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MotoGP, Entry list 2015: Aprilia ancora senza pilota

In Moto3 gli italiani superano in numero gli spagnoli, in Moto2 è monopolio Kalex

La Federazione Internazionale ha comunicato oggi la lista dei partecipanti per la stagione 2015 nelle tre classi. Si tratta di un elenco ancora provvisorio ma che delinea però abbastanza chiaramente il panorama per il prossimo anno. Tante certezza ma anche alcune sorprese, a partire dalla classe regina. Analizziamole insieme.

MOTOGP, APRILIA SENZA UN PILOTA – Incominciamo dalla MotoGP, il cui roster è ormai noto da tempo. Innanzitutto, è da segnalare la mancanza del team PBM, che darà l’addio al motomondiale senza mai veramente avere lasciato il segno. Per quanto riguarda i piloti, l’unico nome per cui mancava l’ufficialità era Di Meglio sulla seconda Ducati Open del team Avintia.

Sorprendono semmai gli spazi vuoti. Soprattutto per quanto riguarda Aprilia che tornerà al motomondiale sotto l’ombrello del team Gresini. Una delle due moto, a due settimane dai test che si terranno a Valencia, è ancora senza pilota. Non è infatti un segreto che Marco Melandri sia molto restio a risalire su una MotoGP, anche se le alternative – sia per il pilota che per la Casa – al momento non sono molte.

Altro punto interrogativo, questa volta doppio, è per Iodaracing. La squadra di Sacchi non solo non ha un pilota ma anche la moto che utilizzerà (si era parlato delle Art di quest’anno) è avvolta nel mistero.

MOTO3, TRA CONFERME E DEBUTTANTI – Passiamo alla classe cadetta, la più interessante per i nostri colori. La rappresentanza italiana è infatti quella dominante con 9 piloti, una vera e propria rinascita dopo che negli anni passati i piloti tricolore sembravano essere destinati all’estinzione. Tra le novità, l’ufficializzazione di Francesco Bagnaia sulla terza moto del team Aspar. Il debuttante sarà invece Stefano Manzi, compagno di squadra di Ferrari nel team Italia. Il pilota di Rimini dovrà però saltare la prima gara in Qatar, perché compirà 16 anni proprio la domenica del GP di Losail.

Non avrà di questi problemi, invece, il francese Fabio Quartararo, in virtù di una regola che concede al vincitore del CEV – e si solo quel campionato – di correre in barba alle limitazioni di età. Interessante anche ritrovare fra gli iscritti Ana Carrasco, che ha trovato una KTM con il team Boe41.

Passiamo all’analisi delle marche, che vede la sparizione delle Kalex e la predominanza di KTM. Le moto arancio saranno infatti 11, a cui vanno aggiunte le due gemelle Husqvarna. Aumentano anche le Honda, con 11 esemplari assegnati. Non è distante la Mahindra – che non avrà più una squadra ufficiale – a quota 9.

MOTO2: TANTE KALEX, POCHI ITALIANI – E’ arrivato il momento della classe di mezzo, dove il primo dato che salta all’occhio è il predominio del telaio Kalex. Su 31 moto al via, ben 23 saranno dotate della ciclistica tedesca. Si fa prima a dire chi correrà con altro: Tech3 e Tasca (Rossi il pilota) con la Mistral, la squadra di Boscoscuro e QMMF con Speed Up, mentre Iodaracing è l’unica squadra che rimarrà fedele a Suter. Una sconfitta su tutti i fronti per il telaista svizzero che solo due anni fa aveva dominato la categoria con Marquez. Non ha ancora deciso la moto il team JiR, che ha firmato con Randy Krummenacher.

Se in Moto3 avevamo cantato vittoria per la presenza italiana, in Moto2 le cose cambiano. Gli unici nostri portacolori al via saranno Simone Corsi e Franco Morbidelli. Non sono nella lista né Mattia Pasini né Lorenzo Baldassarri, anche se ci sono ancora due posti – proprio i loro, da Forward e da Gresini – da assegnare. Gli spagnoli si riprendono così la rivincita, con sette piloti al via. Da segnalare anche l’arrivo in Moto2 del Team Ajo con Johann Zarco, mentre scompaiono Caterham e Aspar.

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