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MotoGP, Marquez si prende il mattino di Valencia

WARM UP - Cinque piloti in un decimo. Quarta piazza per Andrea Iannone davanti a Rossi

Cinque piloti in un decimo pieno, tempo variabile, ma sopratutto, il ritorno in vetta del campione del mondo. L'ultimo warm up stagionale della Motogp mostra numerosi protagonisti in lizza per il podio.

Marc Marquez si prende la prima posizione con il riferimento cronometrico di 1'31.675, seguito da Pol Espargaro a soli 59 millesimi. Il portacolori Tech3 ha mostrato un grande stato di forma in pista, nonostante l'infortunio la piede occorsogli a Sepang.

Per Pol, una seconda piazza conquistata negli ultimi istanti a scapito di Jorge Lorenzo che chiude la sessione in terza posizione, ma comunque con un distacco estremamente ravvicinato: 1'31.748 il tempo del maiorchino che gli vale la terza piazza. Trio spagnolo in vetta seguito a ruota da un duo tutto italiano.

Quarta piazza per Andrea Iannone con la Ducati Pramac (+0.117) davanti a Valentino Rossi a +0.163. Questi i cinque big, tutti molto vicini a livello di distacchi. Assente ingiustificato per il momento Daniel Pedrosa, che addirittura chiude in 14esima posizione, mentre Andrea Dovizioso finisce in decima piazza, con un curioso quanto fastidioso problema ad un occhio che gli ha causato lacrimazione, dietro anche al prossimo ex Cal Crutchlow (+0.580).

E, tanto per parlare di Factory 2, la Suzuki con Randy De Puniet si ferma al tempo di 1'33.934 che lo relega in 22esima posizione. Tornando a vedere la classifica in vetta, sesto Bradl (+0.433) davanti a Bradley Smith ed Aleix Espargaro, primo tra le open in ottava piazza.

Analizzando i cronologici dei protagonisti, ci si rende conto come non sempre sia possibile riuscire ad effettuare un'analisi chiara. Su Marquez, ad esempio, si può capire che il suo ritmo, presumibilmente, sarà sul passo dell'1'31 alto, ma con soli cinque giri cronometrati, di cui uno sull'1'36 ed uno sull'1'39, è difficile capire il suo livello di costanza prestazionale, tenuto conto come lo pneumatico posteriore in gara, andrà leggermente in crisi nel finale.

Più chiara la situazione per Pol Espargaro che, nei suoi 8 giri cronometrati, ha mostrato un run variabile tra l'1'31.9 e l'1'32.0, quindi, circa due decimi sul passo di Jorge Lorenzo che sembra estremamente costante e veloce. E' probabile che il maiorchino punti ad una gara immediatamente d'attacco per cercare di dettare il ritmo: il pilota Yamaha ha effettuato 13 giri, di cui 12 cronometrati in un unico run, mostrando un passo che può scendere tranquillamente sull'1'31.8-9.

Più indecifrabile quello di Andrea Iannone, che può tendenzialmente ritrovarsi a girare con un ritmo simile a quello di Espargaro, ma bisognerà valutare anche le condizioni del suo braccio. Infine Valentino Rossi, in lotta per il titolo da vice campione con il suo compagno di squadra: facendo una cernita ed una media dei 12 giri cronometrati dell'italiano, si può dedurre come Rossi possa scendere fino all'1'31.8 come Jorge, ma forse ha un delta prestazionale più alto con una variazione anche di due decimi.

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