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MotoGP, Dall'Igna: voglio una vittoria nel 2015

Sul debutto della GP15: "correre troppo adesso ci farebbe andare più lenti nel futuro"

Dall'Igna: voglio una vittoria nel 2015

Gigi Dall’Igna, a fine 2013, ha accettato una di quelle sfide che fanno tremare le gambe anche ai più intrepidi: tirare fuori la Ducati da un vortice che sembrava lasciare poche vie d’uscita. L’ingegnere veneto si è armato di pazienza e razionalità, valutando con attenzione ogni mossa. Ha utilizzato la prima parte del 2014 per conoscere la Desmosedici e l’azienda, cercando di tirare fuori il massimo da quello che avea, poi è venuto il momento di tracciare le prime linee sul foglio bianco.

Il risultato sarà la GP 15, che vedremo nei test di Sepang 2 (come abbiamo scritto) anche se la notizia manca ancora dell’ufficialità. C’è un po’ di delusione per questa sorpresa ma Dall’igna, in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport in edicola oggi, spiega che: “ci sono tempi tecnici che non possono essere compressi. Accelerare avrebbe significato prendere dei rischi, in questo caso andando più lentamente abbiamo maggiori garanzie. Correre troppo in questa fase ci farebbe andare più piano nell'immediato futuro”.

La fretta è – spesso - cattiva consigliera ma è anche vero che nelle corse i tempi sono stretti e piloti, tifosi e sponsor non brillano mai per pazienza. Ecco allora che il direttore generale detta gli obiettivi: “non dobbiamo vincere il mondiale, quest'anno, ma vogliamo vincere delle gare. Dobbiamo portare a casa una vittoria”.

Facile a dirlo, ma farlo è un altro paio di maniche, soprattutto quando dall’altra parte ci sono colossi giapponesi con moto competitive e continuamente affinate anno dopo anno.

Non so se Honda sia la favorita – l’analisi di Dall’Igna - Da metà stagione 2014 in poi, infatti, la Yamaha è progredita moltissimo, tanto che oggi non saprei dire chi, fra le due, è la più forte. Non mi stupirei se al debutto, in Qatar, fosse difficile fare delle previsioni sul successo dell'una piuttosto che dell'altra. Sarà un mondiale assolutamente aperto. Vedo Honda e Yamaha e noi come terza forza e, leggermente indietro, Aprilia e Suzuki”.

L’ingegnere ha anche parlato del famigerato torsiometro, che negli ultimi anni è stato più volte al centro di supposizioni più o meno esoteriche.

Non so se il misuratore di coppia, applicato sull'uscita del pignone, lo abbia solo la Honda. Certo è che probabilmente sono i soli a poterlo utilizzare in gara. Il problema è legato alle dimensioni, nel catalogo McLaren esiste infatti questo strumento, ma lo può utilizzare il test team – ma per Dall’Igna non è solo un problema di ingombri – ma anche di precisione. Non so se il sistema Honda sia proprietario o meno, questo bisognerebbe domandarlo a loro. Ripeto però di non sottovalutare la Yamaha”.

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