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MotoGP, GARA: Dodici volte Marc Marquez

Lo spagnolo vince dopo un gran duello con Rossi e Lorenzo, eguagliando il record di Doohan.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione; e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.

Tre piloti in grado di dare un saggio di guida, una lezione di estetica motociclistica finalizzata alla vittoria. Stili e velleità diverse, duelli duri, coraggiosi, corretti. Ed un ragazzo Classe '93 conquistare l'ennesimo record...


Dodici volte Marc Marquez. Per poter raccontare la conquista dell'ennesimo record del giovane Re, abbiamo scomodato un classico come Blade Ranner. Già, perchè se non fossimo testimoni dell'ascesa e della consacrazione degli ultimi anni di questo ragazzo di Cervera nemmeno ventiduenne, si potrebbe balenare l'ipotesi di qualcosa che sconfini nel fantascientifico.

Un aggettivo iperbolico, ma comunque calzante per raccontare, invero, la guida, il livello competitivo e stilistico che Marquez, Rossi e Lorenzo hanno messo in mostra sul circuito di Sepang, in occasione della diciassettesima prova del campionato 2014.

Dodicesima vittoria stagionale dicevamo, come Mick Doohan nel 1997. Marquez ha dovuto faticare in una gara che ha visto prima Lorenzo dettare il ritmo, poi Rossi insediarsi in vetta, salvo poi lasciare aperta una piccola porta all'ultima curva. Porta che un cannibale come Marquez ha colto al volo.

Il tutto condito da duelli brevi, concisi, studiati, ma estremamente coinvolgenti. "Alla prima curva ci siamo toccati con Jorge, ma non è stato nulla di che, son cose da prima curva" ha raccontato Marc "Mi hanno passato in diversi, e sono risalito. Alla fine era dura fisicamente e sopratutto Valentino non mollava mai. Sono contento, era da Silverstone che non salivo sul gradino più alto. Il record di Doohan? Bene bene....però manca ancora una gara, vediamo che succede!"

La sensazione oggi è stata chiara: quei tre hanno offerto lezioni di guida, ognuno spronato dal livello prestazionale dell'altro, mantenendo un ritmo di gara assolutamente elevatissimo, con margini estremamente contenuti tra un giro e l'altro, cosa difficilmente pronosticabile vedendo l'andamento di prove e qualifiche, per lo meno, osservando quanto fatto fino a quel momento da Rossi.

Ed invece, grazie ad un lavoro che ha coinvolto anche la distribuzione dei pesi, l'italiano è potuto salire sul carro dei protagonisti " Sono molto contento perchè questo week-end abbiamo tribolato con il setting." ha detto Valentino " Però anche questa volta con la squadra siamo riusciti a metterla a posto. Siamo andati bene. Il mio obiettivo era Jorge per il campionato, poi ho visto che rimanevo con Marc, ci ho provato, però lui era più veloce a gomme finite".

Un duello che ha visto cedere per primo Jorge Lorenzo, terzo al traguardo, dopo aver condotto le prime fasi: "Ho spinto molto all'inizio. La chiava della gara è stato quella di aver spinto all'inizio e loro erano dietro. Poi loro sono andati via. Come si dice? Tanto di cappello a loro"

E peccato per l'assenza di Dani Pedrosa, caduto nelle prime fasi, ha girato con un ritmo anche più veloce di tutti, salvo poi re-impattare con l'asfalto.

Peccato anche per Dovizioso, ottimo quarto fino a quando la sua Ducati ha accusato un problema, rallentandolo: "Possiamo esser contenti del ritmo che avevamo in quel momento, perdevamo poco dai primi. Poi la moto ha cominciato a borbottare in apertura di gas e quindi ho deciso di portare a casa la gara. Peccato, perchè volevo vedere quanto distacco perdevamo dai primi. Molto meglio rispetto all'anno scorso, ma comunque andiamo più piano rispetto a quelli davanti. Ma non è per ora il nostro obiettivo, ancora non andiamo a lavorare sugli affinamenti. Questa è tutta esperienza per il prossimo anno!" .

Tutti gli altri non sono stati sostanzialemnte mai inquadrati dall'occhio vigile della telecamera, nonostante l'ottima prestazione di Bradley Smith, quinto dietro uno Stefan Bradl in grado di resistere sia all'inglese che al caldo umido di Sepang.

Da sottolineare anche la bella prestazione di un acciaccato Pol Espargaro, infortunato al piede dopo la caduta delle FP3 del giorno precedente. Buona nona piazza anche per Hector Barbera, risalito in posizioni più nobili da quando ha avuto a disposizione la Ducati Desmosedici Open.

Peccato invece per Alex De Angelis, ritirato ad un giro dal termine, e per Danilo Petrucci, caduto quando si trovava in zona punti.


CRONACA GARA SEPANG

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