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MotoGP, Petrucci: Ducati? sembra una moto elettrica

I TEMPI. Danilo primo sul bagnato. De Angelis su Aprilia: "mi aspettavo peggio, mi piace la frenata"

Una giornata di pioggia può essere bellissima, soprattutto quando la chiudi con il tuo nome in cima alla lista dei tempi. “Un po’ di fortuna l’ho avuta, ho girato con le migliori condizioni, ma non mi aspettavo comunque quel tempo”, sorride Danilo Petrucci che si è già preso una piccola soddisfazione al suo secondo giorno sulla Ducati.

Non sono stati molto i piloti a scendere in pista, appena 10, e il ternano ha staccato il miglior tempo in 1’42”431 davanti alle Honda di Hayden e Redding (scivolato nel finale). Quarto, con lo stesso tempo dell’inglese, Valentino Rossi che ha provato un nuovo scarico non silenziato sulla sua M1. Caratteristica la sua forma a fetta di salame. Dietro al Dottore ci sono l’Aprilia di Bautista, poi Hernandez e Melandri. Chiudono la classifica Marquez, Baz (caduto due volte) e Laverty. Peggio è andata a Cal Crutchlow, a terra al primo giro.

Danilo, allora è vero che la Desmosedici va bene sull’acqua.

Non abbiamo trovato condizioni facili, la temperatura dell’asfalto non ha mai superato i 12°, ma mi serviva girare. Mi sono trovato bene con la Ducati con la pioggia, una situazione in cui comunque sono sempre andato veloce, forse perché arrivando dal fuoristrada sono abituato a sentire la moto che scivola. Mi dispiace solo per la caduta, sono entrato appena più forte in curva ma è bastato per finire a terra”.

Anche sull’asciutto non sei andato male ieri.

Ho girato a sei decimi da Dovizioso, senza dubbio la moto mi piace. La cosa che mi ha più impressionato è il cambio, sembra di guidare una moto automatica, senza cali di potenza dalla prima alla sesta marcia. Poi ci sono il controllo del freno motore e la frenata, era da un po’ che non riuscivo a spingere così tanto in quella fase, devo riprenderci la mano. Diciamo che ieri ho rotto il ghiaccio, ma non abbiamo toccato praticamente nulla sulla moto”.

Il cambiamento di elettronica da Open a Factory è grande?

Lo si sente molto, devo dire che la Ducati mi sembra quasi una moto elettrica per la sua erogazione, è molto gestibile. Forse la penso così perché vengo da moto più difficili (ride). Sicuramente dovrò cambiare il mio stile di guida, perché devo fare come Dovi e Iannone e spigolare le traiettorie, mentre di solito io guido più tondo”.

Rispetto alla D16 che hai guidato due anni fa hai notato grandi differenza?

Quella era veramente una bestia, non davo tutto il gas neppure sul rettilineo del Mugello. È cambiata tanto”.

Alex De AngelisPetrux ha lasciato la sua Aprilia ad Alex De Angelis, che ha già terminato i suoi test a Valencia senza scendere in pista oggi a causa della pioggia. Per il sammarinese è iniziata una nuova avventura e i primi risultati sono stati incoraggianti. “Vedendo i risultati di Petrucci, sinceramente mi aspettavo peggio”, dice.

Raccontaci la prima presa di contatto.

“Ieri, sull’asciutto, ho girato appena un decimo più lento del mio miglior tempo in gara. Ma soprattutto mi sono divertito e dopo 60 giri non ero per nulla affaticato. Il punto debole per adesso è la potenza massima”.

Sono previsti aggiornamenti per la prossima stagione?

No, per il momento partiremo con questa moto anche se spero che Aprilia ci dia una mano, anche se non ci sono accordi in merito. Però ieri gli ingegneri sono venuti ai box per sentire la mia opinione, era interessati a scoprire le differenze con la Yamaha”.

E quali sono?

Mi sembra che l’Aprilia sia migliore in frenata. L’erogazione è molto diversa, l’Aprilia è molto più docile, sembra quasi una bicilindrica”.

Per quanto riguarda l’elettronica, invece?

E’ sempre Open, la differenza è come la usi. Danilo usa il gas in modo diverso dal mio, io sono più on-off nell’apertura. Sono comunque bastate quattro mosse e abbiamo sistemato le cose”.

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