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Dakar, Botturi fuori! Comà e KTM in testa

L'ex rugbista ha rotto. Barreda precipitato in 10a posizione. Il migliore dei nostri è Paolo Ceci (18°)

Dakar, Botturi fuori! Comà e KTM in testa

Alessandro Botturi è fuori. L'ex rugbista, il migliore degli italiani in questa Dakar alla guida della Yamaha, dopo esser stato 11° in classifica generale si è ritirato oggi per rottura meccanica.

Anche il suo compagno di squadra, Michael Metge ha problemi e non si sa ancora se riuscirà a ripartire e concludere la tappa.

E' stata flagellata dal vento e dalla pioggia questa seconda parte della tappa marathon ed a pagare pegno è stato anche Gerad Farres che oltre ad accusare un principio di ipotermia ha rotto la moto.

Eroico invece Joan Barreda che ieri ha guidato la sua Honda per 120 km con il manubrio spezzato. E' riuscito a ripartire grazie al ricambio datogli da Guiral.

La tappa della giornata è andata alla KTM di Quintanilla che ha preceduto Pedrero Svitko. In difficoltà invece Joan Barreda che è precipitato dalla testa della corsa in decima posizione, così da lasciare via libera a Marc Coma (9°)che passa in testa alla generale.

Il migliore degli italiani è Paolo Ceci (20°) diciottesimo nella generale, mentre è stato costretto al ritiro Alberto Brioschi.

LA CRONACA - Panico e paura. Così Paolo Ceci ha definito la tappa numero 8 che dagli altopiani della Bolivia ha riportato i piloti al bivacco situato ai piedi della grande duna di Iquique, 3 chilometri di discesa, che nelle scorse edizioni Robby Gordon ha percorso a 219 km/h.
Uyuni – Iquique sarà sicuramente ricordata come la tappa più dura di questa Dakar 2015 per il freddo e la pioggia che hanno reso il Salar di Uyuni un vero inferno. Con il termometro che segnava 3 gradi e la pioggia battente, i piloti non volevano partire, ma alla fine l’organizzazione ha dato il semaforo verde e con un po’ di ritardo il programma è stato rispettato.


“Le condizioni erano veramente estreme oggi. L’obiettivo era sopravvivere e arrivare al bivacco. Essere qui è già una vittoria", ha detto Marc Coma, che con il nono posto si  è portato in testa alla classifica generale con 9 minuti e 11 secondi di vantaggio su Paulo Goncalves (Honda). Terzo il cileno Pablo Quintanilla (KTM), che si è aggiudicato anche la tappa odierna.


Per la pioggia caduta durante tutta la notte, la superficie del lago era un misto di acqua e sale che è andato a  danneggiare la componentistica meccanica ed elettrica delle moto. Al primo rifornimento sono state tantissime le moto che non sono riuscite a ripartire. E’ successo a Alessandro Botturi (Yamaha) e al compagno di squadra Michael Metge. Sul fronte KTM, Jordi Viladoms e Riaan Van Niekerk sono stati costretti al ritiro. Ma è stata soprattutto la Honda ad avere la peggio. Joan Barreda è stato a lungo fermo per cercare di riparare la moto e poi è stato tirato con una corda dal compagno di squadra  Jeremia Israel per gran parte della seconda parte della speciale, un’impresa che resterà leggendaria, tanto è al limite dell’impossibile. Barreda, Israel e Helder Rodriguez sono arrivati insieme al bivacco con un distacco di 3 ore e 5 minuti dal primo.


Semplicemente superba la prova di Laia Sanz. Terza per buona parte della speciale, Laia  è arrivata quinta, firmando così il suo miglior risultato alla Dakar.
“Questa mattina era così freddo che perdevo la sensibilità delle mani. Il termometro segnava 3 gradi, ma il vento rendeva le condizioni ancora più estreme - ha raccontato Laia - siamo partiti 30 piloti alla volta e poi gas spalancato per 130 km sul Salar. In molti punti l’acqua era alta e la moto si scomponeva tantissimo. Tra il sale e il fango non si riusciva a vedere niente, ma il ritmo era impressionante. Ho toccato i 175 km/h. La speciale è stata complicata anche dall’altitudine. La testa girava un poco perché eravamo a quota 4.000 - 4.300. Arrivare alla grande duna di Iquique e vedere l’oceano è stato un gran sollievo”.
Laia non nasconde il dispiacere per quanto accaduto  ai compagni di squadra. “Ero davanti e non ho visto cosa è successo a Joan, Jeremia e Helder. E’ stata veramente una tappa durissima. Adesso voglio fare una doccia e mangiare”.
Domani la carovana si rimette in moto verso la Calama. Il deserto di Atacama ospiterà l’ultima tappa cilena prima del passaggio delle Ande e il ritorno in Argentina.

 

Per la classifica completa di tappa cliccate QUI, per quella generale QUI.

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