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MotoGP, Melandri: SBK? porta aperta con Aprilia

Marco a ruota libera: "potrei tornare nelle derivate di serie nel 2016. La MotoGP? Troppa tecnologia"

Gli ultimi giorni di dicembre sono un’occasione per tanti per riflettere sull’anno sta per finire e pensare a quello che sta per iniziare. Anche per Marco Melandri, che ha chiuso il 2014 su una MotoGP dopo averlo iniziato in SBK. Il ravennate ha passato la giornata insieme a tanti altri piloti nella sede della Nolan, azienda di caschi a cui è da tempo legato e di proprietà di Alberto Vergani, suo manager. Qualche ora passata con spensieratezza, anche se nella testa di Marco le corse e la nuova avventura con Aprilia sono sempre presenti.

È stato un anno particolare per te, lo hai iniziato con una nuova avventura in SBK e l’hai finito con un’altra in MotoGP.

E’ stato un cambiamento talmente rapido che ho impiegato tempo a realizzare cosa stava accadendo e per lo stesso motivo ho impiegato tempo a decidere. Non ero pronto. Forse è stato così anche per Aprilia, l’idea era quella di incominciare a lavorare più seriamente per la MotoGP per correre nel 2016”.

Per te la MotoGP era un capitolo chiuso o pensavi di tornare un giorno?

Ogni anno qualche contatto c’era sempre ma tornare per fare numero, come era stato con la Honda satellite, non mi interessava. Ora le cose stanno diversamente, forse all’inizio saremo lenti ma sono parte di un’azienda e sono sicuro che avrò il massimo supporto, quindi sono disposto a mettermi in gioco e impegnarmi. Non mi andava più di correre una moto che era fatta per stare nel gruppo, che poteva essere migliorata ma non interessava, come la Honda satellite”.

Dovrai fare un click mentale, nelle ultime stagioni in SBK partivi per giocarti il titolo, il prossimo anno invece ci sarà una moto da sviluppare.

Questo aspetto mi ha frenato molto nella mia decisione perché passare dalla MotoGP alla SBK mi aveva ridato vigore, quell’adrenalina che hai quando lotti per vincere. Rinunciarvi mi preoccupava. Alla fine mi sento un pilota Aprilia, l’azienda mi ha chiesto fortemente questo passo e secondo me è giusto adattarsi a certe necessità. Inoltre abbiamo comunque mantenuto aperta la possibilità di un mio ritorno in SBK nel 2016, hanno capito le mie paure”.

Marco MelandriÈ anche una prova di maturità.

Gli anni di corse portano esperienza e a vedere le cose in modo diverso, a essere più razionale. Quindici anni fa non ci avrei nemmeno pensato per un’ora, avrei fatto quello che mi sentivo. Adesso invece ho riflettuto, mettendo sul tavolo i pro e i contro, e comunque ho tenuto una porta aperta per il ritorno in SBK per cercare di vincere il titolo".

Ti piace questa MotoGP o è molto diversa da quella che hai lasciato?

Per ora ho visto poco. Premetto che a ogni pilota piace tutto solo quando vince, altrimenti non gli piace niente, quindi per ora non mi piace (ride). La cosa che non mi attira è il fatto di sapere che ci sono quattro moto che saranno sempre davanti, spero che saranno in sei con le Ducati nel 2015, per mischiare un po’ le carte. Da appassionato di corse così non è emozionante”.

E per quanto riguarda i regolamenti?

Io al software unico non ci credo. Non sono un ingegnere, ma ogni moto ha necessità diverse e nessuna Casa accetterà che si usino strategie scritte da un’altra Casa. È solo un modo per togliere una variabile. Secondo me, tutte queste restrizioni sui motori e lo sviluppo fanno solo sì che il divario fra i primi e gli altri sia ancora più grande”.

E i costi non diminuiscono comunque.

No, perché devi riuscire a migliorare potendo lavorare su meno aree e quindi devi spendere più soldi e più energie. Il livello tecnico della MotoGP è ormai troppo alto, non riesco a pensare che in futuro il cambio seamless o le valvole pneumatiche verranno montate sulle moto di serie. Vorrei vedere una MotoGP con più libertà di sviluppo ma con alcune limitazioni, come valvole a molle o cambio tradizionale”.

Marco MelandriLa strada che ha preso la SBK ti è piaciuta allora?

No, avere una sola rapportatura del cambio non ha senso. Ci sono alcune moto stradali che hanno il cambio estraibile, ma secondo questo regolamento devono buttarlo pur avendo speso molti soldi per realizzarlo. Di conseguenza Ducati con il suo bicilindrico e la sua coppia avrà un vantaggio enorme. Riportare le moto più vicine alla serie va bene, ma tra i vari modelli di serie che troppa differenza e le gare ne risentiranno”.

Da spettatore chi vedi favorito per il titolo nelle derivate di serie?

Sicuramente le Kawasaki saranno competitive. Finalmente vedremo il vero valore di Rea, perché fino a ora non si è capito se lui sia molto forte ma abbia guidato una moto con grossi problemi o se invece il suo rendimento sia altalenante. Sono curioso, secondo me è molto forte e penso ci sarà battaglia con Sykes”.

Saranno loro due i piloti da battere?

Come velocità pura le Ducati saranno fortissime e avendo più margine sia Giugliano che Davies sbaglieranno di meno. Secondo me saranno loro quattro a giocarsela”.

La tua testa è già a Sepang per i test di febbraio?

“Certo, dopo i test a Jerez ci ho pensato molto e sto continuando a farlo. Di tanto in tanto scrivo le sensazioni che ho provato in sella ai ragazzi di Aprilia. A metà gennaio verranno montate le moto e poi vedremo su che strada muoverci per i test in Malesia”.

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