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MotoGP, Frenare a Motegi: un problema scottante

I dischi da 340mm pesano 100 g in più e operano fra i 400° ed i 700°

Il circuito di Motegi fino a qualche anno fa ero lo spauracchio per i costruttori di impianti frenanti. Il motivo, evidente: su questo tracciato si effettuano le frenate più impegnative del motomondiale. I piloti infatti sono impegnati per il 27% a 'giocare' con la leva del freno: un terzo del tempo! per non parlare del fatto che le staccate comportano tempi di frenata compresi fra i tre ed i quattro secondi.

La più lunga ed impegnativa, alla curva 11 rallenta le MotoGP da una velocità terminale di 287 Km/h a circa 91 con una decelerazione di 1,6 G.

Dall'anno passato a dare una (bella) mano sono arrivati i disconi da 340 mm. Una 'padella' in carbonio che pesa appena 100 g in più di quelli tradizionali da 320.

"Il problema, nel passato - spiega il responsabile della Brembo Lorenzo Bortolozzo - non era tanto o solo la temperatura massima, che si avvicinava ai 900°, quanto il raffreddamento. Qui a Motegi infatti i dischi attualmente operano in un range di temperature che vanno fra i 400° ed i 700°. Essendoci poco tempo fra una frenata e l'altra l'efficienza diminuiva".

Un problema del passato.

"I piloti che soffrivano maggiormente erano quelli che staccavano più bruscamente: Ben Spies. Cal Crutchlow e anche Aleix Espargaro. Mentre Andrea Dovizioso, che pure è molto forte in frenata ha un modo di rallentare diverso, perché pinza forte ma poi rilascia gradualmente la leva".

I miglioramenti ottenuti non sono stati comunque solo determinati dall'aumentato diametro dei dischi.

"Anche le squadre hanno dato una mano. Tutti hanno lavorato sulla forma dei parafanghi, in alcuni casi aggiungendo prese d'aria dinamiche in modo da raffreddare meglio il complesso disco-pinza".

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