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MotoGP, Rossi vs Lorenzo vs Marquez: è già 2015

I GP di Malesia e Valencia saranno una lotta a tre per dimostrare la propria forza sugli altri

Sulla carta gli ultimi due Gp della stagione – Sepang e Valencia – servono solo a due cose: decidere la piazza di onore in campionato e dare a Marquez la possibilità di battere il record di vittorie stagionali di Doohan. In verità sono un antipasto della prossima stagione e una prova di forza importante. Il palcoscenico ce lo abbiamo, ora passiamo ai protagonisti: Marquez, Rossi, Lorenzo e Pedrosa, in rigoroso ordine di classifica.

Perché il dominatore Marc ha bisogno di vincere? Perché non vuole concludere la stagione in calando. Gli ultimi errori (a Misano, Aragon e Phillip Island) hanno sollevato il morale agli avversari. Ha dato loro la sicurezza che nessuno è imbattibile, che anche Golia è stato abbattuto da un colpo di fionda. Nella vita è sempre così, il ricordo dei successi dura sempre meno di quello delle sconfitte.

Rossi ha detto - non senza furbizia - una verità: “Marquez ha vinto 11 gare quest’anno, prima di parlare di lui bisogna vincerne almeno 8”. Ma il piccolo diavolo da quattro gare non assapora il gusto della vittoria, anche se per due volte è caduto quando era in testa (Spagna e Australia) e a Motegi ha corso con il freno a mano tirato per il Mondiale.

Conta poco, Marc vuole ristabilire le gerarchie e dimostrare di essere ancora lui l’uomo da battere fino all’ultima gara e, di conseguenza, il prossimo anno. Perché le Yamaha si sono avvicinate e Lorenzo e Valentino sono due ossi duri. Più di Pedrosa, che invece sembra essere stato completamente domato dall’inombrante compagno di box. Dani avrà ancora due occasione per mostrare la propria stoffa, anche se ormai il secondo posto in campionato sembra essere per lui solo un sogno.

Lo scontro è invece ben più duro nel garage Yamaha. Valentino e Jorge sono 2 a 2 e anche in campionato li divide solo una manciata di punti. Il Dottore, fino a oggi, ha sempre giocato di rimessa. Non si è lamentato quando i pezzi nuovi arrivavano per primi a Lorenzo e ha sempre riconosciuto il suo valore. È stata una sorta di cammino di avvicinamento, che forse a Phillip Island è finito.

Rossi ha cambiato capotecnico e doveva cancellare dalla sua testa due anni difficili. La vittoria di Assen nel 2013 non era bastata e neppure quella di Misano pochi mesi fa. In Australia invece Valentino ha battagliato con il maiorchino e si è accorto di essere più forte. “La mia moto era più a posto della sua”, ha affermato. Non è un risultato da poco raggiungere e superare il livello di Jorge su una pista in cui è sempre stato molto forte (Stoner permettendo). Battere Jorge vuol dire potere lottare per il mondiale in prospettiva futura, e questo è il punto chiave.

I problemi alla gomma hanno messo fine al duello prematuramente ma se fosse vero quello che sostiene la Bridgestone – che non ci fosse nessun difetto – allora la M1 numero 46 sarebbe stata veramente più a punto di quella del 99. Significherebbe che i due sarebbero nuovamente allo stesso livello e non sarebbe più così scontato che il punto di riferimento nel box continui a essere Lorenzo.

Jorge lo sa, per questo vuole subito rimettere le cose a posto e per farlo gli occorre una sola cosa: vincere. In Malesia e a Valencia, se ci riuscisse piglierebbe il jackpot. Cioè, farebbe sua la seconda piazza in campionato (e relativo premio), metterebbe al suo posto Valentino e lancerebbe un messaggio importante a Marquez. Forse l’ultima cosa è quella che più gli interessa.

Il maiorchino ha imparato una lezione, che i campionati si possono perdere già in inverno e farà sicuramente tesoro di questo insegnamento. Perché non può permettersi di ripetere lo stesso errore due volte di seguito.

Ecco perché le ultime due gare non saranno per nulla una passerella inutile in attesa delle vacanza. Anzi, il 2015 è già cominciato.

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