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SBK, Countdown all'Australia: mercato (quasi) chiuso

Ventiquattro piloti confermati ed otto costruttori. A Kawasaki e Ducati quasi metà della griglia

A circa un mese dall’inizio del campionato a Phillip Island, lo schieramento del campionato SBK è ormai al completo.

Sistemato anche il tassello di GoEleven, che ha deciso di schierare una Kawasaki in classe regina (il team era già impegnato anche in WSS) ed affidarla a Roman Ramos. Ricapitoliamo con una tabella. A conti fatti, lo schieramento dovrebbe arrivare a 26 piloti – da risolvere i due punti interrogativi di Pedercini e Toth, possibilmente con due piloti “con valigia” – ed otto costruttori. Tra questi, Kawasaki e Ducati fanno la parte del leone rispettivamente con sei e cinque moto confermate in griglia. Vale a dire, quasi la metà del totale. La Casa di Akashi ha poi confermato la decisione di puntare tutto sulle derivate di serie, alzando la posta. Fuori il giovane irriverente Loris Baz, dentro Jonathan Rea, ritenuto da molti il pilota più sottovalutato tra i “big” della SBK e desideroso di dimostrare ai vertici HRC di aver fatto un errore a non affidargli una RC213V satellite in MotoGP.

Ad attendere al varco le due “verdone” ufficiali – con le carene di colore ancor più vivo dopo l’arrivo di Monster – ci saranno innanzitutto Ducati e Aprilia. La Casa bolognese si è recentemente assicurata una partnership triennale con un title sponsor di livello come Aruba e punta molto sulla maturazione di Davide Giugliano, ora il pilota italiano di punta e, a 25 anni, pronto a fare il definitivo salto di qualità. A Noale invece hanno deciso di impegnarsi in forma ufficiale dopo l’en plein dello scorso anno. Il cambio di programma in corsa implica un lieve ritardo nella preparazione, ma la flessibilità e capacità di adattamento strategiche sono forse la virtù oscure di Romano Albesiano, che sfida il suo predecessore Gigi Dall’Igna in un derby che vale doppio: solo Ducati e Aprilia saranno infatti impegnate ufficialmente in entrambi i massimi campionati di velocità.

Che dire poi delle altre Case giapponesi? Suzuki ha una moto datata ma una coppia di piloti molto equilibrata con Alex Lowes e De Puniet. Honda ha seguito un percorso simile, affiancando al giovane e promettente (già campione in Stk600 e WSS) Michael Vd Mark il campione in carica Sylvain Guintoli, che porta con sé un bagaglio di esperienza particolarmente voluminoso (è al quarto costruttore in SBK).

Tra gli outsider, Sylvain Barrier sembra pronto alla consacrazione in classe regina dopo un anno particolarmente nero dal punto di vista degli infortuni. Dalla sua c’è una moto particolarmente adatta per il nuovo regolamento, la BMW S1000RR, preparata da due tra i tecnici più ambiti, gli italiani Gerardo Acocella e Rossano Innocenti. Discorso simile per Ayrton Badovini, che ritorna in sella alla moto di Monaco con un team gestito da Troy Corser ma dal potenziale ancora ignoto. Potrebbe, anche se appare meno probabile, stupire anche Niccolò Canepa. Per il genovese su EBR la strada è almeno inizialmente in salita, ma se ci sono dei sognatori, sono proprio gli americani…

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