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Mercato piloti, la SBK dà i numeri

Puzzle quasi completo. Kawasaki rilancia con un dream team, ma occhio a Ducati, Aprilia e Honda

Mercato piloti, la SBK dà i numeri

Con gli ultimi tasselli del puzzle piloti in via di sistemazione, lo schieramento permanente del prossimo campionato Superbike è ormai definito. In attesa di vedere tutti i piloti uno contro l’altro il prossimo febbraio a Phillip Island – con qualche schermaglia di prova in Andalusia tra novembre e gennaio – proviamo a stilare un’ipotetica classifica delle squadre. Un mero esercizio intellettuale, giocoso, in attesa di saggiare ulteriormente con mano i valori in campo.

Kawasaki Provec, 9: l’ingaggio di Jonathan Rea e la conferma di Tom Sykes creano un vero e proprio dream-team per la Casa di Akashi. I due hanno ottenuto 12 vittorie in totale lo scorso anno e formano così la coppia con il miglior pedigree. Le motivazioni, per entrambi, non mancano: Sykes vuole mettersi alle spalle l’amarezza del titolo sfuggito all’ultima gara, Rea dimostrare le proprie qualità dopo anni da outsider su una Honda poco competitiva. Sulla carta, è questo il team da tenere d'occhio. C’è però un punto interrogativo non da poco (e da qui la mancata assegnazione del punteggio pieno): Sykes e Rea non si amano, e la convivenza all’interno dello stesso box potrebbe essere difficile. Già quest’anno, con Baz, l’equipe spagnola ha avuto più di una proverbiale gatta da pelare. Chissà se avranno cambiato le proprie policy per quanto riguarda i social media…

Ducati, 8: la Panigale, in due anni, non ha ancora raccolto una vittoria in Superbike, ma il 2015 sembra promettere bene. Le limitazioni imposte (bielle e pistoni di serie, ed un solo set di rapporti a disposizione) sulla carta favoriscono la bicilindrica, tanto che c’è chi sostiene che il team si stia tenendo diversi assi nella manica per evitare ritocchi sfavorevoli last-minute per quanto riguarda il regolamento. E poi sia Davide Giugliano che Chaz Davies hanno dimostrato di potersela giocare alla pari con piloti più quotati, anche se ad entrambi è mancata fin qui la continuità di rendimento necessaria per ambire al massimo traguardo. A volte basta poco per sbloccarsi, ma il discorso vale anche al contrario.

Grande attesa per il rilancio di Althea, che ha puntato su Nico Terol e Matteo Baiocco. La qualità tecnica della squadra laziale – l’ultimo team privato a vincere un titolo, con Carlos Checa – è cosa nota, mentre i piloti rappresentano l’ultima scommessa in ordine di tempo del manager Genesio Bevilacqua. A Jerez non sono stati forniti tempi ufficiali, anche se i dati ufficiosi sembrano promettere bene: sei e mezzo d’incoraggiamento.

Pata Honda e Red Devils Aprilia, 7/8: siamo davanti, in questo caso, a due squadre da tenere sotto stretta osservazione. Partiamo dalla compagine gestita dal team Ten Kate. Nei box ci saranno il campione in carica Sylvain Guintoli, che sta vivendo una seconda giovinezza, e l’esordiente di belle speranze Michael Vd Mark, creando un interessante mix di esperienza ed imprevedibilità.  Il nuovo regolamento, poi, ha allungato la vita alla “vecchia” CBR, che comunque con Rea (quattro le sue vittorie) ha chiuso al terzo posto in campionato quest’anno.

