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Cecchinelli: la MotoGP che verrà

"Le case non sono d'accordo sul numero di motori, ma nel 2016 gomme uguali per tutti"

Si è conclusa con l'ennesima fumata nera l'ultima riunione della MSMA a Sepang. I costruttori non sono ancora d'accordo, fra le altre cose, sul numero di motori da utilizzare nel mondiale 2016.

Un problema non da poco visto che c'è da mettere d'accordo le case giapponesi e le due italiane. E il limite attuale dei 5 propulsori più che una norma dettata dalla ricerca del risparmio da alcuni è visto solo come un virtuosismo tecnico che non solo non consente di risparmiare, ma anzi incrementa i costi di progettazione.

Il numero dei motori è importante anche in vista di un (possibile) aumento dei Gran Premi.

"Il numero giusto potrebbe essere 9 - dice Corrado Cecchinelli, che non partecipa alle riunioni della MSMA, ma come Director of Technology della Dorna detta le linee guida - ma è probabile che dagli attuali 5 si salga a 6".

Ma come si presenta la MotoGP alla vigilia del cambio epocale del 2016 che costringerà tutte le case a prendere parte al mondiale con centralina Marelli e software unificato?

"L'anno prossimo avremo in pista le moto Factory più i mezzi ufficiali dell'anno precedente per i team satellite dunque è pensabile prevedere che i due secondi di differenza che attualmente ci sono, su una pista lunga come Sepang, fra i migliori ed i peggiori diminuiscano ulteriormente a tutto vantaggio della competitività generale".

Anche nel 2016, però, ci sarà una differenziazione fra moto Factory e Open.

"Certo, a quelle case che non avranno raggiunto ancora un sufficiente livello di competitività saranno concessi dei vantaggi. Presumibilmente due litri di benzina ed un maggior numero di motori. Spariranno invece le differenze di mescola degli pneumatici. Con l'arrivo del nuovo gommista Michelin sarebbe troppo complicato".

Si discute anche sul 'congelamento' dei motori.

"Ovviamente, perché per chi non è ancora competitivo è un grande vantaggio poter lavorare sul motore. Non pensiamo di adottare invece il sistema della F.1 che prevede una evoluzione percentuale del motore con un sistema a gettoni durante l'anno. Lo sviluppo dei motori ufficiali rimarrà congelato".

Nel 2016 ci sarà anche il salto nel buio del passaggio da Bridgestone a Michelin. Chi le ha già provate parla di una 'confidenza' minore ma tempi sostanzialmente equiparabili.

"La grande novità sarà il passaggio al cerchio da 17" che comporta un profilo differente. Il cerchio da 16"5, e ancora prima quello da 16" consente una gomma più piatta e con una spalla più larga che scende maggiormente sul fianco dello pneumatico. Dunque una maggiore impronta a terra, che si traduce in maggiore aderenza. La scelta della Michelin è stata operata per questioni di marketing e per questioni di somiglianza con il prodotto di serie, o meglio, si può dire che questa scelta porterà dei vantaggi nello sviluppo del prodotto di serie. E' assodato infatti che con il cerchio da 16"5 si ottengono vantaggi. Di contro lo pneumatico da 17" è marginalmente più leggero e dunque avrà una influenza positiva sulla maneggevolezza".

E' pensabile tornare a gomme con profili 'a pera' come nelle Dunlop KR 73 e KR 76 degli anni '70?

"Non credo, con profili appuntiti e le potenze attuali si creerebbero problemi di impronta a terra in accelerazione, e anche nella fase di transizione".

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