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Nakamoto: la Dakar è come la MotoGP

"Chiunque di noi vinca, vincono tutti". L’ultima vittoria di Honda alla Dakar risale al 1989 con  Lalay

Honda si presenta al via della Dakar 2015 con uno schieramento di forze impressionante in termine di mezzi e piloti.

“Abbiamo creato una squadra vincente”, spiega Martino Bianchi, General Manager del Team HRC Rally, in occasione della presentazione del team a Buenos Aires.

“Ogni pilota ha un compito ben preciso, non ci sono portatori d’acqua.  Puntiamo su un lavoro di squadra, che esalti le caratteristiche di ciascun pilota. Le punte di diamante sono Joan Barreda e Helder Rodrigues, ma ripeto, sarà un lavoro di squadra, perché anche Paulo Gonçalves, Jeremias Israel e Laia Sainz rivestono un ruolo fondamentale. Barreda, per esempio, è velocissimo su ogni terreno, Rodrigues è molto costante ed ha una grande esperienza. I punti di forza di Gonçalves sono strategia di gara e velocità. Laia (Sanz) è una grande professionista.  Grazie all’esperienza acquisita in tanti anni di trial ai massimi livelli, ha una padronanza straordinaria della moto.  Il suo punto debole può essere la meccanica, ma abbiamo fatto uno stage di tre giorni prima di venire qui. Anche Jeremias Israel è molto veloce”.

L’atmosfera nella sala, gremita dalla stampa argentina ed internazionale, è di festa. La motivazione è alle stelle e la fiducia di poter contare su un mezzo preparato in Giappone nel quartier generale Honda HRC smorza l’inevitabile pressione.  Tornata alla Dakar con una squadra ufficiale nel 2013, Honda punta a far bene, vale a dire, alla vittoria.

“Il Team è affiatato, abbiamo lavorato un anno intero per questo appuntamento - continua Martino Bianchi - non solo, potremo contare anche sul Team Honda Sud America, che schiera altri cinque piloti. La moto è stata migliorata in ogni sua parte. C’è tantissima elettronica”.

Cosa si nasconde dietro la CRF 450 Rally? Shuhei Nakamoto, Vice Presidente HRC, è volato dal Giappone a Buenos Aires per un solo giorno. Il tempo di presenziare alla conferenza stampa e testimoniare l’importanza che riveste il progetto Rally Dakar  nel programma corse HRC.

“Gli ingegneri hanno fatto un ottimo lavoro - afferma Nakamoto san - per HRC la Dakar riveste la stessa importanza della MotoGP. E' un eccezionale banco di prova per testare la tecnologia in condizioni estreme. Esternamente la moto non è molto diversa dallo scorso anno, ma vi assicuro che dentro è cambiata molto”. Non ci è dato sapere quanta tecnologia derivata dalla MotoGP ci sia nel progetto Rally, ma dal sorriso di Nakamoto possiamo capire che la  CRF 450 Rally è un altro gioiello della Casa Alata.

L’ultima vittoria di Honda alla Dakar risale al 1989 con Gilles Lalay. Questo è il terzo anno per Honda, dal suo ritorno nel 2013, e ci sono tutte le premesse per far bene.

“Vincere una Dakar è il frutto di un lungo lavoro. Non può essere lasciato niente al caso - commenta Joan Barreda - ci siamo preparati un anno intero e sarebbe bellissimo regalare ad Honda la vittoria”“Se un pilota HRC si aggiudica la Dakar, vinciamo tutti. Il nostro è un lavoro di squadra”, commenta Gonçalves, campione del Mondo Cross Country Rally 2013 e secondo quest’anno. Anche Helder Rodirgues, che ha partecipato allo sviluppo della CRF 450 Rally sin dal maggio 2012, è moltivato motivato.

Per Laia Sanz è un sogno che si avvera: Non avrei mai immaginato di correre la Dakar con il team ufficiale Honda. Anno scorso ho centrato un risultato eccezionale [16esima assoluta, ndr] ed adesso le aspettative sono alte. La Dakar è una gara lunga e ricca di insidie. Ripetermi sarebbe un bel traguardo”. Rivelazione della Dakar 2014, anche il cileno Jeremias Israel darà il suo contributo al lavoro di squadra.

Questo pomeriggio i piloti sfileranno nel centro della città con tappa obbligatoria alla Casa Rosada in Plaça de Mayo. Da domani si comincerà a far sul serio. Alle 05.15 della mattina scatta la 37esima edizione del Dakar con la prima tappa Buenos  Aires – Villa Carlos Paz, 838 km di cui 175 di speciale.

 


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