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MV Brutale e Dragster: adrenalina con la doppia R

140 cavalli duri e puri: la Brutale RR corta e agile, la Dragster RR diretta e rigida

MV Brutale e Dragster: adrenalina con la doppia R

Come una tela di Cezanne, di Picasso, di Modigliani. O meglio, un riff di chitarra ascoltato ad un concerto dei Metallica.

Un momento d'arte imperfetta, che trascende le proporzioni, che vuole e brama andare oltre, ma in grado di sconvolgere e svelare ogni emozione. Un toro scatenato che da un lato asseconda la luce negli occhi, e dall'altra fa fatica ad essere contenuto in un misto di curve. Non può e non vuole esser capito da tutti, quel momento Brutale.

Due sorelle che recano nel nome la propria indole; oggi si provano le nude di Schiranna con la doppia R: Just call my name 'cause I'll hear you scream recita Master of Puppets nelle mie orecchie. Andiamo a sentire l'urlo del tre cilindri...

ANCORA PIU' POTENTI - Veloce flashback: tra le colline nei dintorni di Siena, più precisamente a Pievescola, arrivo al tramonto dove ad attendermi, coperte da un telo, ci sono la Brutale RR e la Dragster RR: di loro si sa praticamente tutto.

Dati tecnici, quote, lo stile e le immagini stampa figlie dei Saloni e delle presentazioni ufficiali. Certo però che, dopo esser state svelate, vederle dal vivo fanno tutto un altro effetto. Fiere, sprezzanti, eleganti. Hanno ricevuto quell'iniezione di adrenalina che ha fatto schizzare la potenza massima da 125 a 140 cavalli, con una coppia di 86 Nm. Sotto i riflettori, colpisce il livello delle finiture, ma soprattutto la loro compattezza.

Piccole e leggere con i loro 168 kg, ed un rapporto peso-potenza pari a 1,19 kg/Cv. La Brutale prende con il suo stile cattivo e filante, la Dragster è particolare come ce la ricordavamo, ma ora più raffinata. Saranno le colorazioni che ne sottolineano ancor di più l'animo ma l'impressione è una: queste moto sono due bestie filanti. In mente mi viene il test della prima Dragster, di per se esuberante e potente.

Queste hanno più cavalli, ma come detto da Brian Gillen in conferenza, anche un'elettronica più a punto e una gustosa novità come il cambio elettronico in scalata, il downshift. Sarà una lunga notte di attesa...

BRUTALE RR: ADRENALINA PURA - Il sole si è levato da poco qui in Toscana: Brian Gillen, ingegnere di casa MV Agusta ci spiega con oxfordiano inglese - si, ci troviamo in compagnia dei colleghi della Terra d'Albione - tutto il quadro strumenti con tutti i settaggi elettronici, tra cui le famose mappature. Moto senza compromessi, cosi come il nostro apri-strada di giornata: Danilo dell'Omo, un ragazzo tanto tranquillo una volta tolto il casco quanto dannatamente veloce in sella. La sorte mi concede di provare per prima la Brutale.

Avevo avuto modo di mettere alla prova la 800 e di certo mi ricordo di quale purosangue fosse. Le sensazioni di rastrematezza ci sono tutte: la moto è corta, compatta, con una sella che è un piacere visto che ora è più comoda. La posizione di guida è quella vecchia conoscenza che ricordavamo: pedane alte, gambe ben raccolte. Il busto è sufficentemente eretto, anche se quella sensazione di "attacco" fin dal primo momento in cui prendo in mano il manubrio è chiara. Connettività diretta: la carogna è pronta a scatenarsi.

Timore? Incoscenza? Adrenalina? Io la chiamo mappa Sport. Voglio togliermi subito il pensiero, adattarmi subito e capire questa iniezione di potenza cosa ha comportato. Ma sopratutto, più di ogni cosa, mi affascina il Downshift.

Trecento metri: questo lo spazio intercorso tra l'accensione ed il primo involontario monoruota. Non c'è niente da fare: a me questo tre cilindri risveglia istinti primordiali.

E' assolutamente fantastico, con una schiena di potenza che, ogni maledetta volta, ti terrorizza ed affascina, ti elettrizza con la sua progressione e quel suono simile ad un diapason.

Non è l'unità presente sulla sorella da pista F3, ma un'evoluzione del Tre cilindri montato sulla Brutale 800, con scatola filtro nuova, doppi iniettori, cornetti di aspirazione di lunghezza diversa e una valovla della farfalla che arriva a 50mm. Potente, tanto, ma soprattutto ora, la gestione del ride by wire è molto più precisa. Quei piccoli ritardi alla risposta della manopola sono praticamente scomparsi, ed anche la stessa spinta è tanto vigorosa quanto fluida.

Le quote ciclistiche e telaistiche son le solite: baricentro alto, passo corto e soprattutto una taratura della forcella e del mono posteriore con un'idraulica piuttosto sfrenata, con un'escursione ben avvertibile. Effettivamente una soluzione ragionevole per strade come quelle che abbia trovato, piene di buche e avvallamenti che mi rammentano infausti ricordi, ma è chiaro che questa moto è un cavallo che scalcia ogni momento vogliamo attaccare una serie di curve.

Non appena il fondo diviene più liscio e con un grip "decente", la scintilla si accende, e la Brutale RR arriva facilmente ad un limite suo nervoso di base. Scende in piega con una rapidità mostruosa, ma i movimenti si avvertono. E' un laser però, uno schizzo di adrenalina. Fortuna che ci viene incontro l'ammortizzatore di sterzo regolabile.

Il motore diviene sempre più gustoso da provare mano a mano che i chilometri passano. Beffardo questo Tre pistoni: fino ai 6000 giri/min è fatto per tutti gli esseri umani. Non si fa in tempo a pensarlo che un uragano arriva diretto: l'airbox si riempie, gonfia il petto e dagli 800 giri/min in poi dovrebbe essere considerata alla stregua di un'arma. Ed il grilletto è puntato con il colpo in canna fino ai 13.200 giri/min.

Il cambio elettronico è veramente una goduria: preciso, veloce negli innesti, lascia la testa libera di concentrarsi sulla guida. La scalata poi è un'esperienza da provare. Avevamo avuto modo di provarlo in passato, è vero..ma su di una Superbike ed in pista. Sono sincero: ho provato più volte a metterlo in crisi facendo scalate quarta-prima di seguito: la Brutale non ha battuto ciglio, scalando perfettamente.

Che dire della frenata? Potente, tanto. Forse anche troppo. Però al contempo si sente bene l'attacco, e sopratutto la sensibilità della frenata che permette di entrare con i freni ancora in mano in piega. L'ABS entra in maniera piuttosto evidente in queste condizioni di grip scarso e con manto disconnesso. Pausa e cambio moto, anche se, in effetti, quanto potrà essere differente la Dragster dalla Brutale? Illuso...

DRAGSTER RR: PRENDI IL TORO PER LE CORNA - Salgo in sella alla seconda declinazione e la posizione di guida è più scavata, più costretta: scordatevi di muovervi avanti o indietro in sella. Anche la posizione dei semimanubri è diversa, più caricata.

Dal momento in cui poggi le mani sulle manopole mi sembra di prendere un toro per le corna. Eppure mi sento quasi più a mio agio. La Brutale, sarà per il suo assetto ed il baricentro si muoveva un pò troppo per i miei gusti: questa mi accende la scintilla fino in fondo. L'anteriore è saldo, con un settaggio idraulico più frenato. La Marzocchi da 43 mi parla molto meglio, e mi riferisce ogni cosa.

Bene, ora si che si può osare: sento tutto quello che mi vuol dire la gomma anteriore. E' un filo diretto e le curve del toboga che affrontiamo, fortunatamente con un asfalto liscissimo, sono puro divertimento: staccate sempre più cattive, con ingressi pinzati sempre più estremi. D'altro canto davanti Danilo giuda come un ossesso, e di certo non ho alcuna intenzione di mollare la sua ruota posteriore.

Già, quel posteriore da 200 che te la rende stabile da impazzire dietro. Buttarla giù è più dura ora, ma in quanto a trazione qua ci troviamo a livelli impensabili. Aprire tutto in prima e sentire quell'urlo che quasi ti stacca le braccia, con il Controllo di trazione che entra non invasivamente ma in maniera fluida, senza ritrovarsi di colpo al Pronto Soccorso? Fatto! Il passo avanti a livello di gestione elettronica si misura in maniera ancora più evidente.

Questo non significa che la Dragster sia una moto facile, anzi. E' più stabile e piantata della sorella, ma il motore rimane quella bestia che avevamo saggiato già prima. Sappiatelo: prima, seconda, terza marcia di fila significa avere praticamente sempre l'anteriore che tenta il decollo. Certo è che questa moto te la godi con condizioni perfette perchè al minimo avvallo o sconnessione, l'idraulica così frenata si sente tanto. Le botte sui polsi, le gambe e le braccia si avvertono tutte.

Con la posizione di guida così costretta, si guida più di forza rispetto alla Brutale, cercando di sfruttare quell'uragano che ci troviamo sotto la sella: anche qui, fino ai 6000 giri ci troviamo di fronte ad un toro mansueto ma pronto ad entrare nell'arena, salvo poi scatenarsi sempre di più fino ai 13.200 giri.

CONCLUSIONI - Due gemelle diverse, due declinazioni cattivissime: queste sono la Brutale e la Dragster RR. Con un'elettronica decisamente migliorata, una dotazione di primo piano ed un motore del genere, rappresentano l'estremo, l'elitè. Come un riff di chitarra ad un concerto dei Metallica, sono puro istinto rock e adrenalina. Non sono moto per tutti, richiedono concentrazione ed un cervello sempre ben collegato quando si inizia ad aumentare il ritmo.

Certo è che, perfino una volta terminata la nostra prova, quel suono, quelle sensazioni rimangono vive: le RR riescono a offrirti quel misto tra brivido e passione che racchiudono l'essenza delle due ruote, una volta spalancati i cavalli del tre cilindri di Schiranna: e allora...Just call my name 'cause I'll hear you scream.


 

Abbiamo messo alla prova la MV Agusta Brutale RR e la Dragster RR con i seguenti capi Dainese:

Casco AGV AX8 Evo Naked

L’AX-8 Evo Naked è un casco stradale dall'aspetto aggressivo adatto a una vasta gamma di motocilette che comprende le moderne Streetfighter, le Supermoto ma anche le Naked entry level. Si rivolge ad una nuova generazione di road riders dalla forte personalità, alla costante ricerca di un look distintivo e di emozioni forti. Linee tese e moderne, peso contenuto, grande aerazione sono caratteristiche che lo rendono adatto anche ai motociclisti più evoluti. La calotta in fibra tricomposita vetro-aramidica-carbonio garantisce sicurezza e leggerezza (1500 g nella taglia M, versione ECE 2205). La finestra visiera di grandi dimensioni offre una visuale ampia anche nelle condizioni più difficili. La visiera è antigraffio e antifog. Il CX da primato (0,55) ne fa un casco ideale per moto poco protettive aerodinamicamente. La calotta esterna è in 3 taglie con stratificazione SSL (Fibra di vetro, aramidica, Carbonio). L’interno offre la ventilazione IVS (Integrated Ventilation System) con ampie canalizzazioni ricavate direttamente nella calotta per un flusso d’aria più efficace all’interno del casco e migliori prestazioni aerodinamiche, e sulla calotta ci sono 3 prese d’aria anteriori e 2 estrattori posteriori. In più una presa aria sulla mentoniera con posizione aperto/chiuso facilmente removibile e sostituibile senza attrezzi e intercambiabile con quella dell’AX-8 EVO. La visiera è in policarbonato antigraffio ed antifog, e il meccanismo ha la possibilità di personalizzazione apertura. Interni completamente removibili e lavabili, cinturino con regolazione a doppia D. 8 taglie (fino alla XXXL).

 

CARBON COVER

Anima racing e aggressività caratterizzano questo guanto corto in pelle bovina, pensato per aggredire l’asfalto in sella alla propria moto godendo di un’ergonomia e protezione di alto livello, grazie agli inserti brevettati Microelastic ed all’ergonomia studiata per la guida sportiva.

Dotato di inserti compositi in fibra di carbonio sulle nocche, sulle dita e costruzione del mignolo rinforzata con inserti in TPU, Carbon Cover ST è la scelta dell’utente sport tourer più esigente. Palmo in pelle di capra, costruzione con un pannello unico di pelle a protezione delle cuciture sul taglio della mano, cinturino antiscalzamento e foratura sul lato interno delle dita completano questo guanto disponibile anche in versione Lady.
 

 

SUPER SPEED PELLE

Abbinare un’ergonomia eccellente ad una tecnicità senza paragoni è da sempre un must per Dainese. Super Speed Pelle diventa il nuovo riferimento per i giubbotti sportivi da moto, grazie agli inserti brevettati Microelastic ed all’esclusiva ed estremamente resistente pelle bovina D-Skin, abbinata al resistentissimo tessuto S1, dalle proprietà elastiche bi- direzionali, nei punti che necessitano maggior mobilità. Spalle co-iniettate con inserti in alluminio, predisposizione per paraschiena e protettore toracico, foratura piazzata, prese d’aria su petto e fianchi, gobba aerodinamica e fodera trattata con ioni d’argento e con inserti in tessuto 3D Bubble sapranno soddisfare anche i motociclisti più esigenti.

 

PEAK D-DRY

Protettori compositi removibili certificati secondo la norma EN 1621.1/97, Pro-Shape: protettori morbidi certificati secondo la norma EN 1621.1/97 sui fianchi, Tessuto poliammide alta tenacità, Regolazione ampiezza fianchi, Cerniera su fondo gamba, Cerniera aggancio giubbino-pantalone, Protettori ginocchia regolabili in altezza, Temperature adjustment, Membrana di marca D-Dry® impermeabile e traspirante, Tessuto esterno con trattamento idrorepellente, Membrana laminata con tessuto esterno, Fodera termica removibile, Inserti rifrangenti, 2 tasche esterne anteriori

 

LONG RANGE C2 D-WP

Viaggiare, attraversando valli e monti, città e campagne, fino al mare ed oltre. La moto come mezzo per scoprire il mondo e lasciarsi la quotidianità alle spalle. Long Range è studiato per i moto-turisti attenti a sostanza e qualità.
Dotato di inserti in nylon sui malleoli e inserto in TPU sulla tibia, questo stivale impermeabile in pelle bovina presenta una chiusura laterale con zip e velcro dalla facile apertura. L’ergonomia della tomaia e l’utilizzo di inserti in tessuto elastico facilitano il movimento del piede durante la guida e una volta scesi di sella, per consentire un comfort adeguato anche dopo molte ore di utilizzo.

 

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