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MotoGP, Valencia, Nakamoto: copieremo da Yamaha

"Quest'anno la nostra moto era più difficile da guidare. Tutti i piloti chiedono più velocità in curva"

Ultimo giorno di test della MotoGP a Valencia, ore 16. Dani Pedrosa è in testa alla classifica dei tempi con un 1’31.119. Un’ora prima, il vice-presidente HRC Shuhei Nakamoto ha fatto un’ultima chiacchierata con gli addetti ai lavori prima di abbassare ufficialmente le serrande del box Honda. Come spesso accade, sono emersi dettagli interessanti.

“Pedrosa non è contento della nuova moto, sia in termini di telaio che di motore”, ha incalzato il giapponese. Non ci è dato sapere se Nakamoto stia facendo pretattica, né se Pedrosa abbia siglato il proprio best lap con la moto 2015 o quella usata nel weekend, ma in Honda chiaramente non si lascia nulla al caso.

“Dani sta lavorando duro ed ha trovato qualcosa, ha fatto più o meno lo stesso tempo (1'30.999 in qualifica, nda) – ha aggiunto – Stiamo lavorando in diverse direzioni. Dani e Marc hanno lo stesso motore, ma telai differenti”.

A Brno, al debutto con la moto 2015, Marquez lamentò qualche problema in ingresso di curva, da lui definito a più riprese il punto di forza della RC213V.

“Tutti hanno chiesto di aumentare la velocità in curva – ha aggiunto Nakamoto – Ma non abbiamo ancora fatto il passo avanti necessario. Nella seconda metà della stagione, Yamaha ha fatto passi avanti sia per quanto riguarda la moto che per quanto riguarda i piloti. La nostra moto quest’anno era più difficile da guidare rispetto a quella del 2013. Vogliamo renderla più facile, come la Yamaha”.

Un’analisi severa, che lascia intendere la mania di perfezionismo della casa giapponese, che peraltro ha rilanciato la posta sul fronte Open.

“La RC213V-RS è più potente, ma non è facile sfruttare tutta la potenza del motore. Ha il motore ed il telaio della factory del 2014”.

Altro aspetto fondamentale in ottica futura è il lavoro sulle gomme Michelin, recentemente portato avanti da Casey Stoner a Motegi.

“A lui sono piaciute e sembrano gomme molto buone”, è il commento sintetico di Nakamoto.

Per quanto riguarda il proprio vivaio, invece, Honda ha già prenotato la pista di Sepang a fine mese per fare percorrere a Jack Miller chilometri in più.

“Credo che possa fare bene, ma non mi aspetto nulla di eclatante. Sarà un anno di apprendimento per lui. Se andasse punti sarei già contento”.

Con il ritorno di Honda in Formula 1, ambiente nel quale Nakamoto ha lavorato, c’è però chi si chiede se il manager giapponese sia in procinto di tornare alle quattro ruote.

“Al momento sembra possibile che io resti qui, ma è una decisione di Honda. La Formula 1 è interessante per chi ci lavora, ma noiosa da guardare (ride)”.

Nonostante un’annata difficile da ripetere, c’è ancora del lavoro da fare con le due ruote.


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