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MotoGP, Suzuki: lotta per il podio già nel 2015

Il project leader Terada, "fra tre anni il campionato. I primi obiettivi tecnici sono affidabilità e potenza"

Suzuki: lotta per il podio già nel 2015

Suzuki è rientrata ufficialmente in MotoGP nel GP di Valencia, con la wild card di Randy De Puniet. Un debutto difficile per alcuni versi, costellato da problemi. “E’ stata però un’ottima decisione, perché solo in gara puoi capire quale sia il tuo livello e quello degli avversari. Abbiamo imparato molto”, sottolinea il team manager Davide Brivio. È stato però solo il primo passo, gli obiettivi sono molto più alti ed è il project leader Satoru Terada ad illustrarli: “entro la prossima stagione vogliamo lottare per il podio e fra due o tre anni per il campionato”.

Terada San, quale informazioni avete raccolto in questo fine settimana?

Dobbiamo ringraziare De Puniet per il suo lavoro, il prossimo anno continuerà il suo lavoro di tester, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo delle gomme Michelin. Penso che la moto abbia dimostrato un buon potenziale, è normale avere qualche problema”.

Vi è chiara la causa?

Certo e sappiamo anche come intervenire, ci vuole solo un po’ di tempo e per i test di Sepang sarà tutto risolto. Al banco non avevamo riscontrato questi inconvenienti, ma le condizioni in pista sono diverse”.

Mancava anche velocità massima.

Questa è stata una scelta, abbiamo diminuito la potenza per aumentare l’affidabilità”.

E’ stato complicato passare dal V4 al 4 in linea?

Qualche differenza c’è, forse è più difficile raggiungere alti livelli di potenza massima ma possiamo farcela. È stata una scelta per rafforzare il legame tra MotoGP e i nostri modelli di serie, dove usiamo quell’architettura”.

Arriverà anche il cambio seamless?

“Lo abbiamo già provato in pista, spero che sia disponibile già per l’inizio della prossima stagione”.

Quali sono gli obiettivi da raggiungere, dal punto di vista tecnico?

Il primo è trovare affidabilità, poi la potenza massima. Inoltre bisognerà migliorare i controlli elettronici perché il passaggio da Mitsubishi a Magneti Marelli è stato complicato, abbiamo speso molto tempo”.

Per quanto riguarda il passaggio a Michelin nel 2016?

Abbiamo già incominciato a provarle e sono… diverse (ride). Al momento, però, non penso che bisognerà ridisegnare completamente il telaio per adattarsi a quelle coperture”.

Correrete senza sponsor.

Penso sia una buona opportunità per promuovere il nostro marchio. Anche questo livrea verrà usata anche per le moto di serie e il nome della MotoGP, GSX-RR, la lega alla nostra sportiva”.

Intanto la Suzuki si preparerà alla prossima stagione con altri tre giorni di test dal 24 a 26 novembre a Jerez (in quest’ultimo ci sarà anche Ducati) prima dello stop invernale. Andando avanti con il tempo, c’è anche la possibilità di vedere in futuro 4 moto in pista. “Penso che Dorna vorrà che ci impegneremo anche con un team satellite. Parliamo però del 2017, adesso siamo impegnati nello sviluppo”, spiega Brivio.

Ieri, invece, i due nuovi piloti hanno raccolto le prime impressioni sulle GSX-RR.

Aleix EspargaróAleix Espargarò, che a Valencia si è presentato con un casco evocativo dei mondiali conquistati dalla Suzuki ha detto: “è stato fantastico. Ho trovato la posizione in sella molto migliore di quella sulla Yamaha, la moto gira bene e anche la frenata è buona. Ci manca ancora un po’ di potenza in alto ma gli ingegneri di Suzuki me lo avevano anticipato e credo ci stiano lavorando. I controlli elettronici non vanno male. La moto in generale è abbastanza piccola per la mia altezza, ma mi sono veramente divertito a guidarla ed è stata una partenza positiva”.

Maverick Viñales, debuttante in MotoGP, ha aggiunto: “è stata un’esperienza meravigliosa e mi sono veramente divertito. Non è facile abituarsi alla potenza e alla velocità per me che non all’inizio, ho fatto molto attenzione e mi sono concentrato per adattarmi passo dopo passo. Il telaio è abbastanza piccolo, e mi trovo veramente bene, e posso già frenare aggressivo come in Moto2 ma ho aperto tutto il gas solo a metà rettilineo. Non sto ancora usando i controlli elettronici, a parte quello di trazione, perciò c’è ancora molto da fare. La moto entra in curva facilmente, anche se non ho ancora cambiato molto il mio stile di guida, mi sono trovato a mio agio senza modificare nulla. Spero che l’erogazione venga migliorata ma devo imparare molto”.

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