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MotoGP, Marquez: giro perfetto? no, ho fatto errori

"La nuova RC213V è già migliore della vecchia moto". Pedrosa: "ora possiamo concentrarci solo sui dettagli"

Oggi la Honda ha mostrato il suo vero volto, quello della belva assetata di record e velocità. Non l’ha fatto solo con Marquez, imprendibile nel giro secco, ma anche con Pedrosa, un martello pneumatico sul ritmo, capace di piazzare ben 10 giri di fila sotto i 2’01” nella simulazione di gara. Sepang è una pista su cui la moto di Tokyo si esprime al meglio e oggi non ha fatto eccezione.

Impossibile non chiedere a Marc di quel 1’58”867 che ha lasciato tutti senza fiato.

Alla prima uscita questa mattina, con gomma usata, ho girato in 1’59”6, mi sentivo bene e lì ho capito che sarebbe uscito un bel tempo – racconta – Sono rientrato e ho montato la nuova che avevo tenuto apposta da parte. I piloti dicono che nei test non sono interessati al tempo ma poi eravamo tutti lì a cercarlo. Sicuramente è importante essere il più veloce in quelle condizioni. Quando ho visto quel crono sul cruscotto la sensazione è stata bellissima, pensavo a un bel giro ma non così tanto e non sono stato perfetto, qualche errore l’ho fatto”.

Messa in archivio la pratica giro veloce, Marc si è poi impegnato in una simulazione sulla distanza di gara.

Abbiamo deciso di effettuarla nell’ora più calda della giornata e ho fatto molti esperimenti, soprattutto di elettronica. Praticamente cambiavo mappatura ogni giro – scherza – Ho avuto qualche problema, ma è proprio quello che cercavo, in modo da capire quali potessero essere e intervenire. Son soddisfatto”.

Infine il piccolo diavolo tira le somme dei tre giorni.

La moto 2015 è già al livello di quella 2014, che ho riprovato oggi, se non superiore e questo mi fa tornare a casa più tranquillo – afferma – Soprattutto perché c’è ancora molto margine di miglioramento, per il prossimo test abbiamo già qualche idea che sulla carta dovrebbero funzionare. In questi giorni ci siamo concentrati soprattutto sulla parte anteriore della moto, che mi dà più fiducia, a fine mese passeremo alla posteriore. Cosa serve? Migliorare in uscita di curva, trovare maggiore grip e addolcire l’erogazione. Poi non sottovaluto la Yamaha, anche su una pista non favorevole a loro come questa sono vicini”.

Dani PedrosaAnche Dani Pedrosa può lasciare la Malesia con molte sicurezze. Il giro record non l’ha centrato, “ma penso che scendere sotto il 1’59” fosse possibile anche per me”, ma è stato comunque molto vicino a Marquez e migliore sul ritmo di gara.

In generale sono felice – sgombera subito il campo dai dubbi – In mattinata sono stato veloce e lo stesso ho fatto nella simulazione di gara. Non mi aspettavo niente di particolare, ho pensato solo a tenere il ritmo e a capire meglio la moto. Sono contento del lavoro del team, c’era molto da fare in questi test e hanno affrontato questo test nel modo giusto”.

La strada ora sembra in discesa.

Dopo il test di Valencia abbiamo dovuto intervenire in modo radicale sulla moto, ora invece possiamo concentrarci solo sui dettagli – conferma – Però non traiamo troppe conclusioni dopo tre giorni, questa moto va ancora provata su altre piste, in altre condizioni per avere tutte le conferme che servono”.

Dani non vuole accontentarsi.

Continueremo a lavorare su sospensione, telaio ed elettronica. Chiederemo qualcosa di nuovo a Honda, vedremo se ci accontenteranno – sorride – Da parte mia cercherò di migliorare nel giro secco e nella prima parte di gara”.

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