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MotoGP, Valencia: FP1 nel segno di Marquez e Lorenzo

I due spagnoli già più veloci che in gara nel 2013. Rossi quinto, Dovizioso settimo

I piloti di casa sono partiti con il piede giusto a Valencia, teatro del gran finale della MotoGP. La classifica dei tempi al termine della prima sessione di prove libere vede quattro piloti iberici nelle prime posizioni, con Marc Marquez al vertice in virtù di un 1’31.296, un riferimento di tutto rispetto considerato che il record in gara dello scorso anno è di 1'31.628 (Pedrosa).

La caccia al nuovo record di vittorie in una stagione – attualmente Marquez è appaiato con Mick Doohan a quota 12 – è dunque partita sotto i migliori auspici. A voler trovare il proverbiale pelo nell’uovo, il campione in carica perde circa un decimo e mezzo nell’ultimo settore. La concorrenza, in ogni caso, non resta a guardare. Innanzitutto, Marquez ha tre connazionali alle costole. Ma se la supremazia dei piloti spagnoli è evidente, non si può comunque parlare di dominio. I distacchi restano minimi, con i primi nove racchiusi in altrettanti decimi. A lungo in testa, Jorge Lorenzo si è dovuto accontentare del secondo tempo (+0.193) ma ha fatto la differenza soprattutto dal punto di vista del ritmo, con 1’31.6 di media sul giro nelle ultime due uscite, oltre ad un T4 fulmineo.

Al terzo posto (con gomma posteriore morbida) c’è Aleix Espargaró (+0.344), all’ultima gara sulla Open di Forward (con il titolo già in tasca) prima di passare a Suzuki. Quarto tempo (+351) per Dani Pedrosa, condannato al quarto posto in campionato dopo gli “zeri” di Phillip Island e Sepang, ma comunque determinato ad invertire la rotta negativa prima di abbassare le serrande per l’ultima volta insieme al suo capo-tecnico di lungo corso, Mike Leitner.

Se la Spagna sorride, l’Italia ammicca. Chiude la Top 5 Valentino Rossi (+0.471), da sempre “allergico” al circuito di Cheste ma particolarmente motivato a consolidare il secondo posto in classifica. Dopo una prima metà di turno abbastanza anonima, il Dottore ha fatto un salto di qualità nelle ultime due uscite, girando peraltro in 1’31 alto con relativa facilità.

A contrastare gli spagnoli, prima di lui, ci aveva pensato Andrea Dovizioso. Il forlivese (che non ha usato la gomma morbida) era terzo alle spalle di Lorenzo e Marquez, salvo poi non riuscire a migliorarsi sul finale e chiudere in settima posizione (+0.775) alle spalle di Bradley Smith. Menzione d’onore per il pilota-collaudatore Michele Pirro, decimo da wild-card su Ducati dopo una lunga assenza dalle competizioni (mancava da Brno). Più attardato Andrea Iannone (15º a +1.541), ancora lontano dalla migliore forma fisica dopo le cadute in Australia (anca) e Malesia (braccio sinistro).

Randy De Puniet, al debutto ufficiale in gara su Suzuki, ha chiuso immediatamente alle spalle del pilota di Vasto, in sedicesima posizione. Il distacco (2.049), seppur pesante considerati i test qui condotti dalla casa di Hamamatsu un paio di settimane fa, lascia comunque ben sperare. Al momento, la nuova moto soffre soprattutto in termini di velocità in rettilineo, dove paga oltre 20 km/h dai migliori (306.5 contro i 329 di Pedrosa).

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