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Bianchi: la Honda vuole una Dakar low cost

"HRC vuole produrre una moto a 30.000 Euro. Barreda punta alla vittoria, Goncalves al mondiale"

Bianchi: la Honda vuole una Dakar low cost

Con la giornata di riposo e la tappa odierna Iquique – Uyuni, la Dakar entra nel seconda parte di gara. Come ci hanno insegnato le passate edizioni, sarà solo l’ultima speciale a decretare il verdetto finale, ma intanto Honda ha centrato il primo obiettivo.

Barreda guida la testa della classifica con 12 minuti e 27 secondi di vantaggio su Marc Coma, terzo Paulo Goncalves a +17’.12. Con la vittoria della sesta tappa, Rodriguez si è portato sesto, mentre Laia Sanz si conferma quattordicesima. Bene anche Israel, sedicesimo.

“Il bilancio è sicuramente positivo - commenta Martino Bianchi, General Manager del Team HRC Rally - Arriviamo al giro di boa come leader della generale. Non solo, i nostri cinque piloti, insieme ai tre del Team Sud America sono ancora tutti in gara”.

Tra le moto, sono stati finora 69 gli abbandoni. Le due tappe marathon, quella odierna in Bolivia e la prossima Cachi, saranno sicuramente cruciali.

“Lo scoglio duro sarà soprattutto Cachi - continua Martino Bianchi - perché è un tappa molto tecnica. Faremo un gran lavoro sulla moto, sia a livello di strategie che di pneumatici.  Anche la partenza in linea, prevista sul lago salato, potrebbe mettere ulteriore pressione ai piloti”.

Per quanto riguarda il fattore umano, sarà importante mantenere la concentrazione.

“Barreda è cresciuto molto, è più maturo e costante. Un altro punto di forza della squadra è l’accoppiata Barreda – Goncalves. Joan e Paulo sono legatissimi e si motivano a vicenda”.

Non c’è rivalità fra loro?

“I target sono diversi - commenta il Numero Uno della Honda sui Rally - Barreda punta a vincere la Dakar, Goncalves il campionato del mondo Cross Country Rally”.

Alla sua quinta partecipazione, questa potrebbe essere la volta giusta per il pilota spagnolo, che ha centrato due vittorie di tappa, un secondo, un terzo, un quarto ed un sesto posto. Velocissimo, maturo, costante, Joan Barreda è la punta di diamante che potrebbe regalare il successo alla Casa Alata.

“Il Progetto Rally è secondo solo alla MotoGP. La Dakar è un eccezionale banco prova per testare soluzioni e tecnologie per i progetti futuri”, racconta Martino Bianchi, che da ottobre risponde direttamente a Shuhei Nakamoto. Sul campo, invece, è Taichi Honda l’uomo di riferimento per la parte tecnica.

La presenza di Nakamoto a Buenos Aires conferma l’impegno di Honda. “Nessuna pressione, ma ci piacerebbe vincere”, aveva affermato il Vice Presidente HRC nel corso della presentazione stampa.

“Dopo 23 anni di assenza, Honda ha fortemente voluto tornare alla Dakar con un team factory. Quest’anno sono state prodotte anche 25 moto “clienti” con un pacchetto ricambi e assistenza. La gestione di questi gioielli passa attraverso le Filali Honda. Il costo è ancora alto, 150.000 euro. L’obiettivo è  arrivare ad un prezzo in linea con la concorrenza, vale a dire 30.000 euro”.

Al suo terzo tentativo dal ritorno sulla grande maratona sudamericana nel 2012, il team HRC Rally conta 28 persone provenienti da 9 paesi. Rispetto allo scorso anno lo staff è stato ridotto del 20%  a favore di una maggiore velocità negli interventi. La squadra ha a disposizione sette mezzi : 1 camion, 2 sprinter, 3 camper ed un pick up.

 

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