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La Moto2 resta monomarca fino al 2018

Rinnovato per tre anni il contratto di fornitura dei motori da parte di Honda

Dorna e FIM hanno appena annunciato il prolungamento del contratto di fornitura dei motori per la Moto2 da parte di Honda (preparati e revisionati dalla struttura ExternPro, che è subentrata a Geo Technology, con base operativa ad Aragon) fino al 2018.

“La Moto2 è stata un successo fin dall’inizio e continua a migliorare – ha dichiarato il CEO di Dorna, Carmelo EzpeletaHonda ha vestito i panni di fornitore unico dal 2010 e sono felice che continueremo ad usare i suoi motori per altri tre anni. Il motore Honda si è dimostrato estremamente affidabile, ed ExternPro ha fatto un ottimo lavoro fin qui nei test pre-stagione e continuerà sicuramente a farlo in futuro”.

Un discorso ineccepibile, che però nasconde una realtà preoccupante. Il rinnovo significa che la Moto2 rimarrà un campionato monomarca, per nove anni consecutivi, cosa alquanto inusuale per un mondiale. Non va poi sottovalutato il trend di standardizzazione anche a livello di ciclistica, con Kalex in grado di accaparrarsi quote sempre maggiori della griglia a discapito di Suter, Speed Up, Tech3 ed altri. Chissà cosa ne pensa Aprilia, la cui posizione dominante nelle piccole e medie cilindrate è stata ripetutamente attaccata a livello politico proprio per evitare un regime monopolistico?

Il dato più significativo, tuttavia, resta il mancato coinvolgimento di Case (nonostante ciascuno dei maggiori costruttori tranne Ducati e Aprilia abbia un modello di 600 supersportiva) e sponsor. Per quanto spettacolare, la Moto2 è ormai diventata la categoria meno appetibile per gli investitori e, salvo alcune eccezioni virtuose, la stragrande maggioranza dei piloti paga per correre, con buona pace della meritocrazia e della selettività.

La politica di riduzione dei costi ha indubbiamente portato dei benefici, ma fino a che punto si può limitare lo sviluppo tecnico e la libera concorrenza senza intaccare la valenza propedeutica della classe intermedia? Non sarebbero necessari poi grandi cambiamenti. La storia dimostra che anche con due soli costruttori un campionato può funzionare, ed anche egregiamente…

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