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Dakar: quinto sigillo per Marc Coma

KTM vince ancora. Storico 9° posto per Laia Sanz, Paolo Ceci (14°) è il migliore degli italiani

Dopo aver percorso 9.308 chilometri attraverso Argentina, Cile e Bolivia, la carovana della Dakar torna a Buenos Aires, dove era partita lo scorso 4 gennaio.

La festa argentina è tutta per Marc Coma e Nasser Al-Attiyah, ma il calore della folla è anche per loro,  i tanti amatori che hanno portato a termine una gara durissima, come testimoniano le lacrime di Jurgen Van den Goordbergh,  secondo nella categoria malle moto, senza assistenza.

Sul traguardo dell'ultima speciale, a Baradero, a nord di Buenos Aires, vinta dallo slovacco Jakes (Ktm), davanti al connazionale Svitko e l’australiano Toby Price, il campione in carica Marc Coma  ha suggellato il quinto successo,  un trionfo che lo porta alla pari dei francesi Cyril Neveu e Cyril Despres, a una sola lunghezza da Stéphane Peterhansel, che ha vinto 6 edizioni della Dakar in moto, più altre 5 con le auto.

L’obiettivo è raggiungere e superare Stephane Peterhansel? “E troppo presto per parlare di futuro”, ha dichiarato il 38enne catalano, “adesso voglio godermi questo giorno. E’ stata una Dakar particolarmente dura, ma sinceramente non ne ricordo una facile. Anche oggi doveva essere una passeggiata con soli 174 km di prova cronometrata. Invece  la tempesta e il fango hanno costretto l’organizzazione a fermare la gara al CP2. Credo che gestire al meglio le due tappe marathon sia stata  la chiave del successo di questa Dakar”.

Partito favorito, Marc Coma ha amministrato sapientemente i 13 giorni di gara, rallentato solo da un problema con una mousse nella seconda tappa. “Ancora una volta ha prevalso l’esperienza e la profonda conoscenza di questa gara che resta unica nel suo genere”, ha commentato Etienne Lavigne, il Numero Uno di ASO.

Marc ComaÈ festa anche in casa KTM, che con 14 successi consecutivi consolida un dominio che solo lo squadrone Honda ha tentato di scalfire. “Marc è un grande campione”, ha commentato Alexander Doringer, Team Manager KTM e responsabile del programma Off Road, “abbiamo visto giusto anche con i giovani debuttanti, che al fianco di Marc stanno crescendo in fretta. Siamo molto contenti del terzo posto di Toby Price. Anche Matthias Walkner ha dimostrato di aver stoffa, deve solo maturare un po’ di esperienza”.  Vincitore della tappa di ieri e terzo nella generale, il 27enne australiano è la grande rivelazione di questa Dakar 2015.

Il Team HRC è stretto intorno a Paulo Goncalves, che ha lottato con i denti per difendere il secondo posto assoluto. “I miei complimenti a Marc. Con questa Dakar, Honda  ha dimostrato di esserci. Non chiediamo di avere più fortuna, ma neanche così tanta sfortuna, ha commentato il portoghese, che ha chiuso a 16’53 dal vincitore.

L’obiettivo oggi era arrivare secondi con Paulo. Io lascio Buenos Aires con l’amaro in bocca. Sono triste. Avevamo lavorato tanto per preparare questa gara ed adesso dobbiamo aspettare un altro anno. Penso già al futuro, torneremo sicuramente più forti” ha dichiarato Joan Barreda, in testa alla generale sino alla settima tappa. Poi il ribaltone sul lago boliviano per il sale misto ad acqua che ha danneggiato la centralina della sua Honda.

Il bilancio è comunque positivo”, ha dichiarato Martino Bianchi, General Manager del team HRC, “potevamo puntare alla vittoria con Barreda, un terzo e un quinto posto con Goncalves e Rodriguez, ma la tappa boliviana ha compromesso pesantemente la corsa di Joan e di Helder. Da una situazione critica, il team ne è uscito unito e rafforzato. In ogni occasione ha prevalso lo spirito di squadra”. Con Israel Jeremias fuori dalla gara dopo aver dato il suo motore a Barreda nella seconda tappa marathon, Honda centra un altro obiettivo importante: chiudere nella top 10 con Laia Sanz.

Laia SanzLa 13 volte campione del mondo ha conquistato tutti per le sue doti tecniche e di navigazione. “E’ stata una gara particolarmente dura per la variabilità del meteo”, ha dichiarato la Sanz, “abbiamo sofferto il caldo, patito il freddo, incontrato neve, pioggia, vento, fango ed infine il sale. Non mi sarei mai aspettata di finire nella top 10, Devo ringraziare anche il team HRC che mi ha accolto nella squadra ufficiale e mi ha dato una moto per allenarmi a casa. È stato importante anche correre due rally in Marocco prima della Dakar”.  Il 9° posto della spagnola è anche il miglior piazzamento mai conseguito da una donna alla Dakar moto.

Solo decimo Olivier Pain su Yamaha. “Siamo partiti con un progetto nuovo e non abbiamo avuto modo di testarlo in altri rally prima della Dakar. La base è buona, il motore è potente. Dobbiamo solo continuare a lavorare e sfruttare al meglio i dati acquisiti”.

Con il ritiro di Alessadro Botturi (Yamaha) all’ottava tappa, il migliore degli italiani è Paolo Ceci, quattordicesimo assoluto. Partito come portatore d’acqua di Chavo Salvatierra, dopo il ritiro del boliviano, Paolo ha potuto fare la sua gara: “Sono contentissimo. Insieme al 2010, questo è il mio miglior piazzamento alla Dakar”.  Dei dieci italiani al via, insieme a Ceci, sono arrivati Marco Brioschi, 46° e Diocleziano Toia, 57°.

Per la classifica completa della tappa cliccate QUI, per quella generale QUI.

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