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MotoGP, Anche nel 2015 sarà Spagna vs Italia

La F.1 più internazionale. Su dieci moto 'Factory' in pista 6 ai piloti iberici. Agli italiani le altre 4

Dicembre è il mese più tranquillo dell'anno per la MotoGP. Non si può più provare, ed i giochi sono fatti per la maggior parte delle squadre che hanno definito piloti, moto e sponsor.

Beh, in realtà in questi ultimi due comparti si lavora ancora, si lavora sempre, perché i reparti corse non si fermano mai e così anche quelli marketing il cui compito è quello di assicurare budget adeguati per il 2015.

Ma dove si trova il denaro per andare avanti? Di questi tempi ha problemi anche la F.1, che infatti si presenta al momento a ranghi ridotti, appena 10 team per 20 piloti.

Bernie Ecclestone dice che sono abbastanza e con le squadre alla canna del gas è duro: se non hanno i soldi che stiano a casa, dice.

Carmelo Ezpeleta, al contrario, fa la crocerossina e momentaneamente, non lascia a piedi (quasi) nessuno, tant'è che nella lista dei team che saranno presenti nel 2015 ci sono anche squadre che quest'anno hanno mostrato una fragilità finanziaria preoccupante.

Ciononostante in MotoGP sono ben 14 i team con addirittura 25 i piloti che saranno presenti nello schieramento di partenza.

Sembrerebbe, a questo punto, che perlomeno nella prossima stagione la MotoGP possa battere la F.1, ma tralasciando l'impari paragone fra gli sponsor presenti nelle due categorie, la massima formula dell'automobilismo si presenta senza dubbio come un campionato più internazionale.

I 19 (per il momento) piloti presenti rappresentano infatti 12 nazioni, al contrario delle sole 11 nazioni rappresentate dalla MotoGP che ha il vantaggio di avere 25 corridori, sei in più della F.1.

Ma proviamo ad analizzare più nel dettaglio le presenze.

In F.1 le due rappresentative più forti sono quella inglese e tedesca, con tre piloti ciascuna. Seguono il Brasile, la Finlandia e la Spagna con due piloti. Le altre nazioni presenti ne schierano una ciascuno. L'Italia non c'è.

Nel motociclismo, al contrario, la parte del leone la fanno Spagna ed Italia: i cugini iberici si presentano con addirittura 8 piloti, gli italiani con 5. Segue l'Inghilterra con 3 piloti e la Francia con 2.  Uno ciascuno per ogni altra nazione rappresentata.

Dove lo squilibrio però è più evidente è nella distribuzione dei piloti.

Osservando infatti le cinque case ufficialmente presenti, Honda, Yamaha, Suzuki, Ducati e Aprilia si evince facilmente che i piloti spagnoli occupano totalmente i sedili di Honda e Suzuki, più uno della Yamaha ed uno dell'Aprilia, mentre gli italiani siedono su quelli restanti di Ducati, Yamaha e Aprilia.

Dunque le dieci moto 'Factory' presenti sono totalmente occupate da Spagnoli ed Italiani e ci viene da dire che se non ci fossero le due case italiane a riequilibrare lo schieramento forse la realtà sarebbe ancora peggiore.

La situazione è destinata a migliorare con il tempo?

Difficile dirlo, quel che è certo è che la Dorna ha preso coscienza del problema e non a caso sta promuovendo il motociclismo in America grazie alla MotoAmerica di Wayne Rainey ed al campionato asiatico nel quale gioca un ruolo importante Alberto Puig.

La spinta spagnola, comunque, è lungi dall'essersi esaurita vista la recente promozione del CEV a 'mondiale juniores', mentre l'Italia, come è consuetudine, disperde le sue forze con due tentativi distinti e verrebbe da dire, opposti: l'Academy VR46 di Valentino Rossi ed il Team Italia della Federazione Motociclistica italiana.

Ci viene da pensare che una migliore distribuzione dei sedili nei team ufficiali potrebbe portare ad un maggiore interesse mondiale. Anche perché le due nazioni meglio rappresentate, Spagna ed Italia, soffrono la copertura televisiva su satellite che penalizza gli ascolti.

Il vero fulcro del problema, però, non è nel vertice del campionato, ma nella sua base. Se infatti nel passato 125 e 250 godevano di pari status, o quasi, rispetto alla 500, oggi Moto3 e Moto2 sono solo considerate categorie minori.

In particolare la Moto2 dal 2010, anno della sua istituzione ad oggi, si è trasformata in un vero e proprio campionato monomarca dove la Kalex la fa da padrona con la risibile presenza di Speed Up, Suter e Tech3.

Si è tornati in pratica al monopolio Aprilia, con la differenza che la moto di Noale era un prototipo espressione di una Casa, con tutto ciò che comporta in termini di investimento, mentre l'attuale Moto2 è in mano agli assemblatori: un telaio Kalex ed un (vecchio) motore Honda CBR. Non ci sembra un progresso.

 

(Gli schieramenti per nazioni in F.1: UK (3), Germania (3), Brasile, Finlandia e Spagna (2), Australia (1), Russia (1), Messico (1), Olanda (1), Francia (1), Venezuela (1), Svezia (1))


(Gli schieramenti per nazioni in MotoGP: Spagna (8), Italia (5), Inghilterra (3), Francia (2), Australia (1), Colombia (1), USA (1), Irlanda (1), Germania (1), Rep Ceca (1), Rep. San Marino (1))

 

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