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Marquez: che bello in MotoGP con mio fratello

"Venti minuti prima dell'inizio della mia gara stavo ancora festeggiando con Alex"

Oggi sono stato più felice per il titolo di Alex che per il mio a Motegi”, Marc Marquez cerca di riassumere con una sola frase tutte le emozioni che lo hanno avvolto a Valencia. La vittoria nel campionato Moto3 del fratello, il record di vittorie raggiunto, tanti tasselli che compongono un mosaico da vero artista.

“E’ stata una giornata incredibile, per me e per tutta la mia famiglia – dice il piccolo diavolo – Venti minuti prima dell’inizio della gara della MotoGp stavo ancora festeggiando il titolo di mio fratello. Dopo il GP, mi sono trovato con lui e Rabat per la foto dei tre campioni e ho pensato a quando ci alleniamo tutti insieme a Rufea. È una cosa incredibile, non ce la saremmo mai aspettata. Sono felice per tutti, Tito è uno di famiglia”.

Quell’immagine sembra l’inizio di una nuova storia, di un futuro con i due fratelli nella classe regina.

So che Alex proverà la MotoGP, glielo aveva promesso Nakamoto, ma in quel test dovrà solo divertirsi – continua - In questa stagione è cresciuto molto e questo è importante. In molti pensano che essere mio fratello è un vantaggio, ma per me è il contrario, anche oggi ha avuto molta pressione addosso. L’importante è che faccia la sua carriera con calma, ha già conquistato un titolo. Mi piacerebbe confrontarmi con lui nella stessa categoria e anche nello stesso team. Ma in MotoGP devi arrivarci per i tuoi meriti, non perché qualcuno ti spinge. Intanto il prossimo anno sarà in squadra con Tito, ma saranno in una situazione differente. Rabat dovrà difendere il titoli, Alex imparare. Per me non cambierà nulla, ci alleneremo sempre insieme”.

Chiuso il capitolo famigliare, Marquez incomincia a parlare della propria gara.

Ho battuto il record di Doohan, ma non sono particolarmente contento per questo. I campionati si correvano su meno gare in passato, quindi in percentuale Mick ha vinto più di me – spiega – Semmai mi rende felice il successo in un GP così complicato. Mi è venuto in mente quello che era successo ad Aragon, in condizioni simili, e qualche dubbio mi è venuto. Ma ho dimostrato di avere imparato la lezione. A un certo punto ho anche pensato di rientrare a cambiare moto, avevo fatto segno col piede al mio team, ma la pista non era così bagnata e ho cambiato idea”.

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