Aprilia, dal canto suo, ha sfornato una nuova versione della RSV4 che ha debuttato con risultati incoraggianti in Spagna, dove diversi tecnici di Noale hanno affiancato lo staff della squadra romana (continueranno a farlo durante la stagione, con uomini chiave come Paolo Bonora, deus ex machina dell’elettronica made in Noale, da sempre uno dei punti di forza della Casa italiana). Il dubbio più grande riguarda forse i piloti. Sia Leon Haslam che Michel Fabrizio vengono da anni difficili, nei quali il gradino più alto del podio è rimasto un miraggio (entrambi non vincono dal 2010). Ora hanno l’occasione che aspettavano da tempo, starà a loro sfruttarla.

BMW Motorrad Italia, 7: Sylvain Barrier è uno dei piloti più grintosi in circolazione – a volte, come dimostrano le dure e ripetute cadute, anche troppo – ed ha lottato ai vertici della categoria EVO. La gestione tecnica, capitanata da due professionisti conclamati come Gerardo Acocella e Rossano Innocenti, non si discute. Inoltre, le nuove regole sembrano favorire la S 1000 RR. Quanto basta per essere un outsider di lusso, se non qualcosa di più.

Più difficile giudicare la competitività del neonato team JR Racing (NC). Toni Elias ed Ayrton Badovini (gestiti da Troy Corser) cercheranno di rilanciarsi dopo un paio di stagioni difficili. Lo spagnolo porta con sé un bagaglio di esperienza sulla Aprilia del grande slam (campione piloti e costruttori), l’italiano invece conosce bene la moto tedesca (con la quale ha corso per tre stagioni e dominato un campionato Stock1000). Il debutto in pista è fissato per gennaio, ma pare che i preparativi procedano un po’ a rilento. Va comunque peggio al team Toth (5), che con ogni probabilità si limiterà nuovamente a fare da comparsa.

Suzuki Crescent, 7-: Alex Lowes è stato l’esordiente dell’anno, ma non ha saputo dare seguito a dei test invernali vissuti da protagonista. Al posto di Eugene Laverty, ad affiancarlo ci sarà il veterano Randy De Puniet, al debutto in Superbike dopo un anno passato a collaudare la Suzuki MotoGP. La squadra capitanata da Paul Denning sta lavorando alacremente per adattare motore ed elettronica della GSX-R al nuovo regolamento, ma il vero punto di domanda resta l’affidabilità, una vera spina nel fianco quest’anno.

MV Agusta, Kawasaki Pedercini, Kawasaki Grillini, 6 e mezzo: Leon Camier, pilota d’esperienza e grande professionalità, può aiutare la squadra guidata da Brian Gillen a sviluppare la moto 2016, erede della F4 già aggiornata per questa stagione con il lavoro in pista di Claudio Corti, sostituito all’ultimo. Il campione EVO David Salom e Jeremy Guarnoni (con Pedercini), così come Sheridan Morais (con Grillini, insieme ad un secondo pilota da ufficializzare), possono anch’essi togliersi soddisfazioni. Ma, nonostante il regolamento, difficilmente le loro moto saranno al livello delle ufficiali. Tutti e tre, così come Camier, possono e devono ambire alla zona punti, ma i piani alti, in condizioni normali di gara, restano un sogno.

Kawasaki Go Eleven, EBR, Ducati Barni, NC: si tratta sostanzialmente di tre new entry. La prima correrà con Jordi Torres avvalendosi della consulenza di Ruben Xaus, mentre la moto americana verrà affidata a Niccolò Canepa con una rinnovata gestione a stelle e strisce nelle mani di Larry Pegram, vecchia volpe dell’AMA che potrebbe vestire i panni di pilota e manager allo stesso tempo. La 1190 RX però non ha raccolto punti quest’anno, ed è difficile pensare che basterà il talento del genovese a cambiare radicalmente la situazione. Il debutto a tempo pieno di Barni con Tati Mercado, campione della Stock1000, sembra quello destinato a raccogliere maggiori frutti dal momento che il pilota e la squadra lavorano da anni con la moto di Borgo Panigale. Peccato però che l’Argentino abbia cominciato fratturandosi il polso. Per sua fortuna, c’è la pausa invernale.

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