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MotoGP, Lorenzo: tutta colpa di Bridgestone

Il gommista: "nessun difetto per Jorge". Smith sul podio: "non me ne ero nemmeno accorto"

Lorenzo: tutta colpa di Bridgestone

Jorge Lorenzo non ha dubbi, la colpa è solo della Bridgestone. La chiave di volta della sua gara è stata la gomma anteriore, “difettosa – afferma – Mi è capitato lo stesso problema di Valentino ad Austin, sono solo stato solo più fortunato e al posto di fare ottavo sono arrivato secondo”. Il maiorchino, come Rossi, ha scelto l’opzione più morbida ma qualcosa non è girato per il verso giusto.

A fine gara giravo come guidassi una CRT – mastica amaro – Il lato destro dello pneumatico era perfetto, quello sinistro invece distrutto. Avevo già avvertito un comportamento strano a inizio gara, poi la situazione ha continuato a peggiorare. È un peccato, si lavora tanto tutto il fine settimana e poi succedono questi disastri”.

Questa la versione del maiorchino, ma Bridgestone ha respinto tutte le accuse al mittente. “Quella gomma non aveva alcun difetto – la versione ufficiale del gommista – Se così fosse, Jorge non avrebbe potuto girare per venti giri con il ritmo che ha mostrato. E’ una questione di setting e di stile di guida, non di qualità dello pneumatico”.

Quale sia la verità, “non mi aspettavo una versione differente da parte loro, dicono sempre così”, tutto sommato a Lorenzo è andata bene.

Probabilmente questo è stato il secondo posto più fortunato di tutta la mia carriera – scherza – Soprattutto sono contento di vedere tre Yamaha sul podio, non succedeva da molto tempo. Inoltre avrei potuto perdere molti più punti in classifica da Valentino e invece sono stati solo 5. La M1 si è avvicinata molto alla Honda, che se in generale i nostri avversari sono ancora un passo avanti. Però con questa moto potrò lottare per la vittoria in Malesia e a Valencia”.

Bradley SmithChi invece tocca il cielo con un dito è Bradley Smith, al suo primo podio in MotoGP. Il compassato britannico non teme di mostrare la sua felicità e quasi non sembra neanche rendersi conto del risultato.

Quando sono passato sul traguardo non avevo capito di essere arrivato terzo, non avevo visto Crutchlow cadere. Ho visto però la mia squadra sul muretto e mi è sembrato un po’ esagerato come festeggiamento. Poi ho visto con la coda dell’occhio il mio nome su uno schermo e che c’erano solo Rossi e Lorenzo davanti a me. Però non ci credevo ancora e mi sono fermato per leggere meglio”.

Era tutto vero e Smith ha finalmente raggiunto quel traguardo a cui puntava da tanto tempo.

E’ stata una gara strana, sono partito male e sono stato troppo aggressivo – racconta – Ho rischiato di cadere tre o quattro volte nei primi due giri, poi mi sono trovato in una lotta stile Moto3. Alla fine è arrivato il podio, ho sognato spesso questo momento ed è stato veramente speciale. Di solito dopo la gara sono ai box a sentire l’inno spagnolo o italiano, è stato bellissimo vedere tutta quella gente.

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