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Laverty: la MotoGP? Sembra un giocattolo

“Il serbatoio più piccolo ti consente di muoverti di più”. Baz: “Le cadute? Aiutano l'apprendimento”

A separarli ci sono le mura dei box – uno corre su Honda, l’altro su Yamaha – e lo stretto della manica – uno è irlandese, l’altro francese – ma Eugene Laverty e Loris Baz hanno una cosa in comune: sono entrambi emigrati in MotoGP dalla SBK.

La pioggia torrenziale caduta a Valencia nel secondo giorno di prove non ha aiutato i due esordienti nel loro già difficile percorso d’adattamento alla nuova categoria, ma entrambi hanno preferito comunque avventurarsi in pista e passare il maggior tempo possibile in sella.

Il primo giro sul bagnato è stato molto interessante, la pista era estremamente scivolosa e sembrava che qualcuno avesse lucidato la gomma – ha detto LavertyLa moto si muoveva ad ogni piega. Dopo qualche giro l’ho messa in temperatura e sono riuscito a prendere ritmo”.

Le gomme, per chi viene dalle derivate di serie dove il fornitore è Pirelli, rappresentano sempre una delle differenze principali.

“Possiamo fare angoli di piega molto più marcati, e le gomme rispondono molto bene, soprattutto in ingresso di curva – ha aggiunto l’irlandese – In molti dicono che l’anteriore è molto diverso, ma per me non è così. La differenza più marcata rispetto alla SBK è il comportamento della gomma posteriore”.

Anche le dimensioni, però, non sono da sottovalutare.

“Sono molto diverse, specialmente in termini di grandezza. La MotoGP sembra un piccolo giocattolo rispetto alle moto che ero abituato a guidare. Il serbatoio è molto più piccolo, cosa che ti consente di muoverti molto di più in sella. Già ieri, sull’asciutto, ho toccato con i gomiti in un paio d’occasioni”.

A questo proposito, Laverty ha spiegato che “se fai derapare la moto, lo fai con molta spinta, per andare più forte. In SBK, mettere la moto di traverso poteva essere divertente, ma non ti aiutava ad andare più veloce”.

Il pilota di Toomebridge ha molta strada da fare, logicamente, ma ha un’idea chiara riguardo ai primi passi.

“Dobbiamo lavorare ancora sull’elettronica per guidare la moto come faccio di solito. Cioè, alzandola in fretta e usando il posteriore per farla girare. Al momento però ho troppa potenza da gestire con la mano. E poi va messo a punto il freno motore, perché sia a me che a Hayden il posteriore chiudeva negli stessi punti. Ma la cosa positiva è che il mio stile sembra adatto alla moto”.

Loris Baz, dal canto suo, ha avuto una giornata un po’ più difficile. Il francese è infatti finito a terra in due occasioni.

“Ogni nuova avventura richiede un periodo di apprendimento, e le cadute ne fanno parte – ha analizzato BazMi dispiace per la squadra, ma almeno non mi sono infortunato né ho fatto troppi danni. La pista era molto bagnata all’inizio ed avevo buone sensazioni. Quando ha cominciato ad asciugarsi ho faticato con l’anteriore ma sono rimasto in pista per capire meglio il comportamento della moto, ma sono scivolato”.

Anche Baz, come Laverty, ha avuto modo di constatare le differenze degli pneumatici.

“Le Bridgestone lavorano in modo molto diverso. Hanno una carcassa più dura rispetto alle Pirelli. Ti consentono di avere una maggiore velocità di percorrenza ed angolo di piega, ma offrono meno feedback ed è difficile capire quando stai per perdere il controllo. Devo cercare di procedere gradualmente”.

Il pilota Forward ha in agenda anche un cospicuo lavoro sull’elettronica.

“Non sono ancora completamente a mio agio. Devo innanzitutto adattare maggiormente la moto alla mia stazza. La moto è molto più rigida rispetto ad una SBK, reagisce in modo diverso, richiede uno stile di guida particolare. La curva di potenza è molto regolare, ma devo lavorare ancora sul controllo trazione. Ieri sono partito con parametri alti, per poi diminuire gradualmente fino a quelli usati da Espargaró in gara. Sono abituato a guidare con meno TC rispetto al mio compagno di squadra, domani vedremo di fare altri passi avanti”.

Il mondo delle derivate di serie fa ormai parte del passato. Baz guarda avanti e, a chi gli ricorda della recente polemica sui giochi di squadra con Kawasaki, risponde che “è acqua passata. Ho espresso le mie ragioni. Non so se farei lo stesso in futuro. Il mio rapporto con Bradl è buono, ed è sicuramente partito con migliori presupposti di quello con il mio compagno precedente”.

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