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Scrambler Ducati: un mondo in una moto

LIVE in diretta da Palm Springs la presentazione di uno dei modelli più attesi di Borgo Panigale? Revival? Non proprio

Scrambler Ducati: un mondo in una moto

Diario di bordo: Palm Springs, 12 dicembre 2014. Giacca tecnica indossata, così come gli stivali. Casco sulla mano destra pronto a cavalcare quella moto simbolo di libertà, ben rappresentato dalle strade di Palm Springs. Apro la finestra: piove?! Nel mezzo del deserto californiano?!

Rapido Flashback. In una soleggiante mattina di Marzo, gli operai di Borgo Panigale si erano ritrovati uno strano container giallo all'ingresso della sede di casa Ducati. Non si percepiva bene quale fosse lo scopo di tale iniziativa, oltretutto votata maggiormente a coinvolgere gli uomini in rosso, e solo marginalmente la stampa. Era il primo passo di un viaggio verso un nuovo mondo, chiamato "Land of Joy": la nuova Scrambler stava prendendo vita.

Si tratta di un progetto totalmente innovativo, in cui ci siamo posti come obiettivo quello di prendere il meglio da mondi eterogenei e diversi da quello delle due ruote. D'altro canto, la Scrambler deve rappresentare i valori di libertà, divertimento, spensieratezza prima di tutto - sono queste le parole di Mauro Alvisi, direttore del Brand Scrambler, che con la sua camicia in pieno stile Seventies ci racconta il lavoro dietro tale progetto.

Già perchè, proprio per la sua unicità, Scrambler ha preso le distanze da quello che rimane il più tradizionale mondo prestazionale di Borgo Panigale. Si tratta di un mondo a parte, tanto da aver creato proprio un ufficio ed una squadra distinta in via dei Cavalieri Ducati. Erano molti anni che ci chiedevano di rifare la Scrambler, ma non siamo voluti partire da una indagine di Marketing. - ci racconta lo stesso Alvisi - Siamo partiti da valori chiari e definiti, ma percorrendo fin da subito la nostra strada.

Quel che è stato fin da subito chiaro è stata l'idea di voler offrire una moto nuova, che prendesse spunto invero dal leggendario modello uscito di produzione nel 1975, ma che tracciasse però una propria strada. Ecco quindi la forte campagna Social e, sopratutto, la volontà di capovolgere gli schemi comunicativi, mostrando la moto prima agli operai, poi agli appassionati al WDW 2014, e solo alla fine, durante la presentazione di Intermot, alla stampa.

Dal punto di vista tecnico, oramai la conosciamo questa nuova Scrambler: il propulsore è quello della Monster 796, ma rivisto con la fasatura di 11°, come spiegato proprio dall'ingegner Federico Sabbioni. In questo modo, si è voluto offrire un propulsore facile, non estremamente potente, ma al contempo fluido e dotato di una coppia lineare.

75 i cavalli, ed un peso a secco di 170 kg, ABS disinseribile; niente traction control, pneumatici dal disegno specifico realizzati da Pirelli. Tecnica si, ma come detto, questo è un progetto di 360 gradi che pone l'accento su un semplice elemento: personalizzazione.

Già perchè se Scrambler è un mondo definito, che prende per certi versi le distanze dal know-how tipico delle Rosse, lo si deve anche e sopratutto alla natura di una moto che può essere totalmente personalizzabile dal punto di vista estetico.

Quando ad Intermot vennerò svelate le quattro versioni - Icon, Urban Enduro, Classic e Full Throttle - Ducati aveva in mente qualcosa di più che di quattro declinazioni distinte: aveva in mente la possibilità di poter mescolare (e mai verbo fu più azzeccato) ogni singolo elemento per poter avere a disposizione una creazione propria da parte dell'utente.

Ecco quindi le placche sul serbatoio intercambiabili, cosi come le pedane, i cerchi, le borse, ma anche la griglia coprifaro, o addirittura il manubrio, senza dimenticare la sella. Ecco, ciò che durante la conferenza stampa è stato veicolato, più di ogni altra cosa, è l'estrema facilità di personalizzazione del proprio esemplare. Persino i loghi sono stati personalizzati per poter offrire una scelta, così come l'apposito abbigliamento.

Una strada tracciata già nel mondo dell'automobile, dove attraverso internet si riesce a configurare il proprio mezzo prima dell'acquisto? Non proprio, anche perchè il settore automotive ha potenze e margini di produzione differenti, ma è comunque una personalizzazione più "amatoriale", passionale, personale e intima.

Non è una moto che, come erroneamente qualcuno potrebbe essere portato a pensare, percorre le mode odierne e si adegua, bensì la crea.

Parafrasando un celebre film dei fratelli Cohen Non è una moto per (odierni) Hipster.

O forse, anzi probabilmente si, ma ciò che conta, è che si tratta di una moto per chiunque voglia vivere questo mondo con estrema libertà, spensieratezza e, sopratutto, con quella grande volontà di personalizzare e avere tra le mani un prodotto unico.

Non è una moto semplicemente per i nostalgigi dei gloriosi anni Settanta, ma anche per chi ha trent'anni e passava i pomeriggi liceali in Garage a metter mano al proprio motorino, rendendolo unico, imperfetto, impareggiabile, o per un  ragazzo di oggi che vuole semplicemente avere a disposizione un mezzo pratico, facile e immediato.


Sono le ore 09.00 locali qui a Palm Springs. Piove nel deserto ma probabilmente Giove Pluvio ci darà una tregua. Con i colleghi scrutiamo l'orizzonte. Il mondo che ha creato Ducati per la Scrambler è invero affascinante, stimolante e divertente, ma dopotutto, questa è una moto, e non vedo l'ora di infilarmi il casco e godermi quel senso di pura libertà americana tra le curve del deserto.



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