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MotoGP, Sepang: Marquez rilancia la sfida a Rossi

I TEMPI: acuto dello spagnolo, che sul finale precede il Dottore e Lorenzo. Quarto Dovizioso con Ducati

L’inverno è finito, almeno per la MotoGP. Nella prima giornata di prove del 2015 sul circuito di Sepang, piloti e motori si sono scaldati a dovere, e non solo a causa del caldo tropicale. Anche perché, nonostante non ci siano trofei o punti in palio, l’occasione è propizia per mandare messaggi più o meno cifrati alla concorrenza all’alba di un campionato ricco di spunti tecnici e agonistici.

Partiamo con una premessa: i tempi, innanzitutto a causa di un asfalto ancora poco “gommato”, non sono da record. Anche se tutti i piloti hanno confermato di aver trovato la pista in migliori condizioni rispetto al passato. Un anno fa, Marc Marquez fermò il cronometro su 1’59.533. Bisogna anche sottolineare come nessuno dei top rider abbia fatto simulazioni di gara, ma solo uscite da 5-6 giri al massimo. Il campione in carica ha comunque ribadito la propria egemonia con un 2’00.262, siglato al 62º di 63 giri percorsi. Lo spagnolo si è presentato con ben quattro moto nei box – tutte ben riparate da sguardi indiscreti – ed ha atteso i minuti finali per tirare la zampata. Con una facilità preoccupante, dal momento che ha limato circa otto decimi rispetto ai propri riferimenti precedenti. Un segnale chiaro alla concorrenza, soprattutto alle Yamaha di Rossi e Lorenzo, che da qualche ora stazionavano in cima alla classifica.

In attesa di provare la versione aggiornata del cambio seamless – che funziona anche in scalata – Rossi e Lorenzo si sono dovuti “accontentare” di un nuovo scarico. Il derby è stato appannaggio del Dottore, autore di un 2’00.380 prima della pausa pranzo che gli ha garantito la seconda posizione (+0.118) davanti al compagno di squadra (+0.259).

Per quanto riguarda Ducati, il quarto tempo di Andrea Dovizioso rappresenta un segnale più che positivo in vista del debutto, a fine mese, della GP15. La moto in pista in Malesia presenta lo stesso telaio – ma con maggiori possibilità di regolazioni – un’elettronica ulteriormente evoluta ed un motore più potente. In attesa di scoprire la prima moto firmata interamente da Luigi Dall’Igna, il forlivese ha siglato un best lap personale di 2’00.617, fermandosi a 0.335 da Marquez.

Giornata relativamente “comoda” per Dani Pedrosa, quinto (+0.483) con soli 45 giri all’attivo ed una caduta sul finale. Alle sue spalle, Pol Espargaró (anche lui una volta in terra) è stato il più veloce su moto satellite con la M1 del team Tech3 (+0.668), precedendo di circa mezzo secondo Andrea Iannone e Stefan Bradl. Più attardati, Bradley Smith e Cal Crutchlow (anche per lui una scivolata) chiudono la Top 10 davanti a Scott Redding ed i “nostri” Michele Pirro (+1.689) e Danilo Petrucci (+1.874).

Tra le new entry a livello costruttori, Suzuki ha battuto di misura Aprilia. Aleix Espargaró ha infatti terminato in 14ª posizione, davanti ad Alvaro Bautista per soli 60 millesimi. La moto di Hamamatsu ha come primo obiettivo migliorare l’affidabilità, mentre a Noale si lavora su una ciclistica affinata – nuova distribuzione dei pesi – e l’ultima evoluzione della distribuzione a valvole pneumatiche, in attesa dell’arrivo del cambio seamless.

Per quanto riguarda invece le new entry a livello piloti, è Jack Miller il più veloce con il 19º tempo, a due secondi e mezzo da Marquez. Maverick Viñales si è issato in 21ª posizione davanti a Eugene Laverty, mentre Marco Melandri è 26º alle spalle di Loris Baz e davanti ad Alex De Angelis. Il ravennate, che deve ancora riadattarsi innanzitutto alle gomme, ha accusato oltre quattro secondi di ritardo.

Un collaudo particolare anche per Nicky Hayden, che ha 'provato' il polso operato con una scivolata. Tutto OK anche per lui.

I TEMPI


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