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MotoGP, Marquez: il titolo? Un successo di squadra

"Atmosfera fantastica nei box con tutti i miei tecnici. Gli errori? Un eccesso di confidenza, ma avevo margine"

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Fresco di secondo titolo mondiale consecutivo in classe regina, e diversi record riscritti durante l’impresa, Marc Marquez sta lentamente elaborando pensieri ed emozioni. Ecco dunque qualche battuta aggiuntiva, condivisa dal pilota Honda prima di volare verso l’Australia. Magari sottovoce, visto che la festa a base di karaoke ha lasciato qualche strascico sulle corde vocali dello spagnolo (come dimostra il video qui sotto).

È più difficile centrare il titolo o vincere dieci GP di fila?

“Gli errori commessi nelle ultime gare mi hanno fatto riflettere sul valore del titolo, perché dopo una prima parte di stagione buonissima sembrava che non volessi arrivare alla meta. Forse un eccesso di confidenza mi ha portato a commettere qualche passo falso, sapendo che disponevo di un buon margine. Le dieci vittorie mi hanno dato il lusso di poter rischiare più del normale. Però volevo vincere il titolo, ed alla fine l’ho fatto a Motegi in casa di Honda, che va bene”.

È il tuo quarto mondiale in cinque anni. Come ti senti?

“Ancora non me ne rendo conto. Mi sto godendo il momento, perché non sai mai cosa può succederti domani. Le prossime gare saranno anche più divertenti. So che c’è il secondo posto in gioco, quindi ci saranno battaglie, ma cercherò di assaporarmi ogni momento”.

Quali sono i ricordi legati a ciascuno dei tuoi titoli mondiali?

“Ogni titolo è speciale. Il primo, con la 125, è particolare. In più l’ho vinto solo all’ultima gara, che è più difficile. In Moto2 ero soddisfatto ma anche arrabbiato, per ciò che era accaduto l’anno prima, e l’infortunio all’occhio che mi ha tenuto fermo per cinque mesi. Il primo in MotoGP fu una sorpresa. Per il quarto voglio ringraziare Honda, che mi ha permesso di portare con me tutta la mia squadra, ed ha reso perfetta l’atmosfera nei box”.

In cosa sei migliorato rispetto al 2013?

“Cerco di farlo sotto ogni aspetto, ma sicuramente mi sono adattato meglio alla moto. Abbiamo utilizzato un telaio più adatto al mio stile di guida, e questo mi aiutato a concentrarmi di più sulla guida che sulla messa a punto”.

Credi che tuo fratello Alex possa vincere il titolo in Moto3?

“Lo aiuterò il più possibile. Devo aiutarlo a non sentire troppa pressione, perché da leader in classifica si avverte di più. Lo lascerò tranquillo, ma so per esperienza che il campionato è lungo ed in tre gare può succedere di tutto”.

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