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MotoGP, Bayliss: Miller? Deve avere pazienza

"Il salto dalla Moto3 alla MotoGP è enorme. Se esagera rischia di perdere fiducia"

Troy Bayliss correrà nella gara di casa a Phillip Island davanti a legioni di fan adoranti. A prescindere dai risultati, il pilota con il numero 21 ha già fatto il suo dovere per difendere i colori australiani, ma tornerà in pista come “highlander down under”, ultimo rappresentante in pista (anche se da sostituto) di una scuola gloriosa che, da Gardner e Doohan passando per Corser fino ad arrivare a Stoner, ha scritto pagine memorabili del motociclismo. Da qualche tempo, però, il vivaio australiano pare in crisi.

“Il campionato australiano una volta era uno solo, mentre adesso lo scenario è un po’ diviso – ha spiegato BaylissMolti piloti fanno i bagagli e vanno in Europa da giovanissimi, mentre penso che il campionato sarebbe rinforzato se restassero più a lungo. Solo un gruppo ristretto dei più bravi dovrebbe andare oltreoceano, mentre ora basta avere un po’ di supporto finanziario o uno sponsor per tentare quella strada. Però, se non ottieni i risultati, ti fai un cattivo nome”.

La più grande speranza australiana, ovviamente, è rappresentata da Jack Miller. Anche il giovane vice-campione della Moto3, però, ha davanti a sé una sfida impervia.

“Jack è un bravo ragazzo ed un pilota duro – ha analizzato Bayliss – Sicuramente ha i mezzi per fare bene ma è un grande salto e dovrà sicuramente prenderci la mano. Non ci sono piloti lenti in MotoGP. Non è facile andare lì e fare il risultato. Anche il salto in termini di potenza è enorme. Deve prendersela con calma nel primo anno. Non penso sia saggio per lui forzare e rischiare di cadere tanto o farsi male. Perderebbe fiducia, e da pilota non vuoi trovarti in quella situazione. Ma è difficile per un giovane fare una cosa del genere”.

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