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SBK, Ducati, Giugliano: stop forzato di 90 giorni

Si allungano i tempi di recupero del romano, che dovrebbe rientrare ad Imola. Sostituzione ora più probabile

Davide Giugliano, a causa alla frattura delle vertebre lombari L1 e L2 riportata durante la prima giornata di prove della Superbike a Phillip Island, non potrà rientrare prima di tre mesi.

Novanta giorni e quattro GP, questo è il (salatissimo) conto da pagare per un high-side alla curva 11. Inizialmente i tempi di recupero erano stati fissati a 2/3 settimane, ma una visita specialistica ha consigliato maggior cautela per un infortunio di per sé non grave – il 34 si è rialzato subito sulle proprie gambe – ma che potrebbe avere conseguenze ben peggiori se non trattato con la dovuta cura.

Il pilota romano non verrà sottoposto a operazioni chirurgiche ma dovrà osservare un regime di assoluto riposo. Nel frattempo, sarà suo malgrado costretto a vedere dagli schermi almeno i GP di Tailandia (22 marzo), Aragon (12 aprile) e Assen (19 aprile), oltre ovviamente alla gara di apertura di Phillip Island.

A questo punto l’ipotesi di un sostituto, ieri smentita dalla pista poiché la squadra auspicava il rientro di Giugliano già dal prossimo GP, diventa più probabile. Per esempio Michele Pirro, collaudatore MotoGP che già una volta ha corso con la Panigale in gara (Magny Cours, 2013). I candidati, in ogni caso, non mancano.

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