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SBK, Top e Flop: Tom Sykes vs. Loris Baz

Croce e delizia per Kawasaki nella rivalità più accesa del campionato SBK 2014

La storia tra inglesi e francesi è sempre stata, per usare un eufemismo, complessa. E non solo a causa della prossimità geografica. A dividerli è soprattutto una diatriba culturale, fomentata dall’eterna lotta egemonica sul continente europeo. Se il canale della Manica non è bastato a tenerli a bada, figurarsi le pareti divisorie di plastica all’interno di un box. E infatti Tom Sykes e Loris Baz hanno fatto scintille nell’ultimo anno di convivenza in SBK con Kawasaki, mostrando entrambi il meglio ed il peggio di sé. Una rivalità maiuscola, tra due pesi massimi: il campione taciturno e lo sfidante dalla lingua lunga.

IL TOP – Si dice che il compagno di squadra sia il primo avversario nelle corse e, tenendo in considerazione solo i risultati sportivi, Sykes ha indubbiamente battuto Baz. Il transalpino lo ha preceduto al traguardo in sei occasioni (su 24), per l’esattezza in Australia, una volta ad Imola, una in Portogallo (pioggia), una a Magny Cours (pioggia), una in Qatar (ne riparleremo più in dettaglio). Non solo, Sykes ha vinto otto gare (più di chiunque altro nel 2014), Baz nessuna. Eppure nessuno come il francese ha saputo entrare sotto la pelle dell’ex campione in carica, togliendogli la serenità necessaria – e favorendo indirettamente la concorrenza. Insomma, la sconfitta è netta ai punti, ma il KO non c’è stato.

Già a Phillip Island, Baz aveva mostrato una totale assenza di timori reverenziali nei confronti del compagno di squadra, che a sua volta lo aveva accusato di un paio di mosse troppo aggressive nelle fasi iniziali delle gare. Ad Aragon, circuito di casa del team Provec, Sykes replica con la prima doppietta stagionale, ma Baz chiude entrambe le manche in scia. Stesso discorso a Donington, dove Sykes è nuovamente vittima dell’arrembante compagno alla prima curva. Il pilota di casa esce brevemente dai cordoli e dalla Top 10, per poi compiere una delle rimonte più spettacolari degli ultimi anni. I rapporti tra i due, però, sono ormai logori.

IL FLOP – Il calendario serrato non facilita le tregue, e nella gara successiva, a Sepang, la proverbiale diga si rompe. Pochi metri dopo la partenza, Baz scivola in un contatto con Alex Lowes e trascina con sé Sykes. Il britannico rischia grosso, restando incastrato tra la sua moto e quella di Lowes, ma se la cava con qualche dolore al polso destro. Tra Gara 1 e Gara 2, però, le maschere vengono gettate. Sykes è furioso e la lite tra i due nei box viene difficilmente coperta da serrande abbassate e porte chiuse. Da qui in poi, ogni comunicazione verbale verrà ridotta al minimo.

Nonostante per Sykes arrivino altre quattro vittorie da Sepang in poi, Aprilia (grazie anche alla possibilità di “tirare” al massimo i motori con due round cancellati) rimonta inesorabilmente. Bisogna correre ai ripari, ed in Francia (sotto una pioggia mai amica di Sykes nel 2014) Baz gioca suo malgrado di squadra in Gara 1. Come nel caso di Melandri, il linguaggio del corpo è eloquente: non fa nulla per nascondere il favore concesso, e scuote la testa passando sul traguardo.

Si arriva così al gran finale in Qatar, e la RSV4 di Guintoli è un missile che abbatte ogni obiettivo con la precisione di un cecchino. In Gara 1, Sykes e Baz si giocano i restanti gradini del podio ma, nonostante un ordine di scuderia plateale dalla pit-lane, il francese disobbedisce e chiude secondo davanti al compagno. A gettare benzina sul fuoco, Baz ammette in parco chiuso di aver visto benissimo il cartello, ma di averlo ignorato “per rispetto nei confronti dei meccanici” e aggiunge: “io sono gentile solo con chi lo è con me”.

Non poteva probabilmente esserci un momento peggiore per lavare i panni sporchi sotto gli occhi di tutti. Ne seguirà un’accesa discussione via Twitter prima della partenza di Baz verso la MotoGP, dove la sua statura (193 cm), età (21 anni) e passaporto – oltre al talento, ovviamente – hanno attirato l’attenzione. Sykes resta invece nei box verdi, da re, ma con meno certezze. A conti fatti, non è la disobbedienza di Baz in Qatar a fare da ago della bilancia, ma l’incidente di Sepang. Guintoli ha vinto tre gare in meno, ma ha sempre chiuso a punti. Sykes non vi è riuscito solo in Malesia in Gara Uno.

Questa è la storia di due top rider che si sono spinti al limite, e oltre, a vicenda. Come ogni accesa rivalità, si tratta di una medaglia a due facce. Ci piace pensare che abbiano tirato fuori il meglio ed il peggio l’uno dall’altro.

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