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SBK, Il ritorno di Bayliss, parlano gli avversari

Davies: "Un onore averlo nei box, a patto che non mi batta". Guintoli: "Ci vogliono le palle"

Il giovedì mattina, a Phillip Island, un certo Troy Bayliss si aggira per il paddock circondato da piloti e meccanici che gli stringono la mano, chiedono foto, e forse anche qualche autografo. L’aura mistica che circonda il tre volte iridato – e forse il pilota più universalmente amato delle derivate di serie – ha portato vari addetti ai lavori ad offrire il loro personale tributo all’australiano. Il ritorno, anche se solo da sostituto, nel mondiale a quasi 46 anni di età sembra una favola, ma è tutto vero.

A meno 24 ore dai primi turni di prove, in molti si chiedono quanto Bayliss possa dare fastidio ai piloti a tempo pieno. Da un lato, bisogna considerare che conosce Phillip Island a menadito, ha dimostrato più volte di saper trovare il limite molto in fretta, ed è ben allenato tra bicicletta, dirt-track e motard. D’altro canto, riprendere gli automatismi (fisici ma soprattutto mentali) alla competizione non è facile dopo sei anni di inattività. E poi, sappiamo bene come sono fatti i piloti: anche se dicono che vogliono solo divertirsi, a visiera abbassata vengono sempre posseduti dal demone della velocità, con tutti i rischi del caso.

Certo, se Bayliss dovesse giocarsi un risultato di prestigio si scatenerebbe un bel vespaio di critiche nei confronti degli altri piloti. Abbiamo chiesto ad alcuni di loro come si sentono all’idea di confrontarsi con il #21, ed ecco le loro risposte:

Sylvain Guintoli Ci vogliono le palle per fare un rientro del genere. Comunque sono contento, domenica non sarò il più vecchio in griglia grazie a lui (ride).

Alex Lowes – Troy è uno dei miei eroi, quindi sono molto felice all’idea di trovarlo con me in pista. Certo, se dovesse passarmi all’interno in staccata all’Honda Airpin non sarei più così contento. Spero che non ci metta in imbarazzo.

Jonathan Rea – Il mio esordio in Superbike ha coinciso con la sua ultima gara, ed abbiamo diviso la prima fila. Mi piacciono le favole, ma se mi dà paga…

Chaz Davies – Non credo che Troy abbia mai voluto ritirarsi veramente, e si è tenuto in gran forma. Dividere i box con lui sarà un onore, a meno che non mi batta. Spero di imparare qualche segreto da lui.

Jordi Torres – Sarà interessante averlo in pista con noi. Darà vita ad un bel confronto di stili, tra nuova e vecchia scuola.

Sylvain Barrier – La prima cosa che ho pensato quando l’ho saputo? Di mettermi dietro a lui per un paio di giri ed imparare le traiettorie che fa. Nessuno conosce questa pista come lui.

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