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SBK, Qatar, Giugliano: la notte porta consiglio

Il romano, unico sotto 1'58, scherza dopo le ultime cadute: "Se ho sonno riesco ad essere più tranquillo"

Davide Giugliano ha, di fatto, condensato tre turni in due a causa di un guasto al motore in Qatar che lo ha costretto a saltare interamente la FP2. Il romano si è comunque rapidamente riportato in pari col lavoro nel turno conclusivo, terminato alla mezzanotte locale e chiuso al primo posto grazie ad un tempo di 1’57.876, a soli sei decimi dal best lap della pista (che appartiene a Spies, stabilito nel 2009 in Superpole).

“Oggi è stata una giornata impegnativa ma quando si riesce a girare anche forte, come ho potuto fare nell’ultima sessione, non si può essere che contenti – ha detto Giugliano, unico in grado di abbattere il muro di 1'58, al termine della FP3 – È davvero emozionante girare di notte e mi sono divertito molto, soprattutto nell’ultima sessione, quando ho risolto i problemi”.

Dopo i tre ritiri per caduta nelle ultime cinque gare, il pilota Ducati ha anche ironizzato sul debutto della Superbike in notturna.

“Per me è meglio perché se ho sonno riesco ad essere un po’ più tranquillo – ha scherzato – È una cosa sulla quale sto lavorando molto. Se funziona, farò un referendum per correre sempre di notte” (ride).

Scherzi a parte, il romano è rimasto positivamente impressionato dalla sua prima esperienza in notturna.

“Onestamente non ho avuto difficoltà ad abituarmi alle condizioni diverse e pensavo che forse il tracciato sarebbe peggiorato, mentre invece è rimasto sempre uguale – ha aggiunto – Posso dire che sono molto contento del risultato di questa prima giornata, ma vorremo che la moto fosse più fluida e c’è da lavorare anche sul passo di gara”.

Ottimista anche il suo compagno Chaz Davies, settimo nella classifica combinata grazie al secondo tempo siglato nella FP2.

“E’ stata una giornata mista direi – ha dichiarato Davies – L’abbiamo presa forse un po’ con calma nella prima sessione, prima di fare un buon passo avanti nella seconda e poi nell’ultima abbiamo apportato dei cambiamenti di ciclistica, ma senza migliorare ulteriormente. Comunque, sono soddisfatto e non penso che siamo lontani da dove vorremo essere. Stiamo cercando di migliorare la stabilità del posteriore oltre a capire la durata delle gomme”.

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