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Suzuki svela la sua Maxi Naked GSX-S 1000

INTERMOT COLONIA - Svelata ufficialmente la Maxi Naked ispirata alla Superbike di Hamamatsu

Suzuki svela la sua Maxi Naked GSX-S 1000

Suzuki ad Intermot si ispira a... Robert Zemeckis. Cosa c'entra il regista con la casa di Hamamatsu? Beh, in entrambi i casi potremmo parlare di "ritorno al futuro". Se per il primo si trattava di un capolavoro cinematografico, per la seconda si fa riferimento alla presentazione ufficiale, in quel di Colonia, della propria Maxi-Naked GSX-S 1000. Un ritorno ad un genere di moto che ha vissuto la sua prima vera declinazione nel lontano 1976 con la GSX 750.


Oggi, considerando il ritorno in auge di una categoria che cerca di fondere prestazioni da supersportiva con design e posizione da stradaiola mangiatornanti, Hamamatsu ha deciso di declinare la sua quattro cilindri Superbike.

Conseguentemente, la base tecnica è ben conosciuta, con il quattro cilindri da 999cc nella versione K5, quella che vinse il campionato del mondo con Troy Corser per intenderci, rivisto in taluni punti per una migliore sfruttabilità stradale. Ma perchè un motore che - seppure molto buono e corposo fin dai medi regimi - è stato montato su una moto di nove anni fa? Proprio per la sua affinità con il concetto di maxi-naked, dotato quindi di una corsa relativamente lunga.

L'aggiornamento di tale propulsore ha comportato pistoni più leggeri del 3%, un diagramma della distribuzione differente grazie ad assi a camme con un profilo meno estremo. Inoltre, ecco candele all'iridio ed al trattamento SCEM sulle canne dei cilindri. Per quanto concerne l'iniezione elettronica, il travaso avviene dal modello K7 della dinastia Gixxer, con i corpi farfallati da 44mm, iniettori a 10 fori e sonda lambda.

Il 2014 comunque ha visto l'introduzione di una ulteriore novità che non riguarda solamente questa GSX1000S: l'introduzione del controllo di trazione su tre livelli - il V-Strom che abbiamo provato recentemente ne ha due - oltre che disattivabile. Novità anche per quanto concerne la sturmentazione, ora con un cruscotto a LED, e l'introduzione del sistema Easy Start, in grado di avviare il motore disattivamento il motorino d'avviamento in maniera automatica.

Capitolo ciclistica: il telaio è un doppio trave in alluminio più leggero in termini di peso rispetto a quello che ritroviamo sull'attuale sorella pistaiola. La sella si trova a 815 mm da terra, che sottolinea comunque quella tendenza filosofica da parte di Suzuki a non creare moto troppo puntate sull'anteriore, ma sempre alla ricerca di un certo equilibrio tra anteriore e posteriore. Ed infatti, ecco comunque una posizione puntata ma rialzata data dalla triangolazione sella-pedane-manubrio. In cifre? un angolo di sterzo di 25 gradi, ed un'avancorsa di 100mm.

Forcellone in alluminio derivante dalla sorella da corsa, mentre le sospensioni sono delle KYB da 43 mm completamente regolabili.

"Tradizione" anche per quanto concerne le pinze Brembo monoblocco con dischi da 310 mm. Pneumatici? Dunlop D214 120/70 e 190/50-17. Vi starete chiedendo: si ma potenza, coppia, peso? Avremmo voluto scriverli, ma non sono stati divulgati!

GALLERY SUZUKI GSX-S 1000

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