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MotoGP, Sepang, Miller: stavo per tamponare Rossi

"Ho provato a inseguirlo ma ho tentato una staccata da Moto3. Stoner? Abbiamo parlato di pesca"

Sepang, Miller: stavo per tamponare Rossi

Deve ancora guadagnarsi i galloni sul campo, ma il cadetto della MotoGP Jack Miller sembra destinato ad occupare un posto speciale nei cuori degli appassionati, e non soltanto gli australiani. Il “cangurotto” ha mosso a Sepang i primi passi con la Honda RC213V-RS destinata ad accompagnarlo per tutto il 2015 – ventesimo tempo a tre secondi da Marquez – e non ha lesinato dichiarazioni senza filtro, sulla falsariga di quelle di alcuni suoi illustri connazionali.

“Ho provato a fare un giro veloce al mattino, quando l’asfalto era più fresco – ha osservato Miller – Il tempo non è male, considerando che ho fatto un paio di errori. All’inizio ero solo, poi Rossi mi si è messo davanti e ho provato a inseguirlo. Mi devo ancora abituare alla MotoGP però, perché all’ultima staccata stavo per andargli addosso (ha usato un’espressione più colorita, che include la parola “culo”, ndr) perché ho rischiato staccare usando i riferimenti della Moto3”.

Visto il passaporto di Miller, e la presenza del suo box di Cristian Gabarrini, ex-ingegnere di pista di Casey Stoner, la domanda se abbia colto indicazioni dai test svolti da numero 27 nei giorni scorsi sorge spontanea.

“Ho guardato i dati di Casey, ma il mio team cerca di lasciarmi trovare la mia identità senza preoccuparmi troppo degli altri – ha detto – Io e Casey abbiamo parlato, ma di pesca, non di moto”.

Il bilancio complessivo resta comunque positivo.

“Stiamo migliorando passo dopo passo. Il long-run è stato certamente duro dal punto di vista fisico, sul finale ero molto stanco. L'avambraccio in staccata cominciava a cedere, e stavo assumendo uno stile alla Doohan (ride). Mi sono allenato duramente in inverno, ma dovrò farlo ancora di più. Niente ti può preparare per questo, usi dei muscoli diversi da quelli della vita quotidiana. Poi mi devo ancora abituare a gomme e freni. Ho imparato molto, ma credo di essere al 10% del totale”.

È anche arrivata la prima caduta, senza conseguenze fisiche, ed anche oggi Miller si è avventurato alla ricerca del limite.

“Per due giri di fila ho rischiato di perdere l’anteriore, non avevo mai dovuto gestire il serbatoio quasi vuoto, quindi ho perso un po’ di fiducia. Da lì, ci ho messo un altro paio di giri per riprendere il ritmo. Comunque sono stati test positivi, siamo stati due secondi più veloci rispetto al 2014. E sto ancora girando con pochissimo controllo trazione, nei prossimi test comincerò ad usare di più l’elettronica”.

Fin qui, Honda ha utilizzato con Miller lo stesso approccio già adottato agli esordi di Marc Marquez.

Ho girato sostanzialmente con le stesse geometrie per tutti e tre i giorni, facendo solo piccoli cambiamenti. L’ho fatto anche per capire meglio il comportamento delle gomme e le loro caratteristiche in funzione della moto. Mi sto gradualmente abituando. Il mio stile è cambiato molto, ma devo ancora migliorare ad alzare la moto in fretta in uscita di curva”.

La strada davanti a Miller sembra spianata, e visto il piglio del giovane australiano c’è da scommettere che ci sarà sempre una folla pronta ad ascoltare le sue analisi colorite.

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