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MotoGP, Top & Flop: Valentino Rossi vs Jorge Lorenzo

I compagni di squadra hanno avuto stagioni diverse ma la rivincita non è lontana

Forse l’unica cosa in comune che hanno Valentino Rossi e Jorge Lorenzo è la moto che guidano. Troppo diversi, nello stile di guida, nel carattere, perfino nella corporatura. Stretti nel ruolo di compagni di squadri, più comodi – in quello naturale – di rivali. Nella scorsa stagione sono stati di nuovo l’uno contro l’altro ma, con Marquez irraggiungibile, la sfida è stata limitata al secondo posto.

Un vincitore c’è stato, l’italiano, mentre lo spagnolo ne è uscito sconfitto. Non è questo però il motivo per cui si è parlato di stagione positiva per Valentino e negativa per Jorge, nonostante entrambi abbiano vinto due GP e Rossi sia salito solo un paio di volte in più sul podio.

TOP: LA RINASCITA DI ROSSI – L’annata 2014 di Rossi è stata salutata da commentatori e tifosi come quella della rinascita. Il motivo è semplice: il Dottore era tornato in Yamaha in 2013 dopo la parentesi (nera) Ducati. Erano arrivate una vittoria e qualche podio, ma mentre Lorenzo, Pedrosa e Marquez lottavano per il titolo, Valentino rimaneva un passo indietro. Serviva qualcosa per non fare la fine di quel vecchio sparring partner cantato da Paolo Conte a cui ‘certi applausi ormai son dovuti per amore’.

Valentino RossiVia Burgess, dentro Galbusera e il nuovo anno inizia con una scommessa. Rossi sa di dovere cambiare, di adattarsi ai tempi e si mette sotto con un’umiltà. Arriva il lieto fine, perché due vittorie e il secondo posto in campionato sono il suo miglior risultato dal 2009, l’anno dell’ultimo titolo. E poi c’è la soddisfazione di essersi preso una rivincita sui detrattori.

Che non tacciono comunque e sottolineano come un secondo posto, quando non ti giochi il titolo fino all’ultimo, è poca cosa. Non hanno tutti i torti e il primo ad averlo ammesso è stato Rossi. Il 2014 è stato da una parte un arrivo e dall’altro un punto di partenza. La consapevolezza di essere ancora tra i migliori c’è, ora bisogna diventare IL migliore. Impresa non semplice se su quel trono è spaparanzato il piccolo diavolo.

I risultati fanno però bene al morale e certamente ne hanno fatto anche a quello di Valentino e della sua squadra e hanno restituito loro quel divertimento che sembrava essere perduto. Il 2015 si apre sotto i migliori auspici e forse è il momento in cui il gioco si farà davvero duro, ma le cartucce il Dottore non le ha ancora finite.

Jorge LorenzoFLOP: LORENZO PERDUTO – Dall’altra parte della barricata c’è Jorge, che sembrava ormai impermeabile agli errori dopo averci battuto la testa – e la spalla, due volte – nel 2013. Invece Lorenzo ha iniziato il 2014 in uno stato di forma quantomeno discutibile, colpa anche di operazioni assortite nell’inverno. Ha poi iniziato un guerra personale contro le Bridgestone, che non ha portato a nient’altro che a un adattamento tardivo.

Ci sarebbero pletore di piloti ansiosi di finire una stagione al terzo posto con due vittorie, ma non il maiorchino. Sarebbe dovuto essere la spina del fianco di Marquez, ma per troppo tempo è stato solo una comparsa prima di riprendere in mano le redini della competizione, ma quando ormai era troppo tardi.

Per sua fortuna, Lorenzo è un pilota molto intelligente. A volte si lascia prendere dall’istinto, ma il più delle volte sa riconoscere i suoi errori. La sua annata non si può salvare – a meno di volere sminuire il suo valore – ma Jorge non ha dimenticato come si guida e, seppure sporadicamente, l’ha dimostrato. La lezione però potrebbe essere importante per il futuro e per ripianificare l’attacco a Marc con più attenzione.

Nonostante i chiaro-scuri recenti, Lorenzo sembra essere ancora il rivale numero 1 per il campione del mondo, deve solo ricordarselo. Nella MotoGP attuale certi errori si pagano cari e il conto è ormai saldato. Lorenzo non deve – e non può – sprecare anche questa possibilità.

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