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SBK, Atto finale in Qatar, tutto in una notte

Sykes a +12 ma Aprilia teoricamente avvantaggiata. Melandri possibile ago della bilancia

Per il terzo anno consecutivo, il campionato Superbike si deciderà solo all’ultima gara. Per la prima volta, però, questa si disputerà di notte. Un palcoscenico inedito per le derivate di serie, con Tom Sykes e Sylvain Guintoli, ultimi rimasti in lizza per l’alloro, nel ruolo di principali protagonisti.

I due campionati passati hanno incoronato il pilota che si presentava al GP di chiusura in vantaggio in classifica. Prima Max Biaggi (per solo mezzo punto) e poi lo stesso Tom Sykes  (per 23 lunghezze) hanno dovuto attendere fino all’ultimo per raccogliere quanto seminato nell’intero arco della stagione, ma in Qatar c'è la possibilità che sia un terzo pilota, Marco Melandri, a decidere le sorti della classifica.

Il ravennate ha schivato il gioco di squadra a Jerez, e lo ha fatto solamente a metà (in Gara Uno) a Magny Cours. Con un futuro ancora incerto – anche se la bilancia pende sempre più verso la MotoGP con Gresini – ed uno stato di forma invidiabile (quattro vittorie ed un secondo posto nelle ultime sei gare), Melandri potrebbe fare il buono, il brutto, e il cattivo tempo.

Matematica alla mano, i 12 punti di vantaggio di Sykes non rappresentano un ostacolo insormontabile per Aprilia. Anche perché la Casa di Noale è l’unica con dati “freschi” a disposizione su Losail, dove ha già corso di notte nelle tre stagioni passate con la ART. Per esempio, se le RSV4 ufficiali dovessero fare doppietta in Gara Uno con Guintoli in prima posizione e Sykes terzo (9 punti in meno), al francese basterebbe poi precedere il britannico in Gara Due sul podio (anche classificandosi secondo) per centrare il titolo.

D’altro canto, Melandri è pur sempre a caccia del record di vittorie in SBK da parte di un pilota italiano. Max Biaggi è a quota 21, il ravennate a 19. Già a Magny Cours “Macio” ha mostrato un’evidente allergia agli ordini di scuderia, disobbediti platealmente in Gara Due. Tanto per fare un esempio, il pilota Aprilia dichiarò a Virgin Radio nei giorni seguenti: “Natale arriva una volta all'anno, non ogni giorno. Se lo aiuterò in Qatar vincerà lo stesso il titolo mondiale. Non è che glielo devo vincere io”.

La proverbiale patata, insomma, rischia di bollire per davvero nel deserto. Anche perché Melandri ha esteso il proprio contratto con Aprilia con l'intenzione vincere un titolo in Superbike, ma non è disposto ad accettare qualsiasi sistemazione gli venga offerta dopo la chiusura annunciata del team interno. Di conseguenza, un eventuale passaggio in MotoGP a lottare (probabilmente) per posizioni di rincalzo, pur essendo il male minore, non rappresenterebbe una “promozione” e potrebbe non essere corrisposto con altri “aiuti” alla casa.

Tutto ciò con il presupposto che le Aprilia e Sykes se la giocheranno ad armi (quasi) pari in Qatar. Non sono però da sottovalutare Jonathan Rea e Loris Baz, ancora in lizza per il terzo posto in classifica, staccati di 11 e 19 punti rispettivamente da Melandri. Stesso discorso per le Ducati di Davide Giugliano e Chaz Davies, teoricamente sfavorite dalla configurazione del tracciato ma alla disperata ricerca della prima vittoria dell’anno. Insomma, ognuno per sé e Dio per tutti. Voi che ne pensate? Scriveteci QUI!

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