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SBK, Sykes vs. Guintoli: il pronostico dei manager

Parlano Fiorani, Marinelli e Denning alla vigilia della sfida che assegnerà il titolo

Mancano circa 24 ore alla sfida decisiva del campionato Superbike, che vede Tom Sykes e Sylvain Guintoli al centro del “ring”, separati da soli 12 punti. Nelle prove cronometrate di ieri, quello che nella boxe si chiamerebbe uno “sparring round”, il francese su Aprilia si è imposto abbastanza nettamente chiudendo al terzo posto nella classifica combinata e rifilando quasi sei decimi al rivale, ottavo. Il titolo, comunque, si assegnerà solo domani. Ecco cose ne pensano alcuni team manager “super partes” alla vigilia.

Carlo Fiorani (responsabile racing di Honda Europa) – “Guintoli al momento sembra più tranquillo, e la tranquillità solitamente premia in queste situazioni. Sykes mi è parso un po’ rigido, si dà molto da fare ma è un po’ agitato. In moto, quando forzi, i tempi non ti vengono facilmente. Ma forse si tratta di semplici differenze di carattere. Aprilia ha poi il vantaggio di aver corso qui in MotoGP a marzo, che la ha aiutata nella prima messa a punto, mentre la Superbike manca dal 2009 e da allora le gomme e l’asfalto sono cambiate molto”.

Ernesto Marinelli (responsabile del progetto Ducati SBK) – “Nelle prime prove Guintoli è apparso più a suo agio, ma sono entrambi piloti di grande talento e daranno sicuramente il massimo in gara. Giocarsi un’intera stagione in due gare è un po’ un terno al lotto, ma Sykes parte comunque da favorito perché ha 12 punti di vantaggio e teoricamente gli basterebbe arrivare immediatamente alle spalle di Guintoli. Venderà cara la pelle. Per contro, Sylvain sembra favorito su questa pista e proverà a mettergli pressione perché anche i campioni posso sbagliare. Le gare a volte sono strane, non si può mai dire”.

Paul Denning (team manager, Crescent Suzuki) – “Faccio fatica a decretare un favorito. Personalmente preferirei che vincesse Sykes perché ha vinto più gare ed è stato, nell’arco dell’intera stagione, il pilota più veloce. Guintoli però ha fatto pochissimi errori ed è stato bravo a massimizzare sempre il risultato. La pista, poi, lo favorisce. È simile a Phillip Island, e Sylvain è un pilota molto fluido. Tom è il maestro degli ‘stop and go’, e di far curvare la moto in fretta”.

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