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Honda Fireblade SP: ultimo tango a Roma

VIDEO - Ciclistica speciale così come la livrea HRC. Stabile, diretta e con un'erogazione fluidissima

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Saranno oltre due anni che non corro tra i cordoli di Vallelunga. Tanto veloce nei primi due settori, come tortuoso negli ultimi.

E' una pista che conosco bene, eppure l'ho sempre considerata come una Vecchia Carogna. Sembra facile da imparare, eppure ti distrai un attimo e la caduta è garantita. Guidarci è un conto, andarci forte un altro. Punti da cuore in gola, come il Curvone che si raccorda con le Cimini, o più tecnici come la Esse Lunga e la Roma. Vallelunga è un toboga da fare tutto d'un fiato, una bella Sfida Capitale.


Il mio ritorno ufficiale a casa avviene in un tardo pomeriggio d'Ottobre. La mia compagna è una Superbike, ultima versione di una dinastia iniziata oltre vent'anni fa, che fu presentata ad Eicma lo scorso novembre.

Fireblade SP, la Honda CBR1000 RR dotata di evoluzioni in ambito ciclistico veramente di primissima scelta: la forcella anteriore ed il mono posteriore sono una delizia per tecnici e piloti, tanto che il tecnico dell'autodromo romano sembrava essersi ritrovato di fronte al Santo Graal. Anche il telaio è stato modificato nella zona del pivot. Le gomme poi, le Pirelli SP sono state sviluppate prendendo proprio come base la Honda CBR RR.



Salgo in sella a questa Sport Production: non è abbondante, ma con un'impostazione meno esasperata rispetto ad alcune rivali. La triangolazione sella-pedane-manubri è comoda, con la gomma posteriore da 55 che alza leggermente il posteriore. I semimanubri sono più aperti rispetto al modello base, per poter scaricare meglio i polsi, anche se la posizione porta ad avere comunque i gomiti più chiusi rispetto alle concorrenti.
@ Fotosport.biz
Ha il DNA della Supersportiva con il cokpit interamente digitale. Pulito, chiaro, ben leggibile. Parola d'ordine? Pulizia: nessun tasto a manubrio che possa indicare l'utilizzo di una mappatura, del controllo di trazione. Nemmeno l'ABS. La Fireblade punta sull'efficenza. Ciclistica e motoristica. 181 cavalli nel polso destro posso bastare? Ne avevo trovati 208 a Jerez, ma quella era una moto da corsa vera e propria.

Eppure, mi bastano poche curve per capire che questa CBR 1000 RR SP è dannatamente facile. Vallelunga necessita di saper prendere il ritmo il prima possibile con le sue medie elevate, sopratutto nel primo tratto. Se fai il Curvone lento, ti ritrovi con una velocità inadeguata ai Cimini,e ti porti il ritardo fino alla Campagnano dopo l'allungo. L'erogazione però è praticamente un burro: morbidissima sempre, scatena un uragano estremamente fluido una volta passati i 9000 giri/min. Si guida quasi vecchio stile: lineare, pulita. Non è un laser, quanto un coltello ben affilato: tutto nella mano destra.

Ecco, questo è il bello della Fireblade SP. Il pilota è il protagonista grazie ad un'ottima sensazione di controllo, di feedback da parte del gas, con il posteriore che mi parla. Vuoi partire per la tangente all'uscita dei Cimini? Fai pure, sei come un filo diretto, una telefonata.

Diavolo di un Fireblade: niente elettronica, tanta comunicazione. Il risultato? Questa moto cammina, spinge in maniera rotonda, con una coppia estremamente graduale tanto che quasi non mi accorgo della grande velocità. Vero, ad oggi esistono moto più potenti, con più cavalleria, ma la tentazione di danzare con quest'ultimo tango a Roma, anzi, a Vallelunga, era troppo grande: il feeling con la manopola del gas che offre la moto di Tokio è, ancora oggi unico.

E che dire delle sospensioni? Lasciano a bocca aperta. Qui ci troviamo davvero allo stato dell'arte per una moto di serie. Sensazioni trasmesse del genere le ho trovate con delle moto da corsa. Chirurgia allo stato puro! Entro alle Cimini con una decisione rara, così come le due staccate della Soratte e della Trincea: freni in mano...niente...lei non ne vuole sapere di scomporsi. Che stabilità questa CBR. Già perchè le moto da corsa si dividono in due categorie: le adrenaliniche degne di un assolo Rock, rauco e duro, o le pulite, tipiche di una musica classica, elevata.

Questa Honda è un Tango, ballo nobile, sottolineato da sviolinate dure ma nette. Non vuole mettermi in crisi, ma pretende un livello superiore. Ma non è un semplice fatto di forcella, di mono posteriore, o di telaio. E' l'insieme a rendere la melodia perfetta, accordata. Forse leggermente meno veloce di altre a scendere in piega, ma stabile a livelli impensabili. Non mi da mai la sensazione di una moto appesa, che vuol scendere in piega quasi a cadere. La sua è una natura fluida e morbida. Il che non significa lento.

