto passando dalla Moto3 alla MotoGP ma a Sepang non si è spaventato, penso si rivelerà molto veloce in futuro”.

E cosa dici di un altro australiano, Bayliss, che domenica tornerà a correre?

Mi piace molto il suo atteggiamento, penso che sia più in forma lui di tanti altri piloti in attività. Però mi spiace per Giugliano, penso che non abbia ancora espresso tutto il suo talento e che non sia stato del tutto compreso. Farà bene in Ducati”.

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