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MotoGP, Top & Flop: Marc Marquez vs Dani Pedosa

Il giovane fenomeno ha messo in ombra il veterano per tutta la scorsa stagione. Nel 2015 la rivincita

Mentre il conto alla rovescia per i primi test a Sepang, che daranno il ‘la’ alla stagione, prosegue spedito, i pensieri sono tutti su Marquez. Il piccolo diavolo capace l’anno scorso di dominare il campionato con – apparente – facilità.

Scontato dire che sia lui il favorito ma il campionissimo è solo una faccia della medaglia dello squadrone Honda, che conta anche Pedrosa. Proprio su Dani l’anno scorso sono cadute le critiche più pesanti. Il fantino, anche lui sull’imbattibile RC213V, ha deluso le aspettative non riuscendo a giocare da protagonista una partita persa senza molte scusanti.

TOP: LO SCHIACCIASASSI MARQUEZ – Di Marc si è detto tutto e di più, tanto che è difficile aggiungere qualcosa. I numeri consegnano alla storia 13 vittorie, 14 podi e 13 pole position in 18 gare. Se le cifre non fossero abbastanza impressionanti, consideriamo i GP dove non ha brillato. A Brno è stato fermato da uno pneumatico difettoso, a Misano e Phillip Island è caduto cercando di spostare un po’ più in là la sua asticella. L’errore di Aragon – quando ha deciso di stare in pista con le slick mentre stava piovendo – è stato veniale. Infine Motegi, dove un secondo posto valeva il titolo nella casa di mamma Honda. L’impressione, alla fine, è che quei GP più di averli vinti gli avversari, li abbia persi Marc.

Marc MarquezLa questione, vista in questi termini, sembra lasciare poche speranze. Anche perché, è facile dimenticarlo, Marquez è appena alla sua terza stagione in MotoGP e – in teoria – ha ancora margini di miglioramento. Allo stesso tempo, il piccolo diavolo nel 2014 ha avuto campo libero nella prima parte di stagione. Lorenzo senza un’adeguata preparazione invernale, Rossi ancora in rodaggio con la nuova squadra, Pedrosa in ombra, tutti elementi di cui Marc ha saputo approfittare. Sia chiaro, merito suo a farlo e colpa degli avversari a non essere stati in grado di impensierirlo.

Marquez non si è però seduto sugli allori, in quella fase. Ha lavorato sodo, sperimentato e si è messo alla prova con un nuovo tipo di pressione: quella riservata al serial winner. Se l’è cavata egregiamente e quando il bottino di punti si è fatto importante, ha potuto provare nuove strategie e rischiare anche di cadere, come è successo.

In un certo senso, Marc aveva già incominciato a lavorare per il 2015. L’anno successivo non avrebbe più avuto il ‘fattore sorpresa’ dalla sua e non ha voluto lasciare nulla al caso. È questa la caratteristica che forse più distingue un campione da un buon pilota, il cercare di migliorarsi continuamente, di prefiggersi sempre un nuovo limite, a prescindere dai risultati.

FLOP: IL FANTASMA PEDROSA – E’ fin troppo facile screditare Dani bollandolo con l’etichetta di eterno incompiuto o affibbiandogli nomignoli poco simpatici. Pedrosa si presta a queste operazione, anche per il suo carattere schivo e introverso. Spesso è difficile – cercando di interpretare le sue risposte monosillabiche – capire cosa gli stia succedendo.

Dani PedrosaPerché il fantino di Sabadell non è certo un pilota lento, o non avrebbe vinto 49 GP in carriera (26 nella classe regina) e tre titoli. Anche lui è stato vittima di qualche problema fisico, conclusosi con un’operazione all’avambraccio a maggio, ma l’ha tenuto quasi nascosto.

Ciò non toglie che, nel confronto con Marquez, nel 2014 abbia rimediato una magra figura. Se nel 2013 aveva lottato per il titolo, nella scorsa stagione è stato poco più di uno spettatore privilegiato, con l’unico guizzo di Brno. Un po’ poco per un pilota della sua esperienza e con il suo blasone.

Eppure Honda gli ha dato fiducia, rinnovando il contratto per altri due anni. Il motivo è presto detto: tolti Marquez, Rossi e Lorenzo, nessun altro pilota è al suo livello, o almeno non ha ancora dimostrato di esserlo. Rimane la macchia di essere da nove anni nel dream team HRC senza avere mai portato a casa un titolo, un record quanto mai sgradevole.

La bocciatura per il 2014 è secca, ma ci sono 18 GP nuovi di zecca nell’immediato futuro per recuperare.

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