Tu sei qui

MotoGP, Iannone: per Ducati ho usato coraggio e follia

Sulla GP 15: "bisogna stare calmi, i risultati arriveranno". Il braccio infortunato: "ho poca forza, vedrò a Jerez"

Iannone: per Ducati ho usato coraggio e follia

Il 2015 per la Ducati sarà l’inizio di una nuova storia, a scriverla ci sono Gigi Dall’Igna e il suo staff tecnico, a viverla da protagonisti due piloti italiani. Dovizioso troverà al suo fianco Andrea Iannone, pilota talentuoso che due anni fa ha accettato la scommessa di puntate sulla Rossa. Dopo un paio di stagioni non facili ma in progressione, per il pilota di Vasto sta arrivando il momento di rientrare dell’investimento. A Valencia ha vestito per la prima volta il rosso della squadra ufficiale, “una bellissima emozione”, a febbraio a Sepang troverà la GP 15 nel box.

L’arrivo in un team ufficiale dopo due anni era il tuo obiettivo o è andato oltre le aspettative?

Era assolutamente il mio obiettivo, se vuoi arrivare ad altri livelli in MotoGP quella è l’unica strada”.

I tuoi detrattori dicono che hai fatto poco per meritartela, cosa rispondi?

“Penso di non avere fatto per nulla male in questi due anni, è difficile capire molte cose guardando dall’esterno. Io mi ritengo soddisfatto del lavoro che ho svolto e della crescita che ho avuto. Non sono ancora arrivato al mio traguardo, continuerò a cercare di progredire. Non scordiamoci che in questa stagione ho lottato svariate volte per il podio e con una squadra satellite. Queste critiche non mi interessano più di tanto, sono uno che guarda sempre avanti”.

In quale punto aspetto sei cresciuto di più?

In tutti e voglio lavorare ancora per il futuro su tutte le aree. Non penso che un pilota sia mai completo”.

Hai mai pensato che avresti potuto esprimerti meglio con una moto già competitiva come Honda o Yamaha?

Non ho mai vissuto di rimpianti e sono sempre stato contento della mia scelta che, lo so, è stata difficile. Credo di essere stato coraggioso a decidere, al mio primo anno in MotoGP, per una moto che i piloti più forti hanno snobbato o con cui hanno fallito. Non penso sia da tutti, ci vuole anche un po’ di follia”.

Andrea IannoneRiesci a descrivere i cambiamenti della Desmosedici dalla prima versione che avevi provato alla GP 14.2?

“Quando vivi un’evoluzione del genere in prima persona e passo dopo passo, fai fatica a capire le differenze. Dovrei ritornare su quella moto per avere le idee chiare. Secondo me le cose sono cambiate tanto e in tutti gli aspetti”.

La prossima settimana avrai ancora tre giorni di test a Jerez, qual è il programma?

Faremo delle prove con la 14.2 e servirà a raccogliere ulteriori dati per il futuro, ma per ora non so ancora con precisione i programmi”.

Come vivrai questi tre mesi da qua a Sepang quando debutterà la GP 15?

Innanzitutto bisogna riuscire a ricaricare un po’ le batterie, poi pianificare la preparazione futura per arrivare pronto per l’inizio della stagione”.

Il braccio è tornato al 100% dopo l’incidente con Marquez a Sepang?

Sento di avere ancora poca forza e aspetto i test di Jerez per capire se la situazione sia migliorata o no. Se ci saranno ancora problemi, approfondiremo la situazione. In questo momento sono tranquillo e sto tenendo il braccio a riposo come mi è stato consigliato”.

Nel 2015 pensi di vivere alla giornata o ti sei già posto degli obiettivi?

Vivere alla giornata non è positivo, bisogna porsi dei traguardi e soprattutto raggiungerli. Logicamente, nel corso del percorso gli obiettivi possono essere cambiati, a seconda della situazione”.

Andrea IannoneHai già in mente per quali risultati saresti soddisfatto?

Se fossi davanti a tutti, o comunque lottassi per posizioni di vertice. Ho sempre corso solo per quello e sto costruendo il mio percorso per arrivare a quell’obiettivo. Sono sicuro che ce la farò, come è successo in tutte le categorie, non vedo perché non sia possibile farlo anche in MotoGP”.

Per riuscire a lottare ad armi pari con Rossi, Marquez, Lorenzo e Pedrosa cosa serve?

Penso di potere ancora evolvere il mio stile di guida e penso di essere migliorato molto rispetto al 2013 nel corpo a corpo. Adesso sia io che la moto dobbiamo trovare un po’ più di costanza in gara, quindi anche un migliore setup che permetta un minore calo della gomma. A Valencia sono stato davanti nei primi giri, per farlo fino al traguardo bisogna ancora migliorare, sono quei 3, 4 decimi che stiamo cercando. Io sto lavorando su di me, gli ingegneri sulla moto”.

La GP 15 potrebbe risolvere questi problemi.

In questo momento non possiamo aspettarci di avere una moto che al primo giro sia più competitiva della precedente o che sia già vincente nel primo test a Sepang. Sono molto positivo e ho fiducia nel nuovo progetto e credo che potremo tornare al vertice, ma bisogna stare calmi e pensare a sviluppare la moto. Con la fretta non si riesce a fare nulla, io non ne ho. So che posso arrivare lavorando con metodo”.

Cosa chiedi per Natale dalla Ducati?

Una moto vincente per il prossimo anno, ma penso che sia il regalo che vorrebbero farsi anche loro per primi”.

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti