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Cadute: Lowes batte tutti, Smith 1° in MotoGP

Tutti i dati sulla classifica in cui nessun pilota vorrerebbe comparire. Misano il circuito più traditore

Dicono la fisica e il senso comune che una moto è sempre il equilibrio precario e la caduta dietro l’angolo. Lo sanno bene i piloti del motomondiale, a volte protagonisti di quello che è lo spauracchio di tutti i motociclisti. Scivolate e highside sono l’altro lato della medaglia, a volte la discriminante tra la gloria (sia ua vittoria o una pole position) o la sconfitta.

UN NUOVO RECORD – Anche in questa stagione le cadute non sono mancate, anzi si è arrivati al record di 981 nell’arco dell’anno, anche per via dei due GP in più per Moto3 e Moto2, che fino al 2013 avevano 17 gare contro le 18 del 2014. La classe in cui si va più a terra – vuoi per il numero di partecipanti, vuoi per la mancanza di controlli elettronici – è la Moto2 con 408 cadute durante l’anno. Segue la Moto3 con 367, mentre la MotoGP, regno dei piloti più esperti e delle sofisticazioni elettroniche, ha registrato 206 cadute. Calcolatrice alla mano, la media generale è di 20,3 cadute per GP.

Naturalmente il momento più ‘a rischio’ è la gara, dove in tutte le classi si sono registrati il numero maggiori di voli. D’altronde è quella la fase del fine settimana dove ha più senso rischiare. Il turno più ‘sicuro’ è invece il warm up, in cui un errore potrebbe compromettere la gara che si correrà da lì a poco. Poche cadute anche nel primo turno di libere, in cui i piloti prendono progressivamente confidenza con la pista e le sue condizioni.

AND THE WINNER IS... – Essere il pilota che ha collezionato più cadute non è un traguardo di cui si vada fieri ma a qualcuno deve pur toccare. Quest’anno ha svettato il debuttante in Moto2 Sam Lowes che in 18 GP è finito a terra ben 25 volte. Una vittoria sul filo di lana, perché Karel Hanika, debuttante anche lui ma in Moto3, ha assaggiato l’asfalto 24 volte. Sul terzo gradino del podio, a pari merito, l’espero Axel Pons e il nostro Niccolò Antonelli.

Sam LowesLa top ten è dominata dai piloti della Moto2: Sandro Cortese è 5° con 20 cadute davanti a Ricky Cardus (19) e Mattia Pasini (18), Azlan Shah e Thitipong Warokorn chiudono la classifica con 15 voli a testa. Unico pilota della MotoGP con l’ottava posizione e 16 cadute è Bradley Smith.

Nella classe regina, come detto, si cade meno ma non così tanto come si può immaginare. Dietro il britannico di Tech3 c’è infatti un gruppo compatto di tre piloti a 14 cadute: Alvaro Bautista, il debuttante Pol Espargarò e Andrea Iannone. Segue lo ‘specialista’ Karel Abraham a pari merito con Stefan Bradl (13). In classifica c’è spazio anche per un big come Marc Marquez, 11 volte a terra come Yonny Hernandez.

Tornando alla Moto2, oltre ai piloti già citati, si sono segnalati i due compagni di squadra Lorenzo Baldassarri e Xavier Simeon con 14 cadute, una in meno per Franco Morbidelli, anche lui alla sua prima stagione nella classe di mezzo come Baldassarri.

In Moto3, terzo posto per Scott Deroue e John McPhee (15 cadute) dietro ad Hanika e Antonelli. Hanno pareggiato con 14 voli: Hafiq Azmi, Matteo Ferrari, Eric Granado, Zulfahmi Khairrudin e il campione del mondo Alex Marquez.

ATTENTI A MISANO – Interessante scoprire anche quale sia la pista più traditrice in calendario, anche se in questo caso giocano soprattutto le condizioni nel weekend di gara. Vincitore con grande distacco è il circuito di Misano, con 109 cadute in tre giorni (quasi il doppio rispetto al 2013). Motegi e Phillip Island, che si dividono il secondo posto, sono lontane a 71.

Curiosamente è italiana anche la pista in cui si è caduti di meno: il Mugello, a quota 33, tre in meno di Termas di Rio Hondo e 5 di Assen. La curva che ha invece mietuto più vittime è a Barcellona, è la numero 10 (conosciuta anche come La Caixa) con 22 moto a terra nei tre giorni.

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