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MotoGP, Petrucci: Rossi mi ha regalato un secondo

Danilo fa un bilancio della tre giorni a Sepang: "devo cambiare il mio stile di guida, apro il gas troppo presto"

Ducati si è presentata a Sepang con una formazione tutta italiana, complice l’assenza di Hernandez infortunato. In piena forma invece il suo compagno di squadra Danilo Petrucci, visibilmente dimagrito durante l’inverno e in forma smagliante. Per lui è stata la prima presa di contatto con la Ducati su una pista veloce e impegnativa come quella di Sepang. Al termine dei tre giorni, il suo nome era accanto alla 13° posizione in classifica.

Sono abbastanza contento del mio tempo, anche se il mio obiettivo era stare nei primi dieci, non ce l’ho fatta per poco. Invece non mi aspettavo di prendere più di due secondi dal primo, il problema è stato Marquez, è andato troppo forte”, scherza.

Danilo, a che punto sei?

C’è molto fa lavorare.  Devo cambiare il mio stile di guida. Ho parlato con Dall’Igna, mi ha detto di stare calmo e continuare a impegnarmi. Il problema è che sono abituato a guidare in un modo che non funziona”.

Qual è?

Io apro il gas molto presto a centro curva, appena sento che è possibile, ma così facendo la gomma incomincia a slittare e mi porto questo patinamento per tutta l’accelerazione. Lo pneumatico scivola e io non faccio strada. Ho guardato i dati di Dovizioso, lui aspetta di raddrizzare la moto prima di dare gas e infatti esce dalle curve molto veloce”.

È un problema della Ducati?

Al contrario, è un problema mio. Questa moto non va guidata così, ma sono abituato a farlo e non è facile cambiare certi automatismi”.

Il punto positivo?

La staccata, in questa fase mi sento già bene, sono ai livelli di Dovizioso che è un grande staccatore ma perdo tanto nella seconda parte di curva. Devo adattarmi, non sento ancora fiducia nell’anteriore soprattutto nelle curve veloci”.

È Dovi il tuo riferimento?

Tutti e due i piloti ufficiali, avrei voluto limitare il distacco da loro a un secondo, con Dovizioso ci sono riuscito, con Iannone no. Ma in questi test devo anche ringraziare Valentino”.

Cosa c’entra Rossi?

“Siamo amici e nel secondo giorno ho potuto fare un paio di giri dietro a lui e ho fatto, con gomme usate, il mio miglior tempo della giornata. Ho abbassato i miei riferimenti di un secondo, poi sono passato davanti io e giravamo un secondo più piano (ride). Abbiamo un bel rapporto, ci siamo anche parlati, mi ha detto le sue impressioni su di me e ha addirittura chiesto le mie su di lui. Però è importante girare da soli, voglio imparare per conto mio”.

Che moto hai usato?

La GP 14.1 che ha guidato Crutchlow nella scorsa stagione senza particolari aggiornamenti. Per il prossimo test avrò una carena diversa e via via altri particolari, in Qatar sarà molto simile alla 14.2. Inoltre Ducati mi farà in futuro provare degli aggiornamenti di elettronici che poi saranno trasferiti ai piloti ufficiali, questo mi fa piacere”.

Ti aspetti qualcosa d’altro?

“In questo momento non chiedo nulla, devo ancora capire molte cose e lavorare sodo, come sto facendo”.

Dopo la prima presa di contatto a Valencia ti aspettavi un test più facile qui?

Quella spagnola è una pista facile, con curve tutte molto simili fra loro. Inoltre è un circuito stop-and-go che si adatta al mio stile di guida. Qui è diverso e nelle curve veloci soffro ancora troppo”.

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