Il motore è incredibilmente silenzioso e lineare. Si guida quasi vecchio stile: lineare, fluido come predilige questo 4 cilindri. Non è brusco, ma ha una schiena molto decisa, sopratutto oltre i 9000 giri. Una volta passata tale soglia, si scatena una gran bella cattiveria con i suoi 180 e più cavalli, comunque controllabili dal polso destro. Ed è questo il bello: si ha la sensazione di controllo, di risposta perfetta al gas da parte del posteriore.

Un passo a due che ogni giro diviene sempre più veloce ed avvincente: lei è la dama, perchè io devo essere il cavaliere, dovendo avere tutto sotto controllo. Una dama che sa come prenderci: ogni giro entriamo sempre più in sinfonia e affrontare questo toboga diviene una sfida ad entrare sempre più fore. Lei è una certezza, con un anteriore che ti comunica la minima asperità. Sembra ancora davanti, ma non è impuntata. Segno evidente di un bilanciamento ottimo per quanto concerne la stabilità, ma che presta leggermente il fianco all'agilità.

Il Curvone di Vallelunga diventa una sfida con se stessi per entrare sempre più veloce, con la certezza che la SP divora tutto e chiude la linea senza problemi. Una stabilità imbarazzante e un grande feeling tanto sul veloce quanto sullo stretto, in cui la SP manifesta un ottimo bilanciamento anche se non è così agile come si immaginerebbe.

Una dama dal temperamento elevato ma che, una volta entrata in sintonia, diviene una partner fantastica. Di classe, anche se qualche piccolo difetto data dall'età lo offre. Un peccato non avere l'ABS, così come il Quick-Shift, figlio della scelta di rendere quest'ultima regina di Tokio dettata dalla supremazia tecnica più che elettronica.

La Fireblade SP è la summa di quello che, fino ad oggi, Tokio ha voluto mostrare per le sue ultime versioni supersportive: una dama bianca stabile, reattiva, estremamente comunicativa, dettata dall'elevato tasso tecnico motoristico/ciclistico.

Correre con lei è una danza pulita, elevata, sempre più veloce: un Ultimo Tango a Roma. 

GALLERY CBR 1000 RR SP



Il Nostro Ultimo tango a Vallelunga?  Con i seguenti capi Dainese:

AGV CORSA

 

Anziché progettare a partire dalla calotta esterna, AGV STANDARDS, modello del quale il CORSA fa parte, inizia dalla testa del pilota le cui misure sono tradotte in un formato digitale, tramite una scansione laser. La scansione tridimensionale è una tecnologia estrememante precisa (al decimo di millimetro) che permette la trasformazione in dati digitali delle forme antropomorfe e successivamente condurre studi puntuali sulla fisionomia umana che sono il punto di partenza per la progettazione delle parti del casco a contatto con il viso. Il casco, riprodotto in tutte le sue parti mediante un modello matematico, consente l’effettuazione di analisi FEM (Analisi agli Elementi finiti) che simula al computer una serie di crash test che riproducono non solo i test di omologazione ma anche prove secondo i più severi standard di AGV.

 

FULL METAL PRO

 

Tutta la tecnologia e l’esperienza maturata da Dainese nelle corse e nella collaborazione con i grandi campioni del motociclismo ha portato allo sviluppo di questo guanto racing dal livello di sicurezza elevatissimo, e che mantiene allo stesso tempo un grande comfort di guida. Costruito utilizzando i materiali più resistenti e all’avanguardia, come titanio, fibra di carbonio, filo di Kevlar®, per consentire un’elevatissima resistenza all’abrasione e all’assorbimento degli impatti, presenta soluzioni tecniche frutto dello studio ergonomico e dei punti più sollecitati in caso di caduta.

 

 

TORQUE PRO OUT D-WP

 

Tecnologia e design aggressivo si fondono in questo stivale racing in Lorica® dall’elevato livello di sicurezza, grazie al sistema antisupinazione snodato DAxial in TPU, tallone ammortizzato per ridurre gli impatti da compressione, inserti in acciaio su fianchi e tallone ed in nylon su pianta e punta. Versatilità nell’utilizzo su strada in ogni condizione climatica grazie all’interno impermeabile in D-WP, ma anche comfort attraverso la regolazione del polpaccio che consente una corretta vestibilità. Suola a texture differenziata ed inserti in TPU sul fianco interno consentono un grip elevato durante la guida

 

LAGUNA SECA PRO prof ESTIVA

 

Innovazione e funzionalità: nella tuta Laguna Seca Pro estiva, un design essenziale e moderno si fonde con soluzioni tecniche frutto di decenni di esperienza maturata con i campioni del motociclismo. Eccellenza nella protezione grazie alle spalle coiniettate con inserti in alluminio, protezioni composite su gomiti, ginocchia e tibie fanno di questa tuta confezioanta nella speciale pelle D-Skin, un capo estremamente tecnico. Ergonomia e mobilità sono assicurate grazie ad elastici biassiali, aggancio tuta-stivale, agli inserti in tessuto S1. Gobba aerodinamica con prese d’aria, foratura piazzata e la fodera removibile NanoFeel consentono un comfort elevato anche nella guida più sportiva.



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