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SBK, Lanzi, la classe operaia non va in paradiso

Sfuma la possibilità di una seconda wild-card in Qatar. "Vorrei correre nel mondiale, ma non per fare numero"

Lanzi, la classe operaia non va in paradiso

Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Nonostante le apparizioni sempre più sporadiche, Lorenzo Lanzi ha ribadito ancora una volta a Magny Cours di avere  il “polso” per correre ad alto livello tra le derivate di serie. Sotto la pioggia, da sempre sua "amica", il romagnolo ha infatti chiuso Gara Uno e Due rispettivamente all'ottavo e quinto posto (migliore sulla Panigale al traguardo nella seconda manche).

“Ho dimostrato che posso ancora fare bene e stare in mezzo a loro – ha detto Lanzi, protagonista di due gare da incorniciare da wild-card sotto la pioggia, culminate in un quinto posto nella seconda manche – Vincere è dura, perché il livello è sempre alto. Me ne ero accorto anche da casa, nonostante quest’anno lo spettacolo potesse sembrare minore. I tempi sul giro restano sempre interessanti”.

Lanzi ha corso per il team 3C, equipe che ha vinto il campionato IDM, a fianco di Xavi Fores e Max Neukirchner. Tuttavia, rispetto ai compagni di box, il pilota di Bagno di Romagna disponeva di una moto meno aggiornata.

“Il motore era lo stesso, ma io ho corso con l’elettronica 2013 e credo che, da allora, Ducati abbia fatto molti passi avanti (l’attuale è parente stretta di quella impiegata in MotoGP, nda). All’inizio ho fatto fatica, perché il limite tra l’andare piano e l’andare davvero forte in queste condizioni è molto sottile. La pioggia ha rappresentato un ostacolo per tutti, ma mi ha anche aiutato”.

Dopo quattro anni senza un impiego a tempo pieno, il quasi 33enne continua a sperare in un ritorno. Ci era andato vicino alla fine dello scorso anno, ma le trattative tra Aprilia ed il team Mesaroli, con il quale aveva ottenuto quattro piazzamenti a punti in altrettanti occasioni (settimo a Jerez in Gara Due) nelle gare di chiusura del 2013 nonostante disponesse di una “vecchia” 1198R, non sono andate in porto. Eppure Lanzi, da buon "colletto blu", non si è dato per vinto, continuando ad allenarsi per farsi trovare pronto.

Quest’anno la chiamata dall’IDM è arrivata solo a giugno, ma non gli impedito di vincere a Hockenheim e fare terzo ad Assen. Visti i risultati, la classe operaia potrebbe andare in paradiso. Non ancora, sembra. Nonostante la possibilità di ricevere una seconda wild-card, ed il fatto che la squadra abbia spedito in Qatar il materiale per allestire una Panigale extra, teoricamente da assegnare in base ai risultati ottenuti in Francia (e quindi all’italiano), pare sia arrivato uno stop dalla Casa. Tutto rimandato dunque al 2015, con un colloquio imminente tra Lanzi e 3C, che deve ancora decidere se correre nel mondiale o soltanto nell’IDM.

“Spero comunque che i risultati ottenuti mi aiutino a trovare una sella. Ne riparleremo con i ragazzi del team tra un paio di settimane, ma non sono legato a loro contrattualmente. Nell’IDM ho trovato da subito un ottimo rapporto con la squadra, ma non voglio fare il mondiale per fare numero”.

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