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SBK, Kawasaki, Rea avverte: c'è ancora margine

"I test non sono il mio forte, domani con gomma morbida". Sykes: "Buon tempo con gomma dura"

Con Jonathan Rea a fianco di Tom Sykes, nei box Kawasaki è lotta tra pesi massimi. I due britannici non si possono definire amici, ma sono accomunati dal rispetto che scorre normalmente tra chi si giudica di simile caratura. Dopo un po’ di sparring, il primo round vero e proprio, considerando le condizioni meteo, si è svolto sul ring di Jerez ed è stato appannaggio del nuovo arrivato nei box verdi. Rea, tuttavia, non sembra aver dato particolare importanza all’esito della prima giornata di prove.

“Non penso siamo al 100% del nostro potenziale, ed i test non sono mai stati il mio forte – ha detto il nordirlandese – Oggi ho fatto una simulazione di gara, domani probabilmente proveremo anche con la mescola morbida. Questi due giorni non hanno a che vedere col mandare alcun messaggio, quanto piuttosto capire più a fondo la moto”.

Il distacco tra Rea e Sykes, in ogni caso, ammonta a soli 73 millesimi.

“Oggi è stato solo il quinto giorno effettivo con la nuova moto, ed è bello girare finalmente sotto il sole – ha aggiunto Rea – Fin qui ho lavorato solo sulla posizione in sella, non mi sentivo completamente a mio agio ed avevo qualche problema ad utilizzare la leva del cambio, mentre qui finalmente ho potuto concentrarmi sull’usura degli pneumatici”.

Le differenze tra Kawasaki ed Honda, moto con la quale Rea ha corso fin dal debutto in campionato, sembrano sostanziali. Eppure, il neo arrivato in Kawasaki non si sbilancia in giudizi.

“A livello di elettronica sono differenti, forse la Kawasaki è un po’ più facile come approccio. Il colore sicuramente è molto diverso (sorride)”, ha chiosato scherzando.

Moderatamente soddisfatto anche Tom Sykes, incappato in una scivolata nel pomeriggio.

“Oggi abbiamo fatto tanti piccoli cambiamenti, e la caduta nel pomeriggio è stata una sfortuna – ha dichiarato il vice-campione – Siamo competitivi, ma per come sono fatto non mi accontento. Ho incontrato alcuni limiti sulla moto che hanno ostacolato la mia guida, quindi spero di avvicinarmi di più domani”.

A onor di cronaca, vale la pena di ricordare che il tracciato andaluso non è, per usare un eufemismo, tra i preferiti del pilota di Huddersfield.

“Sono relativamente contento del mio miglior tempo, fatto con una gomma dura al posteriore – ha aggiunto Sykes – Con questa mescola, non ero mai stato così veloce a Jerez, quindi sono soddisfatto, anche perché questo è forse uno dei peggiori circuiti in calendario per il mio stile di guida. Ma voglio migliorare la messa a punto per fare quello che voglio con la moto”.

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